| Binetti: Di Pietro pataccaro e millantatore, ora basta e non offenda il Papa |
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“Che ha repentinamente cambiato le carte in tavola, sparigliando con la estrema sinistra. Insomma, un gioco da pataccaro, da persona che non sta ai patti”. Insomma Lei da Di Pietro non comprerebbe un’auto usata? “Ma neppure per sogno. Lo ripeto, Di Pietro è fuori del nostro schieramento, fuori. Vuol fare sempre il protagonista e non ha capito che la sua stagione è finita, tramontata. Il suo estremismo radicale non ha senso, insomma basta con Di Pietro. Spero che Veltroni lo abbia inteso. Nel caso ci siano dubbi dico che io non ci sto più a sedere in un partito con questo signore, un pataccaro ingrato e indegno”. Veniamo alla Guzzanti e alle sue offese al Papa… “Che cosa vuole che le dica. Una cosa penosa. Capita alle persone che non sanno attingere elementi, allora ricorrono all’insulto. Roba di bassa lega. Il Papa non si tocca, ma non lo vogliono comprendere”. Perchè attaccare il Pontefice? “Un punto di riferimento come lui fa paura a gente di basso livello come la Guzzanti. Ma non capiscono che hanno realizzato un autogol come una casa? In Italia, paese cattolico, la gente magari non va a messa la domenica, ma nessuno permette di insultare il Papa. Lei lo ha fatto, bisognerebbe analizzare il suo quoziente di intelligenza”. E Grillo? “Non fa testo. Comunque solidarietà al Presidente della Repubblica”. Torniamo a Di Pietro, insomma capitolo chiuso? “Ancora? Per me non esiste. Un pataccaro, vada con la sinistra estrema. Non ci bevo insieme neppure un caffè. Non ha mantenuto i patti, Veltroni ne prenda atto”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
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CITTÀ DEL VATICANO - L’onorevole Paola Binetti del PD, cattolica e membro numerario dell’Opus Dei, fulmina Antonio Di Pietro, parole durissime le sue, senza via di scampo. Onorevole, che cosa pensa dei fatti accaduti a Roma nella settimana passata? “Si riferisce al lodo Alfano”? No, alla offese al Papa e Presidente della Repubblica da parte della Guzzanti e di Grillo… “La colpa è del solito Di Pietro. Cavalca la tigre di un’opposizione banale, aggressiva, e poi è anche un pataccaro, un millantatore…”. Parole forti, a che cosa allude? “Al fatto che Di Pietro, del quale ci siamo già liberati e ove non fosse chiara la cosa lo ribadisco, dobbiamo mandarlo via, ha sottoscritto in campagna elettorale un programma chiaro e preciso con noi. Probabilmente lo ha fatto solo per avere visibilità politica e quindi un seggio, altrimenti sarebbe rimasto a terra. Fatto sta…”. Allora?