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Lo strano connubio: Islam, Comunismo e Cattocomunismo PDF Stampa E-mail

Lo strano connubio: Islam, Comunismo e Cattocomunismo Quando i Talebani appesero ad un lampione il leader comunista afgano Najibullah sembrò proprio che islam e comunismo marciassero su binari diversi, addirittura contrapposti. A distanza di tre lustri lo scenario è cambiato profondamente, tanto che siamo arrivati al punto di doverci  interrogare non solo sulla simpatia culturale, ma anche sulla contiguità operativa tra la sinistra, alcune frange di falsi cattolici figli della teologia della liberazione  e le rivendicazioni del fanatismo islamico. D'altra parte, forti connessioni sono riscontrabili tra gli obiettivi del comunismo e quelli del terrorismo islamico. Un agghiacciante connubio di modalità e di scopi:  Politici e terroristici. L'individuazione delle moschee (insieme agli stadi, paragonati alle banlieue francesi) come «luoghi di aggregazione e di espressione del disagio sociale da cui partono le lotte» da parte dei militanti della cosiddetta Seconda posizione delle Brigate rosse, ...

 

... nelle intercettazioni diffuse dalla Digos di Milano, costituisce un segnale che non va sopravvalutato, ma nemmeno sottovalutato. Vi è infatti una preoccupante identità di analisi fra i brigatisti e alcuni esponenti dell'ultra-fondamentalismo islamico, che s'ispirano apertamente alla «dottrina Carlos», elaborata dal famoso terrorista venezuelano convertito all'islam che sta scontando l'ergastolo in Francia, e che dal carcere scrive libri e intrattiene una fitta corrispondenza con diverse personalità della sinistra internazionale, fra cui il presidente venezuelano Hugo Chavez.

Carlos propone l'alleanza in funzione anti-americana e anti-israeliana fra quanto resta del terrorismo anti-imperialista e comunista e il terrorismo islamico che riconosce l'egemonia di Al Qaida.Senza volere assolutamente paragonare l'ultra-sinistra no global, la cui violenza nella maggior parte dei casi rimane puramente verbale, alle Brigate rosse, né i neo-fondamentalisti come Tariq Ramadan ad Al Qaida, non si può tuttavia fare a meno di riflettere sul fatto che gli sproloqui dei brigatisti e di Carlos trovano una sponda e una possibile legittimazione intellettuale in cattivi maestri.

Anche una certa ultra-sinistra, e lo stesso Tariq Ramadan, inneggiano all'incontro fra movimenti di «resistenza anti-imperialista» islamica e movimentismo no global, e nei loro scritti non si trova quella condanna chiara e netta di gruppi terroristi come Hamas o Hezbollah che consentirebbe di interpretarli come semplici opinioni politiche e non come giustificazioni della violenza. Passando dalla teoria alla pratica, a favore dell'imam El Korchi di Ponte Felcino, presso Perugia, in carcere con gravissime accuse di terrorismo, è sceso in campo in questi giorni il Campo Antimperialista, già noto per avere invitato in Italia esponenti e apologisti della cosiddetta «resistenza irakena» e averli fatti incontrare con militanti dell'ultra-sinistra nostrana. Vantando «ottime ragioni» che forse derivano da rapporti personali, il Campo Antimperialista esalta gli arrestati di Perugia, in puro stile Carlos, come «militanti islamici antimperialisti» vittime di una «sordida persecuzione antislamica» messa in opera da uno «Stato di Polizia» che ha il solo scopo di «terrorizzare l'opinione pubblica».

Se si prescinde dal carattere un pò ridicolo delle tesi - davvero il governo Berlusconi  guida uno «Stato di Polizia» che terrorizza i “poveri” militanti comunisti e anti-americani? - gli interrogativi sui rischi che si corrono diffondendo così apertamente brandelli di «dottrina Carlos» rimangono. Ai tempi del 1°governo Berlusconi le iniziative del Campo erano almeno frenate non concedendo i visti agli invitati stranieri. Con il governo Prodi il Campo Antimperialista ha goduto di un'ampia licenza di invitare in Italia più o meno chiunque.

