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Coloro che attentano alla vita umana come aborto o eutanasia sono fuori della comunione ecclesiale PDF Stampa E-mail

Coloro che attentano alla vita umana come aborto o eutanasia sono fuori della comunione ecclesiale “La vita umana è sacra e inviolabile dal momento del concepimento,  sino alla fine naturale. Dio la ha donata e solo lui può toglierla. Insomma,  è indisponibile e tanto meno può essere soppressa per sentenza”: lo afferma il Vescovo di Trani , Giovanni Battista Pichierri. Eccellenza, come valuta la sentenza della Corte di Cassazione che ha legittimato la morte di Eluana Englaro? “Concordo pienamente con Monsignor Rino Fisichella. Sono della opinione che quella sentenza abbia giustificato un omicidio e sia semplicemente mostruosa”. Mostruosa, perché?: “La Chiesa non è disumana. Ed io, da Pastore,  mi rendo conto della penosa situazione sia della paziente, che della sua famiglia. Ma il diritto positivo deve sempre rispettare il diritto naturale. Insomma, sia le leggi,  che le sentenze,  non possono mai sostituirsi  né fare a meno di quel che affermano i diritti assoluti naturali”. Per quale ragione, la vita è sacra?: “La vita è un ...

...  dono di Dio. L’uomo ne è solo amministratore o affidatario,  ma su di essa non ha alcun potere. Sarebbe come credersi onnipotenti”.

Chi attenta alla vita umana sia in caso di aborto che di eutanasia, come si colloca nei confronti della comunione ecclesiale?: “E' del tutto chiaro che il Pastore deve prima di ogni cosa cercare di far cambiare idea a colui che sbaglia,  con il principio della correzione fraterna. Insomma,  la Chiesa non  è un giudice spietato. Cerca sempre di fare prevalere,  anche nei confronti del peggior peccatore, la misericordia  divina”.

Ma se il peccatore non ne vuol sapere?: “Noi speriamo sempre che il peccatore si converta. La conversione implica cambio di rotta. Nel caso di specie,  il non dare esecuzione alla sentenza. Intanto dico che i medici cattolici dovrebbero astenersi da attuare ricorrendo alla obiezione di coscienza”.

Ma se il padre della ragazza o suoi parenti dovessero andare sino alle ultime conseguenze?: “Le conclusioni sono chiare: il Vescovo e la stessa Chiesa devono trarne le conseguenze e considerare  il peccatore fuori della comunione ecclesiale”. Scomunicato? “Esattamente”.

Ma l’ esclusione opera solo per chi materialmente agisce? “No, anche per chi collabora al progetto che si oppone alla logica cristiana. In sostanza  sono fuori della comunione anche coloro che operano l’intervento e chi presta il consenso”.

Teoricamente,  e battezzati anche i giudici della Cassazione: “Certo, anche coloro i quali hanno permesso la sentenza sono fuori della comunione,  se non cambiano rotta”. Resta il problema di fondo: la necessità di una legislazione chiara: “Questo non spetta al Vescovo. Dico che togliere pane e acqua non significa accanimento terapeutico, ma un vero assassinio”.

Rubrica a cura di Bruno Volpe

 
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