Menu Content/Inhalt
Home Page
Caso Funari, parla il Canonista: i Massoni conclamati non hanno diritto ai Sacramenti PDF Stampa E-mail

Caso Funari, parla il Canonista: i Massoni conclamati non hanno diritto ai SacramentiCITTÀ DEL VATICANO – Le cronache dei giornali, grazie anche a quanto rivelato dal giornale on line Dagospia, hanno riportato l’appartenenza di Gianfranco Funari alla Massoneria. Per comprendere se il massone abbia diritto o meno a ricevere i sacramenti, ci siamo rivolti ad uno dei massimi esperti in materia, il canonista don Gabriele Nanni, della Diocesi di Trento, per altro esorcista. Don  Nanni: si è scoperto che Gianfranco Funari apparteneva, secondo quanto rivelato da Dagospia, alla Massoneria. Aveva diritto al funerale? “In linea di principio no. Il Massone non è ammesso ai sacramenti,in quanto in principio ostile alla Chiesa, anche se la questione rimane piuttosto confusa”. Perché è confusa? “Almeno a parole, non tutti i massoni si professano contro la Chiesa e il divieto di amministrare i sacramenti è imposto contro coloro che apertamente incitano al disprezzo ed all’ostilità verso la Chiesa.

Caratteristica della massoneria, poi, è la sua segretezza. Quindi alcune volte il ministro di culto non sa di aver davanti un massone. Insomma, per andare al pratico, non è possibile dare i sacramenti a persone affiliate a Logge Massoniche e la cui aderenza sia nota al ministro”. Un pò come accadde per la scomunica ai comunisti.. “Infatti è proprio lo stesso tema, anche se quella sanzione  poi è stata rimossa ,anche di fatto”. Il Massone dunque si trova in una situazione definibile di pubblico peccatore, colui che dà scandalo… “Esattamente. Giuridicamente il massone, specie se ostile apertamente alla Chiesa è pubblico peccatore in stato di scandalo, quindi non adatto a ricevere i sacramenti. Ma lo voglio evidenziare, i massoni non sono in stato di scomunica”.

La Chiesa però celebra il funerale ai suicidi che  appartengono alla famiglia dei pubblici peccatori… “Nel caso del suicidio si è preferito dal maggior rilevanza al principio della misericordia divina. Non si sa mai, il suicida potrebbe aver deciso di pentirsi in punto di morte e quindi lo si affida alla misericordia di Dio”. Con Welby, però, non è avvenuto così… “In quella circostanza e credo che il Vicariato di Roma abbia agito correttamente, prevalse il fatto del clamore delle dichiarazioni del Welby, che in vita e più volte dichiarò di voler morire. Insomma, tanto per essere chiari, il funerale non spetta neppure a colui che in vita ha detto apertamente di voler  farsi cremare e disperdere le ceneri, perché siamo in violazione della teoria della resurrezione”. I funerali di Luciano Pavarotti però furono celebrati ed era un divorziato risposatosi, dunque in stato di peccato grave… “Vero, secondo il diritto canonico Pavarotti era un pubblico peccatore, in stato di peccato grave ed irregolare. Non avrebbe potuto ricevere la comunione, ma il funerale sì”.

Rubrica a cura di Bruno Volpe 

 
< Prec.   Pros. >

Statistiche Sito

Utenti: 603
Notizie: 872
Collegamenti web: 34
Visitatori: 912165

Feed Rss