| Giovanni Paolo II, un Santo, parola di rabbino. Ha salvato molti ebrei, non lo dimenticherò mai |
|
|
|
|
Durante la seconda guerra mondiale ha aiutato in Polonia molti ebrei destinati alla morte. Diceva: la differenza di religione non sia mai ostacolo alla vita, questo era Karol”. Lei lo ha incontrato due volte in Messico e varie volte a Roma.. “La prima volta che venne a Monterrey mi cercò. Sapeva bene che io ero fuggito per salvarmi a Cuba e volle sapere tutto di me. Mi abbracciò come un vecchio amico. Ci parlammo in polacco”. Dunque Giovanni Paolo II nutriva molta simpatia per il popolo giudeo… “Certo, per noi era come un angelo. Del resto, da buon polacco, aveva vissuto da vicino gli orrori nazisti. Grazie a lui il dialogo tra chiesa cattolica e giudei è migliorato”. In che senso? “Ha compiuto gesti storici. Ha visitato umilmente una sinagoga, ha chiesto perdono per il male inferto al nostro popolo a Gerusalemme. Insomma fu l’uomo del dialogo. Lo ripeto, tutta la sua vita fu un inno alla santità”. La difesa della vita era una prova di amore.. “Bisogna saper amare pienamente e lui fu uomo di preghiera e di amore. Solo un grande della storia chiede perdono pubblicamente. Quel gesto meraviglioso, non lo dimenticherò mai così come i tanti kremuwky (dolce tipico polacco molto buono) che abbiamo mangiato assieme da giovani a Wadowice”. Lei si è fatto fotografare abbracciato con lui.. “Certo e ne sono onorato. Gli ho anche regalato una Bibbia che, mi confessò, gli piaceva. Quando è morto ho pianto come un bimbo. Un angelo nella storia. Ebrei e cattolici sono più vicini grazie a lui e alla sua dote di umanità". Spera che lo facciano santo? “Santo lo è già. Ci guarda dal cielo col suo sorriso. Amava tutti, non disprezzava nessuno, molto meno con motivo di culture e religioni diverse. Tutto il mondo gli deve molto. Non è corretto da parte mia influenzare la Chiesa cattolica che ha la sua sapienza e i suoi tempi, ma la santità in Giovanni Paolo II è del tutto evidente”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
| < Prec. | Pros. > |
|---|





Un Rabbino capo, polacco di Wadowice (la città natale di Giovanni Paolo II), ma da 64 Rabbino in Messico, a Monterrey, “canonizza” Giovanni Paolo II. Non ha mezze misure Moises Kaiman 95 anni, e si dilunga in elogi per Giovanni Paolo II del quale è stato in gioventù amico personale a Cracovia. Rabbino, che idea ha di Giovanni Paolo II? “Un santo, santo e ancora santo. Per me la differenza di religione con lui non conta. Intanto siamo compaesani e concittadini, abbiamo vissuto molte esperienze in comune noi. Io modestamente sono famoso in Polonia e a Cracovia dove ho svolto conferenze ed iniziative. Karol era come mio fratello, mi voleva bene, gli volevo bene”. A che cosa si deve il suo affetto per Giovanni Paolo II? “Intanto, come le ho detto, per la comune nazionalità. Poi per il senso di amore e di giustizia che sempre lo ha contraddistinto. Karol era un uomo giusto, allegro, ma di verità. 