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Joseph Luzuy: Allo studio correttivi per fermare il modernismo PDF Stampa E-mail

Joseph Luzuy: Allo studio correttivi per fermare il modernismoLa voce, sia pur non confermata, gira nei  Sacri Palazzi da tempo. Sarebbe allo studio una revisione della liturgia attuale e la riforma includerebbe questi tre  cambi: canone recitato in latino, segno della pace prima dell’offertorio, comunione in ginocchio o comunque non più nelle mani. Come prudenza comanda, nelle congregazioni bocche cucite, ma una conferma, sia pur indiretta arriva. “Non conosco i tempi di queste modifiche, però anche a me consta che la cosa sia allo studio”, lo ammette senza sbilanciarsi troppo padre  Joseph Luzuy, sacerdote francese dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote. Padre Luzuy  darà una conferenza sul tema “ Imparare a celebrare con il messale di san Pio V” al congresso che si terrà a Roma il 16 settembre, appuntamento da non perdere. Padre Luzuy, come si celebra con il messale di san Pio V? “Partiamo dal concetto che Dio è il centro del mistero. La messa di san Pio V, ma meglio sarebbe definirla gregoriana, si celebra con un’attitudine di adorazione, ...

... sottolineando che la eucaristia è un dono di Dio, mistero e trascendenza.” Spesso, ma con argomentazioni poco convincenti, si critica il rito  antico sostenendo che si comprende poco… “Non condivido questa affermazione. Intanto il latino è sempre il linguaggio universale della Chiesa. Poi sulla croce Cristo, morendo non  fu capito. É spirato nel mistero e non ci fu necessità di traduttori o di divulgatori per spiegare quel mistero. Dunque se Cristo morto in Croce è il mistero per eccellenza, per quale ragione la Messa dovrebbe essere tutta e razionalmente capibile?”

Che cosa deve fare la Messa? “Portarci al cielo, a Dio. La messa è cantare con gli angeli la gloria di Dio.” Celebrante verso oriente, ma da nessuna parte sta scritto… “Vero. Ma si tratta di una tradizione che risale dai tempi di Costantino. Da quando i cristiani hanno lasciato la clandestinità, tutte le basiliche sono state create ed erette verso oriente, ove l’oriente rappresenta il sole che sorge, dunque Dio. Ecco perché celebrare rivolti ad oriente mi sembra liturgicamente più  corretto ed anche coerente. Insomma la posizione che meglio rispecchia la tradizione è ad orientem.”

Le piace la parola “assemblea”? “Basta con questa idea di assemblea. Intanto ricordo che la volontà di tradurre la messa in vernacolo fu anche di Lutero, quindi un protestante. Credo che sia in atto, specie dopo il Vaticano II, ma non per colpa di esso, un processo di protestantizzazione della cultura religiosa, della liturgia  e negli stessi studiosi. In quanto all’ecumenismo io non lo contesto, ma bisogna andare cauti. Il dialogo sta bene, ma è necessario non svilire mai la propria identità facendo sconti ai fratelli separati. Speriamo vivamente nella loro conversione e preghiamo per loro. Ma io credo che oggi esista una sola vera chiesa ed è quella cattolica in comunione con il Papa e i Vescovi.”

Che cosa fare dunque per arginare questa pericolosa ventata di modernismo che con ogni sorta di abuso ha finito per insidiare la sacralità della Messa? “Far rispettare le regole. Gli abusi liturgici sono sempre esistiti, ma dopo il Vaticano II sono cresciuti a dismisura per la volontà di razionalizzare ciò che per natura non lo è, cioè la Messa che, lo ripeto, non ha bisogno di essere compresa per  intero.” Circolano voci che sia allo studio una riforma della liturgia, con lo scambio della pace prima dell’offertorio, la comunione in ginocchio, ed il canone in latino, conferma? “Non so quando avverrà. Ma anche io ho sentito le stesse voci e me lo auguro. Posso confermarle che queste indicazioni sono al vaglio:nulla so della reale attuazione e il tempo. Ma il progetto esiste.” Non resta che pregare che vada in porto e ringraziare la tenacia, la sensibilità di un grande Papa come Benedetto XVI: con lui rinascerà la vera, grande, orgogliosa liturgia di sempre: Introibo ad altare Dei.

Rubrica a cura di Bruno Volpe

 
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