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Papa Giovanni XII PDF Stampa E-mail

Papa Giovanni XIIL’incontro del Papa con Ottone I - Dal buio e profondo medioevo emerge questa figura di papa, degno rappresentante della sua epoca e che, in verità, è sempre stato accusato di ogni immoralità e di ogni perversione: ma è tutto vero quello che si è detto di lui, oppure si è sempre voluta colpire la sua idea di Italia nazione che per quei tempi sembrava un’eresia?? Non dimentichiamo che Giovanni XII era un vero romano, imbevuto di cultura classica e del culto della Roma Imperiale, che, sia pur decaduta da 500 anni, rappresentava ancora un faro di civiltà a cui si ispiravano gli animi più sensibili ed elevati. Parlare di Giovanni XII non è certo un cimento facile in quanto si tratta di uno dei papi più discussi della storia e che, insieme a Benedetto IX, rappresenta la delizia degli anticlericali e degli atei da almeno nove secoli. Pure, in questo papa forse non all’altezza, rifulsero alcune qualità certamente notevoli, ...

... quali una notevole intelligenza, un elevato livello culturale e una indubbia predisposizione alle schermaglie politiche. Qualità certamente fondamentali per un successore di San Pietro, ma che sono sempre state relegate in secondo piano a causa del comportamento inadeguato, quando non  scandaloso, di Giovanni XII. Nato Ottaviano dei Conti di Tuscolo (Roma, 937 – 14 maggio 964), fu il 130° papa della Chiesa cattolica dal 16 dicembre 955 al 6 novembre 963, quando fu deposto. Fu il secondo papa della storia ad assumere un nuovo nome al momento dell'elevazione al soglio pontificio, dopo papa Giovanni II.

Giovanni XII era figlio di Alberico II dei conti di Tuscolo, dal quale aveva ereditato i sogni grandiosi di potere. Alberico II di Spoleto era l’uomo che nel 932 aveva preso il potere a Roma e che aveva destituito il papa della sua autorità temporale. Alberico, prima di morire, aveva fatto giurare la nobiltà ed il clero romani di far eleggere Ottaviano appena dopo la morte di Agapito II. Ma era troppo giovane per essere saggio e moderato come il padre: salito diciottenne al soglio pontificio, aveva solo 24 anni all'epoca dell'incoronazione di Ottone. Giovanni XII, pontefice che più di pensare alla sua anima e a quelle degl’altri, faceva molto più caso alle cose terrene di sua esclusiva competenza. Nel 954 morì Alberico ed Ottaviano assunse la carica di Princeps, quindi detentore del potere temporale e Senator, carica onorifica. Il momento del pontificato avvenne un anno dopo, quando Ottaviano aveva solo 18 anni. È probabile che egli avesse studiato fino a quel momento solo da principe e che non avesse nessuna formazione ecclesiastica. Peraltro, in vista della sua elezione a pontefice, si può pensare che avesse percorso le tappe di una rapida carriera, fino al titolo di diacono o sacerdote, che erano il minimo necessario.

Come aveva desiderato il padre, con Giovanni XII il potere temporale e quello spirituale tornarono ad essere riunificati in una sola persona.

Come persona si dimostrò totalmente inadeguato alla carica. Non pensò minimamente di abbandonare la vita lussuosa che aveva fatto fino ad allora; seguitò a vivere fra sfrenati piaceri e il palazzo del Laterano divenne una vera e propria casa di piacere; amò circondarsi di belle donne e bei ragazzi, conducendo una vita depravata, indegna della carica di pastore della Cristianità. Oltre a sperperare il bilancio di San Pietro per mantenere i suoi protetti e le sue concubine, Giovanni XII si lanciò in avventate campagne di conquista, facendo ben presto rimpiangere suo padre. Tentò dapprima di recuperare i beni del patrimonio di San Pietro. Attaccò i signori di Benevento e Capua, ma le sue milizie furono respinte. Giovanni fu anche costretto ad una pace per lui svantaggiosa.

