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Di Pisa: contro di me calunnie, sono favorevole alla divisione delle carriere PDF Stampa E-mail

Di Pisa: contro di me calunnie, sono favorevole alla divisione delle carriereCITTÀ DEL VATICANO - A volte ritornano. Parliamo del Magistrato Alberto Di Pisa di Palermo, da qualche giorno promosso dal Consiglio Superiore della Magistratura a Procuratore Capo della Repubblica a Marsala. Contro la  nomina dell’alto Magistrato (che ritengo, per altro, persona seria ed autentico galantuomo) si è scatenata la batteria dei soliti dietrologi ad orologeria. L’addetto stampa di un noto magistrato su un quotidiano ( l’Unità) ha addirittura protestato perchè  sarebbe stato nominato Di Pisa al posto di altro collega, sollevando l’ antico refrai del Di Pisa “corvo” nel 1989, passando sopra ad una sentenza di assoluzione piena. Dottor Di Pisa, contro la sua nomina a Procuratore Capo di Marsala un quotidiano ha sostenuto che non era giusto mandarci lei, ma il dottor Morvillo, parente di Giovanni Falcone… “Guardi ormai sento suonare la stessa canzone da anni. Certo che se hanno omesso di citare che io sono ...

... stato assolto con formula piena, querelo e agisco civilmente per i danni. Anche altri quotidiani hanno riportato la stessa notizia, ma almeno citando la mia assoluzione”. A che cosa spiega ed attribuisce questo astio? “Io faccio il Magistrato serenamente, non do peso a queste cose, mi scivolano addosso e cristianamente  sopporto. Mi dica che cosa posso farci? Mi dipinsero come il corvo, quello che mandava lettere anonime contro Falcone, ma sono stato assolto. Io svolgo la mia funzione senza parteggiare per nessuno, destra o sinistra. Faccio il Magistrato in silenzio e studiando le carte così come qualsiasi giudice corretto e per bene deve fare”.

Insomma querelerà.. “Lo ripeto: voglio attentamente leggere e valutare quel quotidiano. Se nel caso, agirò, anche civilmente, toccandoli nelle tasche sono più sensibili”. Parliamo di cose più serie. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha giustamente deciso di mettere mano alla riforma della giustizia. Tra i punti chiave, la divisione delle carriere e la revisione del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, da tecnico che ne pensa? “In linea di principio credo che sia giusto separare le  carriere e penso che sia legittima l’idea. Il Pubblico Ministero ha una certa caratterizzazione, un profilo psicologico e professionale diverso dal giudicante, insomma credo che la divisione sia nella natura stessa dei ruoli. Penso che sia legittimo, del resto in America, paese democratico, le cose funzionano così anche se la situazione è un poco diversa. Insomma ritengo che la separazione delle carriere non sia così drammatica e non intacchi la dignità e la libertà dei Magistrati. Poi bisogna vedere in concreto il progetto”.

L’obbligatorietà dell’azione penale… “Qui siamo davanti ad un principio costituzionale  e penso che per modificarla occorra una legge costituzionale. In ogni caso anche su questo tema convengo che ormai l’azione penale sia obbligatoria solo teoricamente”. Si spieghi meglio… “Vista la mole dei procedimenti, se in un Ufficio arrivano 100 fascicoli, necessariamente bisogna dare precedenza ai reati più gravi ed urgenti, quindi per i rimanenti di fatto l’azione penale rimane nel libro  dei sogni”. Esiste una casta politicizzata di Magistrati? “Non intendo alimentare altre polemiche. Siamo quasi ottomila, la maggior parte svolge bene e correttamente il suo mestiere. Può essere che qualcuno di noi si dedichi alla tv o ai convegni, magari trascurando le sentenze”.

Rubrica a cura di Bruno Volpe 

 
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