Fu organizzato un seminario internazionale a Isola Polvese, dal 31 agosto al 2 settembre2006 L’ignobile adunanza espresse la sua assurda difesa dell'imam El Korchi . Accadeva anche questo all'Italia schierata in prima linea contro il terrorismo. I gruppi islamici radicali hanno imparato la lezione dai loro alleati italici. Hanno stilato una lista di prodotti da boicottare per non finanziare le armi che uccidono i loro fratelli palestinesi. Pratiche già messe in atto dalla fratellanza dei No logo per contrastare il cosiddetto neoimperialismo della globalizzazione. L'elenco, in cui compaiono i principali marchi delle aziende occidentali come Coca Cola, Disney, McDonald, Gillette, Tampax, Colgate, Dash e così via, è stato trovato durante le perquisizioni domiciliari ordinate dalla procura distrettuale antimafia di Genova e condotte dalla Digos della questura della Spezia. Un'indagine accurata che ha permesso di individuare una cellula islamica che operava tra le province della Spezia, Massa Carrara e Lucca. Fulcro delle attività del gruppo la moschea di Albiano Magra, un piccolo paese posto sulle rive del fiume Magra nel comune di Aulla e in seconda fila quella di Capezzano Pianore, un borgo nei pressi di Viareggio.

Un imam, Bouhnik El Hassan, un responsabile di luogo di culto e due collaboratori, tutti di origine marocchina, sono stati denunciati e ora rischiano l'espulsione. Gli inquirenti contestano loro il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale previsto dall'articolo 270 bis del codice penale. Secondo gli investigatori la cellula islamica avrebbe svolto attività di fiancheggiamento e proselitismo terroristico con contatti costanti con il Pakistan e l'Afghanistan, ma anche con gruppi musulmani tedeschi e marocchini e con il centro islamico della moschea Arahama di Parigi. In Italia esistevano legami con le moschee di Carmagnola, Badia Polesine e Villabate. L'indagine, scattata dopo l'attentato alle Torri Gemelle di New York del 2001, ha avuto un'origine casuale. Il nome della moschea del piccolo paesino toscano compare in colloqui telefonici di personaggi musulmani registrati nel Nord Europa. Ad attirare l'attenzione degli investigatori sono stati i toni accesi delle prediche che propagandavano gli inviti alla mobilitazione e alla guerra santa.

Alcune frasi delle intercettazioni ambientali liguri come «Allah ha detto di combattere per distruggere gli infedeli», «è giusto uccidere gli ebrei e gli americani» oppure «si deve combattere gli infedeli che ci vogliono uccidere e se uccidete gli infedeli per Dio entrate in paradiso» farebbero avvicinare i denunciati agli ambienti del fondamentalismo islamico. "Ecco due paesi fratelli uniti come fossero le dita di una mano", ha detto il comunista Hugo Chavez, nel corso di una visita a Teheran tenutasi nel novembre 2007, in celebrazione della sua alleanza con l'islamista Mahmoud Ahmadinejad. Camillo, il figlio di Che Guevara, anch'egli recatosi in visita a Teheran lo scorso anno, ha dichiarato che suo padre avrebbe "appoggiato il paese nella sua attuale lotta contro gli Stati Uniti". Costoro hanno ripercosso le orme di Fidel Castro, che in una visita del 2001 disse ai suoi ospiti che "Iran e Cuba, insieme, possono mettere l'America in ginocchio". Da parte sua, Ilich Ramirez Sánchez (alias "Carlos lo Sciacallo"), nel suo libro “L'islam révolutionnaire”, ha scritto che "solamente una coalizione di marxisti e islamisti può distruggere gli Stati Uniti". E non è solamente la sinistra dell'America Latina a ravvisare un potenziale nell'Islam. Ken Livingstone, l'ex sindaco trotskista di Londra, abbracciò nel vero senso della parola il famoso pensatore islamista Yusuf al-Qaradawi. Ramsey Clark, l'ex ministro americano della Giustizia, si è recato in visita dall'ayatollah Khomeini e gli ha offerto il suo appoggio. Noam Chomsky, docente del MIT, si è incontrato con il leader hezbollah Hassan Nasrallah e ha approvato la decisione di Hezbollah di mantenere le armi.

