| Alberoni: la Guzzanti figlia del marxismo, Di Pietro un Robespierre |
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“Per caso oggi in Spagna con Zapatero non sta accadendo la stessa cosa con l’idea di togliere i crocefissi dalla pareti dei luoghi pubblici? Nella Russia marxista non esistevano i gulag? Tito non ha perseguitato i cristiani e in Messico la massoneria di Juarez non ha ucciso sacerdoti e proibito la libertà di culto?” Insomma, le esternazioni della Guzzanti non le sono piaciute affatto: “Come potrei avallare la grezza volgarità figlia dell’intolleranza”? Qualcuno parla di nichilismo, clima di nulla culturale: “Analisi sbagliata e falsa. Qui non esiste dietro il nichilismo, ma un odio misurato e scientifico contro tutto ciò che rappresenta il sentimento religioso. Lo scriva pure, la Guzzanti è imbevuta di odio”. Ma chi era il vero bersaglio della manifestazione romana? “Io non me la prendo con tutta la sinistra, me ne guarderei bene. Veltroni e Bersani sono gente moderata che vogliono il dialogo e lo cercano. Anzi direi che certe volgarità erano dirette anche a colpire ed indebolire Veltroni da parte delle frange più estremiste”. Che cosa pensa di Beppe Grillo? “Non merita tanta importanza”. Il professor Alberoni però lancia una frecciatina anche verso i media cattolici: “Non tutti. Ma qualcuno ultimamente ha flirtato con certe parti politiche e questa è la ricompensa. I cattolici sappiano difendersi mediaticamente”. E Di Pietro? “Cavalca bene la tigre della polemica, è il nuovo Robespierre”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
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CITTÀ DEL VATICANO – “Vi meravigliate per gli insulti della Guzzanti al Papa Benedetto XVI? Siete degli ingenui, lei è figlia del marxismo, odia la Chiesa, tutto ciò che è cattolico”: la diagnosi appartiene al noto sociologo Francesco Alberoni. Professor Alberoni, lei dunque ritiene che quanto avvenuto a Piazza Navona non sia figlio del caso: “Assolutamente no. La Guzzanti appartiene al quel ceppo ideologico marxista e totalitario che vede nella civiltà cattolica un nemico da abbattere e da sconfiggere, cioè un avversario storico”. Insomma Alberoni parla di una vocazione totalitaria: “Quando si arriva all’insulto pesante e volgare vuol dire che si odia, ripeto, odia. La Guzzanti, ma non solo lei odiano la religione per ragioni ideologiche ben precise, come retaggio di ideologie, marxismo e nazionalsocialismo pagane ed antireligiose”. Il sociologo ne da conferma storica: 