| I cattolici leggano maggiormente la Bibbia, con docilitą allo Spirito Santo |
|
|
|
|
... con altro linguaggio e simbologia particolari. Insomma, bisogna anche contestualizzarla. Spesso nella Bibbia è contenuto il linguaggio e i modi di dire di quell’epoca, dunque una lettura letterale non ha senso e può persino recare risultati sbagliati e frutti dolorosi”. Di quale genere? “Certe sette o movimenti religiosi che pensano di essere nel giusto, ma alla fine recano solo infelicità, la traducono in modo integralista. Faccio un esempio: Gesù dice: meglio cavarsi un occhio, ma non invitava di sicuro a diventare ciechi o a pratiche di autolesionismo. Voleva invece dire: cambia vita, taglia col passato. Ecco l’errore e non lo credo in buona fede, di alcune visioni della Bibbia”. I protestanti dicono che solo nella Bibbia si può trovare la verità.. “Lei si riferisce alla cosiddetta sola Scrittura. Ma ritengo che la Scrittura da sola non basti. Insomma, la sapienza non la si trova mai in un libro, ancorché importante. La Bibbia sia mediata dal Magistero della Chiesa che la interpreta e la spiega secondo la sua prudenza. Insomma, visioni o letture isolate dal Magistero rischiano di cadere nel fai da te”. Alcune visioni protestanti affermano, per contrastare la mediazione del Magistero della Chiesa, che ognuno è padrone di crearsi l’interpretazione che vuole.. “Infatti, ma così vi è anche l’eventualità di cadere in confusione, di creare una Babele”. Risulta però innegabile e le statistiche lo comprovano, che i protestanti leggono la Bibbia molto di più dei cattolici e la conoscono.. “Vero e questo lo si deve ad una specie di autogol dei cattolici, ma bisogna recuperare”. In che cosa consiste questo autogol di cui lei parla? “Dunque l’Italia, come la Spagna, è un Paese a stragrande maggioranza cattolica. Ma il nostro è un cattolicesimo più orientato alla pietà popolare che alla Scrittura. Questo lo si deve al fatto che alcune posizioni nel passato della Chiesa proibivano ai fedeli e talvolta persino ai sacerdoti, per paura di eresie, il commento della Bibbia. Da tanto è scaturita una pastorale più portata alla devozione popolare che all’approfondimento della Bibbia. Ecco che oggi i cattolici hanno il dovere di recuperare questo svantaggio approfondendo la conoscenza di questo autentico gioiello”. Che metodo suggerisce? “Evitare ogni radicalismo sempre dannoso, e lasciarsi pervadere con fiducia dallo Spirito Santo che apre sempre i cuori all’amore misericordioso di Dio. In ogni caso, evitare ogni posizione arrogante e da saputelli”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
| < Prec. | Pros. > |
|---|





Padre Bruno Secondin, carmelitano e docente, è uno dei massimi esperti italiani di Sacra Scrittura. Nella parrocchia in cui esercita con ammirevole impegno il suo servizio pastorale, Santa Maria in Traspontina, ha persino dato avvio ad una bella iniziativa: la Lectio Divina. In pieno Sinodo dei vescovi dedicato, appunto alla Parola di Dio, abbiamo voluto sentire l’opinione certamente qualificata di Padre Secondin. Qual è il modo più semplice per leggere la Bibbia? “Evitare posizioni preconcette ed aprire il cuore docilmente, allo Spirito Santo, farsi illuminare da lui che è amore puro e gratuito. Lo Spirito Santo ci aiuta, ci vuole bene e seguendolo, ci rendiamo disponibili ad ascoltare e poi mettere in pratica, la Parola di Dio”. Un difetto da evitare è quello di letture fondamentaliste della Bibbia. “Certamente. Non è pensabile, tanto meno serio, leggerla in senso letterale. Oltre tutto, la Bibbia è un libro di altri tempi, redatto ...