Ella Vogelaar, il ministro olandese per l'edilizia e l'integrazione, è così ben disposta verso l'islamismo che un critico, il docente di origine iraniana Afshin Ellian, l'ha chiamata "il ministro dell'islamizzazione". Dennis Kucinich, nel corso della sua prima campagna presidenziale americana del 2004, ha parafrasato il Corano e ha incitato un pubblico di musulmani a salmodiare "Allahu akbar" ("Allah è grande") ed è arrivato perfino a dire: "Ho una copia del Corano nel mio ufficio". “Spark”, la rivista dei giovani membri del Socialist Labour Party britannico, ha elogiato Asif Mohammed Hanif – l'attentatore suicida britannico che perpetrò un attacco contro un bar di Tel Aviv – come fosse "un eroe della gioventù rivoluzionaria" che aveva compiuto la sua missione "nello spirito dell'internazionalismo". “Workers World”, un quotidiano comunista americano, ha pubblicato un necrologio che tesseva le lodi del capo-terrorista di Hezbollah, Imad Mughniyeh. Alcuni membri della sinistra vanno oltre. Diversi di loro – Carlos lo Sciacallo, Roger Garaudy, Jacques Vergès, Yvonne Ridley e H. Rap Brown – si sono di fatto convertiti all'Islam. Altri reagiscono con euforia alla violenza e alla brutalità dell'islamismo. Il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen ha definito l'11 settembre come "la più grande opera d'arte di tutto l'universo", mentre lo scomparso scrittore americano Norman Mailer ha detto che i suoi perpetratori sono stati [degli individui] "brillanti".

E niente di tutto questo rappresenta una novità. Durante la Guerra fredda, gli islamisti preferirono l'Unione Sovietica agli Stati Uniti. Come disse nel 1964 l'ayatollah Khomeini: "l'America è peggiore della Gran Bretagna, la Gran Bretagna è peggiore dell'America, e l'Unione Sovietica è peggiore di entrambe. Ogni paese è peggiore dell'altro, ognuno è più abominevole dell'altro. Ma oggi ci preoccupiamo di questa malevola entità che è l'America". Nel 1986 io scrissi che "l'Urss riceve solo una piccola dose di odio e veleno diretti agli Stati Uniti". E la sinistra ha ricambiato questi sentimenti. Nel 1978-79 il filosofo francese Michel Foucault manifestò un enorme entusiasmo per la Rivoluzione iraniana. Janet Afary e Kevin B. Anderson spiegano:

“Per tutta la vita, il concetto di autenticità di Michel Foucault ha inteso ravvisare in quelle situazioni in cui la gente ha vissuto in modo imprudente e ha flirtato con la morte la causa della creatività. Nel solco della tradizione di Friedrich Nietzsche e George Bataille, Foucault ha abbracciato l'artista che ha spinto i limiti della razionalità e ha scritto con grande passione in difesa delle irrazionalità che hanno oltrepassato nuovi confini. Nel 1978, Foucault rinvenne tali forze trasgressive nella figura rivoluzionaria dell'ayatollah Khomeini e nei milioni di persone che mettendo a repentaglio la propria vita lo seguirono nella Rivoluzione islamica. Egli sapeva che tali esperienze "limite" potevano condurre a nuove forme di creatività e così dette il suo sostegno con passione”. Un altro filosofo francese, Jean Baudrillard, ha ritratto gli islamisti come schiavi che si ribellano a un ordine repressivo. Nel 1978 Foucault definì l'ayatollah Khomeini un "santo" e un anno dopo, Andrew Young, l'ambasciatore presso le Nazioni Unite sotto l'amministrazione Carter, disse che era "una specie di santo".

Questa buona volontà può apparire sorprendente, viste le profonde differenze tra i due movimenti. I comunisti sono dei laici atei e di sinistra; gli islamisti giustiziano gli atei e impongono la legge religiosa. La sinistra esalta i lavoratori, l'islamismo privilegia i musulmani. La prima sogna un paradiso dei lavoratori, l'altro il califfato. I socialisti vogliono il socialismo; gli islamisti accettano il libero scambio. Il marxismo implica l'eguaglianza tra i sessi; l'islamismo opprime le donne.

La sinistra disprezza la schiavitù; alcuni islamisti l'approvano. Come osserva il giornalista Bret Stephens, la sinistra ha trascorso "gli ultimi quattro decenni a battersi in difesa delle libertà alle quali l'Islam si oppone maggiormente: la libertà sessuale e di procreare, i diritti degli omosessuali, la libertà dalla religione, la pornografia e varie forme di trasgressione artistica, il pacifismo e così via". Tali divergenze sembrano sminuire le poche similitudini che Oskar Lafontaine, ex leader del Partito socialdemocratico tedesco, è riuscito a trovare: "l'Islam fa affidamento sulla comunità, il che la pone in opposizione a un individualismo estremo, che rischia di fallire in Occidente. [Inoltre,] il pio musulmano è tenuto a condividere i suo beni con gli altri. Anche la sinistra vuole che il forte aiuti il debole". Perché, allora, la creazione di ciò che David Horowitz chiama "la scellerata alleanza" tra la sinistra e l'islamismo?

