| La Bibbia non sia solo un ornamento, ma fonte di vita e di bontą, leggetela |
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Però la mia indole ottimista mi porta a non drammatizzare il problema e a vedere anche il lato positivo”. Ce lo spieghi… “Dunque. Nel passato, contrariamente a quanto si possa credere, la Bibbia era addirittura meno letta. La gente si limitava al pezzetto di Vangelo alla messa domenicale, certamente poco, alle omelie dei parroci e al catechismo di persone di buona volontà come era mia madre. Ma ritengo non fosse sufficiente”. Ed oggi? “Basta vedere il proliferare di blog cattolici, di siti, incluso il vostro che seguo, di giornali e riviste e mi rendo conto che vi è un certo interesse per le cose religiose e dunque anche per la Sacra Scrittura”. Da che cosa dipende questa risveglio dei temi religiosi? “Dal fatto che la gente ha bisogno anche di bontà, di belle notizia. E il Vangelo è la Buona nuova per eccellenza. Nel vangelo leggiamo che Dio nella sua infinta carità ha creato suo Figlio come vittima immolata per riscattarci dal peccato”. Se dovesse dare una definizione della Bibbia, quale darebbe? “Sono in difficoltà…”. Ci provi.. “ Il grande messaggero di Dio, la sua lettura ci annuncia la presenza di Dio e la sua bellezza. Cristo è colui verso il quale dobbiamo tendere e dunque la Bibbia ci da le istruzioni per avvicinarci a lui. Non facciamoci distrarre da cattive letture e diamo alla Bibbia il posto centrale che merita. Non sia solo un libro come tanti da spolverare di volta in volta. La Bibbia è il libro per antonomasia”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
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“Ve lo chiedo come Pastore della Chiesa, la Bibbia non sia solo un oggetto di ornamento nelle vostre libreria, ma leggetela e serva come strumento di crescita e di maturazione”: lo afferma il Cardinale Ersilio Tonini. Eminenza, la saggezza della Chiesa, le fa celebrare la memoria di san Girolamo il quale affermava che non conoscere la Sacra Scrittura equivale ad ignorare Dio. “Parole sagge. Effettivamente la Bibbia e in particolare il Nuovo testamento, rappresentano il Verbo incarnato. Dunque non leggerla significa omettere Dio, anzi eliminarlo dalla nostra vita. Ma aggiungo che anche Sant’Agostino affermava che non si può amare ciò che non si conosce e il modo migliore per avvicinarsi a Dio e conoscerlo, è appunto la Bibbia e la Sacra Scrittura”. Ultimamente sono stati lanciati gridi di dolore: i cattolici ed in particolare quelli italiani non sono grandissimo fruitori della Bibbia… “Da un lato mi pare vero.