| Paolo VI, un Papa moderno. Il fumo di Satana? Chi attentava al Concilio Vaticano II |
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... aprirsi al mondo e al sociale, senza arroccarsi nelle sacrestie”. Paolo VI passò alla storia per l’ormai famosa frase del “ fumo di Satana”. A chi o che cosa alludeva?: “Guardi, sfato una leggenda nera. Il fumo di Satana era la mentalità tradizionalista”. Alcuni lo interpretano al contrario: “Guardi, Paolo VI era amareggiato per le divisioni causate all’interno della Chiesa e proprio dai settori più restii ad accettare il Vaticano II e la riforma liturgica. Il fumo di Satana era dunque tutto ciò che portava divisione dentro la Chiesa e Paolo VI ne soffriva”. Dunque secondo lei il fumo di Satana non erano solo gli abusi liturgici: “Assolutamente no. Il vero fumo di Satana erano quegli ambienti ultraconservatori che non accettavano il Vaticano II e quindi portavano frattura e zizzania nella Chiesa”. La vulgata vuole Paolo VI come un Papa meditabondo, riflessivo: “Certo, era un uomo chiuso, riflessivo, a volte anche sofferente. Non aveva quella carica esplosiva di Giovanni Paolo II, ma era un fine teologo e pensatore. Lanciò lui il tema della necessità del dialogo ecumenico, della Chiesa aperta al mondo e a tutti. Ovviamente lo faceva per gradi, con sano realismo. Insomma, si rendeva conto che non è pensabile dare una bistecca alla fiorentina ad un bimbo di due anni e che bisognava camminare per gradi. Ma il suo fu un pontificato fantastico”. Paolo VI comprese e valorizzò la Chiesa evangelizzatrice: “Certo. Ma la Chiesa ha il dovere morale ed etico di evangelizzare, di essere sempre disposta al dialogo con tutti, rispettando la propria identità. Paolo VI comprese che i tempi erano mutati, ma lo fece con sensibilità ed attenzione”. Lei sta studiando i testi dei discorsi e delle omelie di Montini: “E vi assicuro che ne viene fuori l’identikit del pastore moderno, di colui che deve guardare con attenzione agli altri ed applicare il Concilio Vaticano II. Non è pensabile tornare indietro oggi. La Chiesa e i preti hanno il dovere di camminare per le strade e di non barricarsi nelle sacrestie”. Lei è amico di don Mazzi: “Certo. Ci divide una sola cosa, il tifo calcistico. Lui interista sino al midollo, io milanista”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
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“Ho conosciuto personalmente Paolo VI, un uomo di grande respiro e soprattutto un Papa moderno, colui che ha continuato degnamente l’operato di Giovanni XXIII e ha aperto la strada a Giovanni Paolo II”: lo afferma don Ettore Malnati, autore di un bel libro intitolato Paolo VI e il Concilio, per i tipi della Portalupi. Un libro che si fa leggere volentieri e che contiene pezzi di storia della Chiesa. Insomma una buona lettura, da non perdere. Il sacerdote avvicinato da Pontifex dice : “Paolo VI fu un attento pastore che non volle mai fare gesti eclatanti, ma si rendeva conto perfettamente dei tempi che viveva la chiesa. Credo che fu uno straordinario dono del Signore per il mondo e la civiltà cattolica”. Ma quale ritratto emerge?: “Senza ombra di dubbio fu un uomo moderno nel senso più nobile e puro del termine. Non modernista, ma moderno. Insomma capì che la Chiesa , sia pur per gradi , doveva ...