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Il divorzio PDF Stampa E-mail

Il divorzio«Non avete letto che il Creatore da principio li creò ma­schio e femmina e disse: per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie ed i due saran­no una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi» (Mt 19, 4 seg.). Naturalmente il diavolo, il divisore, fa di tutto per «dividere» e quindi, in contrasto con le frasi bibli­che riportate, opera al «meglio» per distruggere le fa­miglie. «Io le divido!» disse Lucifero in un esorcismo. Ovviamente lui separa solo quelle che non pongono Dio al centro, che non pregano unite ed i cui membri non frequentano i sacramenti. Contro le altre famiglie si rompe «le corna». «Cari figli, oggi in modo speciale vi porto il piccolo Gestì perché vi benedica con la sua benedizione di pace e d'a­more. Non dimenticate che questa è una grazia che molla gente non comprende e non accetta.

Così voi, che dite di essere miei e chiedete il mio aiuto, date tutto di voi stes­si; Anzitutto date il vostro amore e l'esempio nelle vostre famiglie. Voi dite che Natale è la festa della famiglia; perciò, cari figli, mettete Dio nelle vostre famiglie al primo posto, af­finché Egli possa donarvi la pace e proteggervi non solo dalla guerra, ma anche, nella pace, da ogni assalto sata­nico. Se Dio è con voi avete tutto, mentre quando non lo vo­lete siete poveri e persi e non capite dalla parte di chi state. Perciò, cari figli, decidetevi per Dio e poi riceverete tutto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Medjugo­rje-25 dicembre 1991). «Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra, commette adulterio» (Mt 19, 9). «Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito - e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito - ed il marito non ripudi la moglie» (1 Cor 7,10-11).

«Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso... Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia ri­spettosa verso il marito» (Ef 5, 28 seg.). «Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprat­tutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele» (1 Tim 5, 8). «Ugualmente voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano dalla condotta delle mogli, senza bisogno di pa­role, conquistati considerando la vostra condotta casta e rispettosa. E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e ren­dete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere» (1 Pt 3, 1 seg.). «Cari figli! Voi sapete che il tempo della gioia (Natale) è vicino, e che senza l'amore non otterrete nulla. Per que­sto per prima cosa dovete amare la vostra famiglia...» (Messaggio della Madonna di Medjugorje del 13/12/1984).

Quante teorie, specialmente dal 1968 in poi, sulla libertà di divorziare, sui matrimoni liberi, aperti... e quanta gente dallo psichiatra![46]. Padre Jozo [47] so­stiene che «Quando una famiglia si divide, satana è presente!» e che «Non è possibile amare completamen­te la propria moglie o il proprio marito, se non si pre­ga, se non si pone Dio al centro della famiglia. Non è possibile dare da parte di ciascun coniuge la propria vita per l'altro». Ecco allora le divisioni «per incompa­tibilità» (cioè per egoismo, in quanto nessuno vuol ce­dere a favore dell'altro) e per adulterio causato, «dico­no» spesso gli interessati, da «Incompatibilità sessua­le». Lo Spirito Santo insegna: «Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito. La moglie non è arbitro del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il ma­rito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la mo­glie. Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione» (1 Cor 7, 3 seg.). Per meglio capire il concetto conviene meditare sulle seguenti pa­role della Bibbia, quindi di Dio: «Bevi l'acqua della tua cisterna, gli zampilli del tuo pozzo.

Non scorrano fuori le tue fontane né sulle piazze i tuoi ruscelli. Sia­no per te soltanto, non per gli estranei insieme a te. Sia benedetta la tua sorgente! Possa tu trovare la gioia nella donna della tua giovinezza, amabile cerbiatta e gazzella deliziosa [48]. I suoi seni ti inebrino in ogni tempo, dal suo amore sia tu sempre attratto. Perché saresti attratto, figlio mio da un'altra, stringeresti al seno un'altra donna?» (Proverbi 5, 15 seg.) [49]- «Come sono belle le tue carezze, mia sposa, quanto migliori del vino le tue carezze e il profumo dei tuoi unguenti più soave di tutti gli aromi!» (Cantico dei Cantici 4, 10) -«...i tuoi seni sono come due caprío­li, gemelli di gazzella, che pascolano tra i gigli...» (Cantico dei Cantici 4, 5). La sessualità, nell'ambito del matrimonio, compo­nente essenziale dell'amore tra i coniugi è un dono di Dio; pensare il contrario è diabolico. Ma se da un lato il Signore, come abbiamo visto, stimola i coniugi ad una sana e costante sessualità (1 Cor 7, 5), dall'altro lato condanna ripetutamente l'adulterio (diventerebbe lungo elencare tutti i passi biblici che lo condannano; cito solo il comandamento «non commettere adulte­rio», il capitolo 5 dei proverbi, Malachia 2, 13 seg.). Lo condanna anche con lo sguardo (Mt 5, 27) in quanto preludio a relazioni più concrete e quindi di­struttive dell'amore tra i coniugi e tra i figli, provo­cando dissesti sociali, sensi di colpa, rancori e... pecca­ti a non finire (relazioni adulterine, peccati contro il prossimo ecc.). Ecco perché satana cerca sempre di se­parare le famiglie. Eppoi vi sono personaggi «esperti» che parlano di libero amore anche all'interno della coppia, con i risultati negativi che il Prof. Mario di Fiorino, primario psichiatra, ha ben illustrato in alcu­ne interviste[50]. «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie... La tua sposa come vite feconda nell'intimità della tua casa;i tuoi figli come virgulti d'ulivo intorno alla tua mensa» (Sal 128).

Articolo tratto dal testo "Luce e Tenebre" di Arrigo Muscio

 
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