| Non si può uccidere per sentenza, la vita dono divino e indisponibile |
|
|
|
|
... di un essere umano”. Il coma ancorché irreversibile, è vita? “Il coma è vita. Penso che nel caso di specie si stia spesso parlando molto ed anche con una certa disinformazione. Il coma è definibile ancora quale forma di vita, perchè è possibile un eventuale risveglio e perchè non vi è morte cerebrale. Poi alla Englaro viene interrotta non già la somministrazione di terapie, bensì quella dell’acqua e degli alimenti, la differenza, piuttosto sottile sta qui”. Che cosa intende dire? “Insomma, se si trattasse di semplici e pure terapie potremmo forse parlare di accanimento terapeutico contro il quale anche la Chiesa è schierata. Ma per la Englaro i giudici hanno deciso di sospendere l’erogazione dell’acqua e del cibo. Insomma esiste una bella differenza. Io in Calabria mi sono occupato di questi temi e li ho affrontati con professionalità e con l’aiuto di esperti. Qui invece, sento in giro troppe parole in libertà. Insomma, non è possibile sopprimere la vita umana per sentenza, ecco la verità”. Dunque condivide la presa di posizione di coloro che hanno portato simboliche bottiglie di acqua sul sagrato del duomo di Milano? “Certo, è una forma civile per dimostrare la loro solidarietà alla ragazza e lo sdegno per l’eutanasia”. Testamento biologico, che ne pensa? “Anche su questa tema nutro qualche dubbio. Vero, il paziente in vita dichiara una cosa, però chi mi assicura che dopo, al momento decisivo non abbia cambiato idea e non è in grado di esprimersi”? Insomma la vita va difesa dal momento iniziale sino alla sua fine naturale.. “La vita è un dono che il Signore ci fa, gratuitamente e con bontà. Va difesa strenuamente e nessuno, medico o giudice, ne è il padrone e custode. Dobbiamo rispondere solo a Dio. Lui la ha donata e lui sa in che momento riprenderla. Eutanasia e aborto sono forme di alto disprezzo nei confronti della vita ed abbiamo il dovere di affermarlo con chiarezza e fermezza, specialmente noi Vescovi”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
| < Prec. | Pros. > |
|---|





CITTÀ DEL VATICANO - Di eutanasia parla, con la consueta schiettezza ed anche competenza, monsignor Andrea Mugione, Vescovo di Benevento. Il Prelato è ottimo conoscitore dell’argomento avendolo affrontato con energia e la passione di sempre quando era in Calabria. Disponibile e gentile risponde alle nostre domande. Eccellenza, il caso della povera Eluana Englaro, la ragazza che dopo sedici anni di coma è stata autorizzata dalla Corte di Appello di Milano alla soppressione mediante la privazione di acqua ed alimenti che cosa le suggerisce? “Avrei tante cose da dire al riguardo e ci vorrebbero settimane e forse mesi. Mi limito a sostenere, con il dovuto rispetto che si porta del Magistrati, che qui siamo davanti ad un lampante caso di eutanasia”. Mascherata? “Apparentemente sì, ma sempre di eutanasia si tratta. In qualsivoglia modo lei gira e volta il problema la Corte di Appello di Milano ha dato il via libera alla morte ...