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Gi Angeli protettori dei bambini PDF Stampa E-mail

Gi Angeli protettori dei bambiniInnumerevoli generazioni di bambini hanno imparato fin dai primi anni di vita a conoscere e ad amare il proprio angelo custode, rivolgendosi a lui con le parole di una fra le preghiere più note e più semplici, rimasta intatta nel tempo e che sopravvive ancora ai nostri tempi secolarizzati e spesso spiritualmente mediocri. La famosa preghierina all’angelo custode fu adottata universalmente nel secolo XVII ed è tratta da un epifonema invocativo di un lungo poema di un monaco benedettino inglese del XI secolo. Eccola: “Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato alla pietà celeste. Amen”.  Riferendoci adesso al momento in cui per la prima volta un Angelo custode viene assegnato ad un essere umano, spesso sentiamo dire che il suo ministero comincia con la nascita del bambino. Ma non bisogna prendere queste parole troppo alla lettera. Dobbiamo dire con maggiore autorità e per eccellenti ragioni, che esso ...

...  comincia realmente con il primissimo momento della vita umana stessa. Nelle parole di Sant’Ambrogio: “Nel momento in cui ogni anima viene infusa nel corpo, è affidata alle cure di un angelo”.

Gli angeli in effetti sono con noi “Dal concepimento alla gloria”, ed è stato giustamente detto che l’amore materno è l’approccio più vicino all’amore angelico. Siccome questi spiriti beati sono così strettamente uniti a noi, la devozione nei loro confronti dovrebbe essere parte di ogni famiglia cristiana. I genitori dovrebbero coltivarla in se stessi e nei loro bambini. Le gioie familiari potrebbero essere più dolci se condivise con questi angeli graziosi, ed essi potrebbero ricambiare l’affetto mostrato loro con benefici spirituali e temporali. Quale madre non ha notato che l’uno o l’altro dei suoi bambini l’ha scampata bella ad un imminente pericolo, probabilmente senza pensare che doveva essere stato l’intervento del suo fedele custode. E quando giungono traversie e croci, come avvengono nella vita di ognuno; quando Dio ritiene opportuno chiamare a se uno dei piccoli, gli angeli saranno lì per versare il balsamo di consolazione su tutti, e per confortare la madre addolorata.

“In un poema intitolato Confortata, la scrittrice americana Emma A. Lente descrive l’esperienza di un bambino-anima che viene preso dal suo angelo custode e portato, con stupore attraverso le strade della Gerusalemme del cielo, fino al più dolce riposo tra le braccia di Maria. I fantasiosi versi descrivono il materno amore di Maria per l’anima pura di un bambino: 

 “L’angelo prese il piccolo bambino,
 e lo condusse attraverso schiere splendenti
 di cantori e suonatori di arpa,
 attraverso le strade dorate e le rive fiorite,
 in un posto calmo e tranquillo,
 dove sedeva Maria, con occhi ansiosi
 e un tenero sorriso, e le braccia aperte,
 per accoglierlo in Paradiso!

 “Egli era così piccolo e senza madre.
 Abbagliato e spaventato
 Egli non riusciva a provare la beatitudine dei cieli,
 o vedere la moltitudine in bianco schierata,
 fino a quando le strette, amorevoli braccia,
 e la voce gentile scacciarono le sue paure,
 e cancellarono la memoria del dolore,
 e asciugarono l’ultima traccia di lacrime.

 “Egli si rannicchiò vicino al cuore
 quel cuore di madre dove una volta poggiò Cristo
 e sentì la benedizione della pace
 balsamo di tutte le ferite e dei dolori;
 E Maria cantò fin quando lui non rise,
 e lo cullò fin quando,
 egli non vide le meraviglie e le gioie
 e gli splendori della sua nuova alta dimora! ”

“Quale gioia per una madre cristiana che ha dato il suo bambino a Dio, sapere che sta solo aspettando di poggiarsi sul cuore di Maria per essere restituito a lei, in una felicità un milione di volte superiore a tutti i dolori del distacco! Dunque un pensiero confortante è quello che l’angelo Custode parla alla madre affranta, affinché illuminata dalla fede, l’arcobaleno di una nuova speranza si proietti glorioso attraverso le sue lacrime”.

I bambini hanno una forte rassomiglianza con gli angeli per quanto riguarda la loro innocenza. Ma non dobbiamo invidiarli troppo, poiché il Prezioso Sangue di Cristo attraverso il sacramento della penitenza o confessione è sempre a nostra disposizione per restaurare la nostra purezza originale, macchiata dalle debolezze o dal peccato. “Nel santo Sacramento della Penitenza, Gesù Cristo ha preparato per noi un lavacro del Suo stesso Sangue, al quale noi abbiamo libero accesso per purificare la nostra anima da ogni profanazione…” e al quale la Chiesa ci invita in queste parole tratte dal suo Ufficio divino:

 D’ora in avanti, chiunque si lavi in questo prezioso sangue,
 vedrà rimessi tutti i suoi peccati,
 e di  rosea bellezza immortale vestito
 guadagnerà la somiglianza con un angelo.

“Come mai”- scriveva già nell’800 Boudon - “gli angeli sono così poco conosciuti ed amati? Semplicemente perché molti il cui dovere è insegnare quest’importantissima dottrina sono gravemente negligenti nell’eseguire il loro compito.