Organizzò allora una campagna per la conquista dell’Esarcato di Ravenna. L'obiettivo era la ricostituzione dello Stato della Chiesa. Sapeva che doveva scontrarsi con il Re d’Italia (all’epoca Berengario II) e, probabilmente,  anche con la nobiltà romana, che non avrebbe gradito un sovvertimento degli equilibri diplomatici nella penisola. Giovanni XII cercò fuori dell'Italia un possibile alleato.

Il suo obbiettivo era quello di ricreare l’antico patrimonio di San Pietro, la prima mossa di Giovanni per fare ciò, nel 960, fu quella di offrire la corona imperiale ad Ottone, re di Germania, il quale accettò subito e promise di ergersi a difesa della Chiesa in nome degli antichi patti tra gli imperatori carolingi e i pontefici. L’incoronazione avvenne il 2 febbraio 962 in San Pietro. Dopo 38 anni l’Impero era restaurato. All’incoronazione fece seguito un patto, il celebre Privilegium Ottonianum, con il quale Ottone imperatore prometteva di restituire al pontefice quei territori che Pipino III e Carlomagno gli avevano donati e i Re d’Italia sottratto.

Giovanni XII, da parte sua, prestava giuramento di alleanza all’imperatore, promettendogli di chiedere il suo gradimento ogni volta la Chiesa eleggesse un nuovo papa. La nobiltà ed il popolo romano dovettero prestare giuramento di fedeltà a Ottone. Ma già l’anno dopo l’accordo era ormai carta straccia. Non appena questi fu ripartito, Giovanni XII comprese che non s'era trovato un protettore, ma un padrone, e cominciò a trattare con i nemici del neoimperatore, infatti decise di trattare anche con Berengario. I fedelissimi di Ottone, che lo tenevano sotto controllo, informarono l’imperatore dello scambio di lettere tra i due. Ottone attese che passasse l’inverno e nell’estate del 963 scese in Italia per attaccare Berengario, che sconfisse e fece prigioniero. Poi decise di regolare i conti con il papa, e nell’autunno si mosse direttamente verso Roma.

Di fronte alle armate dell’imperatore, le forze romane si squagliarono e a Giovanni non rimase altro che scappare nelle campagne. Si rifugiò nel castello di Tivoli e da qui, non sentendosi ancora al sicuro, riparò in Corsica. Era il 2 novembre 963; Ottone prendeva possesso dell’Urbe. Come prima cosa l’imperatore convocò un concilio in San Pietro (il 6 novembre). Giovanni XII fu condannato per alto tradimento e deposto dal pontificato per la sua condotta, ritenuta indegna di un pontefice. Quindi proclamò che in futuro nessun papa poteva essere eletto senza il suo beneplacito. Il Privilegio firmato l’anno prima prevedeva invece che l’assenso dell’imperatore giungesse ad elezione già avvenuta.

Dal rifugio in Corsica, Giovanni preparò il suo ritorno a Roma. Appena Ottone partì per Spoleto (gennaio 964) fu richiamato nella capitale dalla sua fazione. Subito convocò un concilio in febbraio per far dichiarare nullo il processo che lo aveva condannato e per far deporre il nuovo papa. Si vendicò dei suoi avversari facendo tagliare loro il naso e la lingua. Morì il 14 maggio 964, secondo alcuni per un colpo apoplettico; altri riferiscono che fu sorpreso in flagrante adulterio e che il marito della donna, tale Stefanetta di Borgo,  lo gettò da un finestra.

È sepolto a San Giovanni in Laterano.

Ottone di Sassonia, venuto a Roma per l’incoronazione, quando seppe della condotta immorale di Giovanni XII commentò: "Il papa è ancora un ragazzo e si modererà solo con l’esempio di uomini nobili".

di Claudio Modesti

 
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