Essenzialmente per quattro ragioni. Innanzitutto, come spiega il politico britannico George Galloway, "il movimento progressista nel mondo e i musulmani condividono gli stessi nemici", vale a dire la civiltà occidentale, in generale, e gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele, in particolare, più gli ebrei, i credenti cristiani e i capitalisti internazionali. In Iran, secondo l'analista politico di Teheran Saeed Leylaz, "da cinque anni a questa parte, il governo ha permesso alla sinistra di agire allo scopo di far fronte ai religiosi progressisti". I loro discorsi sono intercambiabili. Harold Pinter descrive l'America come "un paese retto da un branco di pazzi criminali" e Osama bin Laden definisce il paese "ingiusto, criminale e tirannico". Noam Chomsky dice che l'America è uno "dei principali stati terroristi" e Hafiz Hussain Ahmed, un leader politico pachistano, ne parla come "il più grande stato terrorista". Queste affinità sono sufficienti a convincere le due parti ad accantonare le loro innumerevoli differenze in favore della cooperazione. In secondo luogo, le due parti condividono alcuni obiettivi politici. Una grande manifestazione organizzata a Londra nel 2003 contro la guerra in Iraq ha simbolicamente suggellato la loro alleanza. Entrambe le parti vorrebbero che le forze di coalizione fossero battute in Iraq, che la guerra al terrore finisse, che l'anti-americanismo dilagasse e che Israele venisse eliminato.

Esse sono a favore dell'immigrazione di massa e del multiculturalismo in Occidente; cooperano a questi obiettivi nell'ambito di incontri come la Conferenza contro la guerra, che si tiene annualmente al Cairo, in occasione della quale la sinistra e gli islamisti si riuniscono per formare "un'alleanza internazionale contro l'imperialismo e il sionismo". In terzo luogo, l'islamismo ha dei legami storici e filosofici con il marxismo-leninismo. Sayyid Qutb, il pensatore islamista egiziano, ha accettato la nozione marxista delle fasi storiche, limitandosi ad aggiungere una postilla islamica: egli ha previsto l'inizio di un'era islamica eterna, successivamente al crollo del capitalismo e del comunismo. Ali Shariati, il principale ideologo della Rivoluzione iraniana del 1978-79, ha tradotto in persiano gli scritti di Franz Fanon, Che Guevara e Jean-Paul Sartre. Più in generale, l'analista iraniano Azar Nafisi osserva che l'islamismo "trae il suo linguaggio, gli obiettivi e le aspirazioni tanto dalle forme più grossolane del marxismo quanto dalla religione.

I suoi leader sono influenzati tanto da Lenin, Sartre, Stalin e Fanon, quanto dal Profeta". Passando dalla teoria alla pratica, i marxisti vedono negli islamisti uno strano compimento delle loro profezie. Marx aveva previsto che i profitti commerciali sarebbero crollati nei paesi industriali, inducendo i padroni a spremere i lavoratori; il proletariato si sarebbe impoverito, fino a ribellarsi e a instaurare un ordine socialista. Ma, in realtà, il proletariato dei paesi industriali è diventato ancor più ricco e il suo potenziale rivoluzionario si è inaridito. Come ha notato lo scrittore Lee Harris, per un secolo e mezzo, i marxisti hanno atteso invano la crisi del capitalismo. Poi, sono arrivati gli islamisti, a partire con la rivoluzione iraniana e in seguito con l'11 settembre e con altri attacchi contro l'Occidente. E per finire, il Terzo mondo aveva iniziato la sua rivolta contro l'Occidente, realizzando le previsioni marxiste – anche se sotto la bandiera sbagliata e con degli obiettivi erronei. Olivier Besançonneau, un esponente della sinistra francese, considera gli islamisti come dei "nuovi schiavi" del capitalismo e si chiede se non sia naturale che "essi dovrebbero unirsi alla classe lavoratrice per distruggere il sistema capitalista".

Nel momento in cui il movimento comunista è "in rovina", come osservano l'analista Lorenzo Vidino e il giornalista Andrea Morigi, le ‘Nuove Brigate Rosse’ in Italia ammettono di fatto "il ruolo dominante dei religiosi reazionari". Il quarto motivo è il potere. Gli islamisti e la sinistra possono conseguire più risultati se marceranno insieme, e non separatamente. In Gran Bretagna, essi hanno dato vita a "Stop the War Coalition" , il cui comitato direttivo annovera dei rappresentanti appartenenti a organizzazioni come il partito comunista britannico e la Muslim Association of Britain. Il Respect Party inglese coniuga il socialismo internazionale radicale con l'ideologia islamista. Le due parti hanno unito le forze nel marzo 2008, allo scopo di creare liste comuni di candidati per le elezioni parlamentati europee in Francia e in Gran Bretagna, camuffate sotto nomi di partiti poco rivelatori dei loro intenti.

