| Giovanni Paolo II su Lefebvre mi rivelò: per la scomunica ho sofferto, ma ora tutto è chiaro! |
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... che mai avrebbe voluto prendere quel provvedimento. Poi aggiunse: ma orai tutto è chiaro”. Che voleva dire? “Anche io me lo domandai, e lui mi rispose: devo tutelare l’unità della Chiesa”. Passiamo al suo conterraneo Giovanni Paolo I. “E qui avrei bisogno di ore, vista la amicizia e la serie di frequentazioni che avevamo prima della sue elezione a Papa”. Dunque, Eccellenza. Come prese Giovanni Paolo I la sua designazione a successore di Pietro?: “Mi disse che la notte non aveva dormito per l’agitazione. Si domandava: ma con tante persone tanto più brave e preparate, proprio me dovevano eleggere?. Quasi non ci credeva e riteneva il suo un compito arduo”. E aggiunge: “Mi chiese, preghi per me ed io gli risposi, certo che pregherò per lei, Sua Santità”. Monsignor Ducoli aggiunge: “Chiesi il permesso al Papa di portare la sua benedizione ai fedeli di Canale di Agordo e lui mi rispose: chiaro, io sono ancora e sempre con loro, perché me lo domanda”? Tra i tanti ricordi di Giovanni Paolo I, monsignor Ducoli riporta che fu il primo a ricevere una telefonata dal Santo Padre: “Appena eletto, nel trambusto di Roma, cercai il suo collaboratore, Diego e chiesi del Papa. Mi rispose che era in preghiera e che ne avrebbe avuto per venti minuti o forse più. Insomma mi rassegnai. Ma, dopo cinque minuti, mi arrivò una telefonata, era il suo segretario che mi disse, le passo il Patriarca. Poi si corresse, il Santo Padre. Parlai con Giovanni Paolo I e mi disse: vedi, la volpe cambia il pelo, ma non il vizio. Mi credo ancora Patriarca e contagio gli altri”. Lei lo ha incontrato personalmente tre giorni prima della sua morte: “Rimasi a cena con lui. Alla fine ci congedammo. Mi dirigevo verso l’ascensore del Palazzo Apostolico, ma lui tornò indietro e mi prese per le spalle: vieni con me in cucina per salutare e ringraziare le suore che hanno preparato per noi amabilmente la cena. Poi non lo vidi mai più da vivo, questo era Giovanni Paolo I”. Sarebbe stato un Papa diverso? “Non lo so. Comunque pur nella sua bonomia era un gran teologo, semplice, ma efficace. Lo dipingono come veneto tradizionalista, ma accettò bene il Concilio Vaticano II e la riforma liturgica. Delle sue poche catechesi ricordo la straordinaria chiarezza, pochi concetti, ma splendidi. Un grande uomo”. Rubrica a cura di Bruno Volpe |
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“Ho conosciuto benissimo Giovanni Paolo II, lo ho invitato tante volte in Cadore, Veneto per le vacanze, ed era un uomo di una umanità incredibile, un vero Santo”: parla così l’Arcivescovo Emerito di Belluno, Maffeo Ducoli, contemporaneamente amico sia di Giovanni Paolo II, che di Giovanni Paolo I. Apre il suo scrigno dei ricordi: “Giovanni Paolo II aveva il carisma della comunicatività, sapeva comprenderti, si interessava alla tua persona. Io lo ho conosciuto bene, ci ha onorato varie volte della sua presenza in vacanza. Amava la natura, la riteneva meravigliosa e buona, opera di Dio. Era un innamorato del creato e di Dio, un mistico”. Quale ricordo di Giovanni Paolo II le è rimasto più scolpito nella memoria?: “La scomunica del Vescovo Lefebvre. Dopo la scomunica parlai col Papa e lo vidi sofferente e triste. Giovanni Paolo II mi disse che quella decisione gli era costata, una vera sofferenza, affermò ...