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Quando si parla di Satanismo e di demonio, molti tornano con la mente alle truculenti descrizioni che Dante Alighieri fa dei diavoli nella cantica dell’Inferno della sua Divina Commedia, oppure lo immaginano con tanto di corna, coda e forchettone in mezzo alle fiamme, come è rappresentato dall’iconografia medievale. Ora, per avere delle idee chiare, bisogna liberarsi da queste immagini alquanto infantili. La fede della Chiesa riguardo all’esistenza ed all’azione malefica del demonio, si basa sulla testimonianza della Bibbia, che è parola di Dio, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento. Gesù si è presentato costantemente come il Vincitore di Satana e dei demoni: Egli infatti, nel Vangelo, affronta personalmente Satana e riporta su di lui la vittoria (Mt 4, 11; Gv 12, 31). Cristo affronta anche gli spiriti maligni che hanno potere sull’umanità peccatrice e li vince nel loro dominio. Affrontando la malattia, ... |
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In maniera paradossale, specie nelle società industrialmente avanzate cresce una certa cultura e pratica dell’occulto che genera azioni violente associate a rituali di invocazione al diavolo che culminano anche con l’assassinio e il suicidio. E’ interessante notare che sono soprattutto donne di mezza età, con punte più alte a Roma, Milano e Torino, le vittime delle “sette” di vario tipo, comprese quelle sataniche. E’ il dato emerso dal convegno “il fenomeno delle sette in Italia”, svoltosi a metà Dicembre 2007, presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, copromosso dal dal Gris (Gruppo di ricerca e di informazioni sulle sette) e dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Secondo una statistica presentata dal Gris, dall’ottobre 2002 all’ottobre 2007 il numero verde anti-sette (800.22.88.66) ha ricevuto un totale di 8473 chiamate, provenienti per lo più da Lombardia, Lazio, Emilia Romagna. Più coinvolti sono gli adulti rispetto ai giovani. |
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«Il tentatore allora gli si accostò e gli disse...» (Matteo 4,3). Questo allora rimanda a un quadro cronologico che l'evangelista dipinge nei due precedenti versetti del suo racconto, nei quali presenta gli attori o protagonisti del dramma: il Signore Gesù e il tentatore. Scrive: «Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame» (Matteo 4,1-2). Siamo di fronte all'introduzione del brano delle tentazioni di Gesù: un’introduzione, questa, che ci coinvolge personalmente, non solo perché siamo in rapporto con i due attori che si fronteggiano tra loro, ma anche perché l'esperienza di Gesù è destinata a diventare la nostra stessa esperienza, come esempio e come grazia. Nella sorte di Gesù è in qualche modo anticipata la sorte del discepolo. Lo esprime in modo limpido e profondo sant'Agostino nel commento a un salmo: |
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Oggi tantissimi, anche all’interno della Chiesa, non credono all’esistenza e all’azione del demonio, riporto un avvenimento di quasi sessant’anni fa avvenuto a Campagna in provincia di Salerno. Il 2 Ottobre 1954 un avvenimento strano di ossessione di particolare rilevanza per le modalità con cui si è manifestato e per la credibilità del testimone oculare che lo riporta mons. Giuseppe Maria Palatucci, vescovo di Campagna, in una lettera inviata al parroco della chiesa di Sant’Antonino a Zappino don Ludovico Cutino. La figura di questo pio vescovo è ricordata ancora oggi con una medaglia d’oro alla memoria, donatagli dal Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano e sulla cui motivazione è scritto “Mons. Giuseppe Maria Palatucci Vescovo di elevate qualità umane e civili, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, si prodigava con eroico coraggio e preclara virtù civica nell'assistenza morale e materiale degli ebrei internati a Campagna, riuscendo a salvarne circa mille dalla deportazione nei ... |
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Cristo ha spezzato le reti del diavolo La vita dei mortali è piena di lacci insidiosi, è tutta una rete di inganni tesi al genere umano per odio contro il Signore, da quel gigante cacciatore chiamato Nembroth. Infatti chi, se non il diavolo, è il vero gigante che si ribella anche a Dio? I lacci delle tentazioni e l'inganno delle insidie sono chiamati appunto reti del diavolo. E poiché il nemico aveva teso ovunque queste reti e vi aveva fatto cadere quasi tutti, fu necessario che venisse a infrangerle uno più forte e potente di lui, per poter aprire la via a quelli che lo avrebbero seguito. Per questa ragione anche il Salvatore, prima di giungere all'unione nuziale con la Chiesa, fu tentato dal diavolo, perché con la sua vittoria sulle tentazioni potesse prepararla e chiamarla a sé, insegnandole chiaramente col suo esempio che non nell'ozio e nei piaceri, ma attraverso molte tribolazioni e tentazioni doveva venire a Cristo. |
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