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Il mistero della messa non è spiegabile. Assurde pretese razionaliste PDF Stampa E-mail

Il mistero della messa non è spiegabile. Assurde pretese razionaliste Si sono appena spenti i riflettori sul Congresso relativo al primo anno dell’entrata in vigore del Motu Proprio del Papa Benedetto XVI che ha liberalizzato la Santa Messa secondo il rito romano antico. Un Congresso che ha fatto registrare un grande interesse di pubblico e di critica, insomma un successo a dimostrazione che il rito romano antico  è più vivo che mai. Complimenti anche a padre Vincenzo Nuara per la brillante organizzazione. Del Congresso abbiamo parlato con un ospite di assoluta eccezione, l’uruguagio Monsignor Ignacio Barreiro Carambula, Direttore di Vita Umana Internazionale, liturgista di chiara fama oltre che  fine teologo. Monsignore, che bilancio possiamo azzardare del Compresso? “L’esito è molto positivo. La promulgazione di questa legge, cioè il Motu Proprio del papa Benedetto XVI,  ha dichiarato solennemente che il rito romano antico non è mai stato abolito dalla Chiesa”. Molti, però, non lo vogliono capire, perché? “Ci sono diverse ragioni.

Per comodità ne sintetizzo e scelgo tre”. Avanti con la prima… “Intano credo che esista una visione determinista della storia che pensa e ritiene che, dopo un cambiamento, come è stato il Novus Ordo, non sia possibile tornare indietro. Poi…”. Poi? “Andiamo al secondo punto strettamente collegato al primo. Ricordo che nel 1988 con grande saggezza, in una conferenza data ai vescovi del Cile, l’allora cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, affermava che esistono con rammarico coloro che fanno del Concilio Vaticano II, un super dogma. Usò proprio questa locuzione. Si riferiva a quegli esegeti ed interpreti che vedevano nel Concilio un elemento di frattura e di rottura con la tradizione della Chiesa”.

Allora? “Andiamo al terzo  anello dell’analisi. I Padri conciliari mai e poi mai hanno voluto una rottura né teologica, tanto meno liturgica con  lo sviluppo organico precedente.. Questa rottura è stata causata da una applicazione di una visione niente affatto organica del nuovo. Insomma il Vaticano II non significò traumatica rottura con il passato”. Un’ obiezione che spesso rivolgono coloro che criticano il rito romano antico: bello, sobrio, ma non si comprende. Domanda. Se la Messa è mistero, pensa che sia razionalmente spiegabile quello che per sua natura non lo è? “ Vero. La messa è mistero, sacrificio, dono. Nella Santa Messa si celebra la gloria di Dio. In parola magari più complicate, avviene la transustanziazione, cioè la trasformazione del pane nel corpo di Cristo e del vino nel suo sangue. Ora chi volesse dare una spiegazione puramente razionalista al fatto andrebbe deluso. Insomma chi pretende di voler spiegare il sacrificio in chiave illuminista sbaglia. Non si può spiegare sulla base dei lumi della ragione ciò che spiegabile non è”.

Che cosa dice ai suoi connazionali che ci seguono con affetto dal nostro giornale? “Che continuino con calore ad amare e credere in Dio. E a pregare”. Così parlò monsignor Carambula, liturgista e teologo raffinato e per chi ha avuto la fortuna di seguirlo, autentico gentiluomo, di quelli d’altri tempi. Una vera ricchezza per la nostra Chiesa. Lo ammiriamo.

Rubrica a cura di Bruno Volpe

 
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