“Prima di tutto le madri cristiane dovrebbero inculcare nelle menti dei loro bambini un chiaro, vivido e durevole senso della presenza dei loro cari angeli. Non basta dargli vaghe, confuse e insufficienti nozioni di questi Beati Spiriti, né è sufficiente insegnargli a dire una breve preghiera al mattino e alla sera ai loro Angeli Custodi. Dovrebbero dedicare molto più tempo e molta più attenzione a questo importante argomento. Si dovrebbe insegnare ai bambini fin dai primi anni di vita a provare un vero amore e una tenera amicizia per i loro angeli, ad avere cieca fiducia in loro. Essi si devono abituare a sentire e a realizzare l’intima presenza dei loro angeli, a chiamarli quando sono spaventati e in difficoltà. Sarebbe meglio per i bambini anziché avere le teste piene di sciocche paure di fantasmi e folletti come accade così di frequente.

“Le madri che insegnano ai loro bambini questa grande lezione conferiscono loro inestimabili benedizioni per tutti i lunghi anni della loro vita. D’altra parte, se trascurano questo dovere, fanno un grande male ai loro cari perché li privano dei migliori e più potenti amici”. Anche i catechisti ed i parroci che preparano i bambini alla Prima Comunione dovrebbero parlare dell’importanza dell’angelo custode nella loro vita spirituale.

Infine, l’ufficio dell’Angelo Custode è stato in qualche modo conferito anche suoi genitori cristiani, e i custodi celesti dovrebbero trovare in loro i più potenti e fedeli alleati. Essi devono imitare la fedeltà degli angeli nel perseguire il fine santo di proteggere i loro bambini da quelle anime immortali alle quali essi un giorno dovranno rendere conto. La grazia sarà il loro premio, e il ricordo dei loro compagni celesti inciterà i bambini ad un più grande amore e rispetto per i loro genitori. “Non immaginiamo mai,” scrisse Padre Husslein: “di poter avanzare in statura o in età, lasciando da parte il nostro bisogno della quotidiana e più frequente recita di quella perfetta piccola preghiera all’angelo custode che abbiamo imparato sulle ginocchia di nostra madre:

 “Angelo di Dio, mio caro custode,
 che mi consegni al Suo amore,
 ogni giorno al mio fianco,
 illumina e custodisci, reggi e governa.”

E quest’altra dolce supplica della notte:

 “Buona notte, mio Angelo custode
 il giorno è passato;
 spento o malato,
 la sua storia è scritta.
 E adesso, Tu immagine pura e luminosa,
 della benevola Provvidenza di Dio
 guarda su di me mentre dormo,
 mio caro Angelo, buonanotte!”

Un eccellente esempio per le famiglie cristiane sull’importanza degli angeli è la storia biblica di Tobia nell’Antico Testamento. Abbattuti da disgrazie incomprensibili, Tobia e la sua famiglia, lungi dal ribellarsi, continuano pazientemente a lodare Dio ed a seguire i Suoi Comandamenti. Da parte sua, la giovane e bella Sara, perseguita da una volontà demoniaca accanita nell’impedirle di fondare un focolare, si affida al cielo. Dio, avendoli abbastanza provati, interviene e mette termine alle loro prove inviando loro Raffaele. Intervento miracoloso, decisivo. Ora, perché si è prodotta, qual è stato l’evento che ha motivato l’aiuto potente dell’Arcangelo ? Raffaele, nell’istante di risalire presso il trono di Dio, ne dona la chiave : “Voi saprete dunque che, quando eravate in preghiera, tu e Sara, ero io che presentavo le vostre suppliche davanti alla gloria del Signore e che le leggevo ; e come quando seppellivi i morti. Quando tu non hai esitato ad alzarti, ed a lasciare la tavola, per andare a seppellire un morto, io sono stato inviato per provare la tua fede, e Dio mi inviò nello stesso tempo per guarirti, come anche Sara, tua nuora”. (Tb 11, 12,13,14).

L’Angelo è per eccellenza colui che può presentare a Dio le preghiere dei giusti arricchendole con la sua propria santità. Questa certezza dell’Antico Testamento si ritrova nell’ultimo Libro del Nuovo. “Un altro Angelo venne allora a porsi vicino all’altare, munito  di un incensiere d’oro. Gli si diedero molti profumi perché li offrisse, con le preghiere di tutti i Santi, sull’altare d’oro posto davanti al Trono” (Ap 8, 3 e 4). Clemente di Alessandria ne conclude che l’uomo, anche se prega da solo, è mescolato alla preghiera dei Cori angelici, ed Origene mostra gli Angeli che si riuniscono intorno a quelli che pregano al fine di unire le loro preghiere alla sua. “Perché, se salgono al Cielo, è per portarvi le nostre preghiere ; se ne discendono, è per riportarci i doni di Dio” (Origene, Contra Celsius). Facendo questo, essi compiono un’opera sacerdotale, giustificando la tradizione iconografica che li riveste degli ornamenti sacri. Ma la preghiera degli Angeli, secondo una tradizione ben ancorata, è dapprima un canto di lode perpetuo. Quando i bambini diventano adulti troppo spesso purtroppo dimenticano questa loro celeste compagnia, occupati come sono a pensare unicamente ad una loro, spesso illusoria, realizzazione terrena, la Chiesa però ci ricorda chiaramente che tutti gli uomini,anche coloro che purtroppo non si salveranno perché hanno deciso con il loro comportamento di andare all’Inferno, hanno sempre vicino l’angelo custode, perché tutti gli esseri umani fino all’ultimo loro respiro sulla terra sono chiamati a salvarsi l’anima.

di Don Marcello stanzione

 
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