Gli islamisti, in particolare, traggono beneficio dall'accesso, dalla legittimità, dalle competenze e dall'impatto che la sinistra fornisce loro. Cherie Booth, moglie delle ex premier britannico Tony Blair, ha dibattuto una causa in appello per aiutare una ragazza, Shabina Begum, a indossare lo jilhab, un indumento islamico, in una scuola britannica. Lynne Stewart, un avvocato di sinistra, ha infranto la legge statunitense ed è finita in galera per aver aiutato Omar Abdel Rahman, lo sceicco cieco, a fomentare la rivoluzione in Egitto. Volkert van der Graaf, un fanatico animalista, ha ucciso il politico olandese Pim Fortuyn per bloccare il tentativo di quest'ultimo di trasformare i musulmani in "capri espiatori". Vanessa Redgrave ha pagato 50.000 sterline, la metà della cauzione fissata per concedere la libertà provvisoria a Jamil el-Banna, un sospettato di Guantanamo accusato di reclutare jihadisti per combattere in Afghanistan e in Indonesia. La Redgrave ha asserito che aiutare el-Banna sia stato "un profondo onore", malgrado l'uomo fosse ricercato in Spagna per reati legati al terrorismo e sospettato di avere legami con al-Qaeda. Su scala più vasta, il partito comunista indiano ha fatto il lavoro sporco per conto di Teheran, procrastinando per quattro mesi il lancio in India del satellite spia israeliano TecSar. E infine, esponenti della sinistra hanno fondato il ‘Movimento di Solidarietà Internazionale’ per impedire alle forze di sicurezza israeliane di proteggere il paese da Hamas e da altri gruppi terroristici palestinesi.

Sulle pagine dello “Spectator” di Londra, Douglas Davis definisce la coalizione "una manna per entrambe le parti". La sinistra – un tempo una esigua banda di comunisti, di trotskisti, maoisti e castristi – si era legata alla feccia di una causa persa; gli islamisti potevano fornire numeri e passioni, ma avevano bisogno di un veicolo che desse loro un appiglio sul terreno politico. Un'alleanza tattica è divenuta un imperativo strategico. Semplificando, un esponente della sinistra britannica concorda: "I vantaggi pratici del lavorare insieme permettono di compensare le differenze". L'alleanza in nuce tra la sinistra occidentale e gli islamisti va considerata come uno dei più inquietanti sviluppi politici, che ostacola i tentativi dell'Occidente di tutelare se stesso. Quando Stalin e Hitler siglarono il loro infame patto nel 1939, l'alleanza rosso-bruna costituì un pericolo mortale per l'Occidente e anche per la stessa civiltà. In modo meno spettacolare, ma con la stessa certezza, l'odierna coalizione pone la stessa minaccia. Come settant'anni or sono questo nuovo sodalizio deve essere denunciato, ricusato, respinto e sconfitto.

La Pillola: Affinità elettive (Zanotelli e Osama) tratto da: Tempi, 22.4.2004, n. 17, p. 11.31. «Nelle mie mani c'è un messaggio per ricordarvi che la giustizia è un dovere verso coloro che amate e verso coloro che non amate... La più grande salvaguardia della sicurezza è la giustizia, e cessare l'ingiustizia e l'aggressione. È stato detto: l'oppressione uccide gli oppressori e il concime dell'ingiustizia è il male... Quello che è successo l'11 settembre e l'11 marzo è la vostra azione che è tornata su di voi... etichettare i nostri atti come terrorismo è una descrizione di voi stessi e dei vostri atti... I nostri atti sono la reazione ai vostri atti». (... messaggio audio attribuito a Osama Bin Laden, 15 aprile 2004)

«Gli attentati di New York e Washington sono un monito di una gravità estrema, non solo per gli americani, ma per tutta l'umanità... Solo la giustizia porterà alla pubblica sicurezza. Rifiuteremo davvero il terrorismo (di ogni genere!) solo se elimineremo ciò che lo alimenta». «È questo che l'impero e il cuore dell'impero, l'Europa e l'America, devono capire: che se oggi c'è gente che muore, non è soltanto per il terrorismo internazionale, che è giusto venga perseguito, ma c'è molta più gente che muore per il nostro terrorismo economico e militare». (padre Alessandro Zanotelli, novembre 2001)

di Claudio Modesti

 
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