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Ora di religione islamica nelle scuole italiane? PDF Stampa E-mail

Ora di religione islamica nelle scuole italiane?Premesso che l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali non ha finalità di proselitismo confessionale e di catechismo che viene fatto nelle parrocchie ma di informazione su quella realtà religiosa specifica che in Italia ha plasmato la storia, l’arte ed il pensiero lungo i secoli. Per cui se io fossi un ateo o un agnostico, ma ovviamente intelligente, farei frequentare certamente l’ora di religione cattolica ai miei figli. A maggior ragione gli emigrati di religione mussulmana che vengono in Italia per vivere qui con le loro famiglie ed inviano i loro figli nelle scuole statali dovrebbero frequentare i corsi di religione cattolica per conoscere la cultura italiana che affonda le sue radici nella cristianità cattolica. Ad una famiglia cattolica italiana che si recasse a vivere in un paese islamico sarebbe opportuno fare i corsi sulla religione mussulmana per conoscere il corano e le tradizioni dell’Islam e questo ovviamente non significherebbe convertirsi ai mussulmani ma ... 

...  semplicemente conoscere la cultura in cui ci si deve integrare. La proposta di insegnare religione islamica a scuola fatta da alcuni esponenti della sinistra è demenziale perché trasformerebbe ulteriormente i ragazzi di origine mussulmana in un  ghetto, inoltre perché i mussulmani si e gli induisti, i testimoni di Geova, i mormoni, gli evangelici e i buddisti no? Per cui si parcellizzerebbe ulteriormente l’integrazione e la si renderebbe impossibile. Inoltre l’Islam è una realtà estremamente variegata vi è la confessione scita, sunnita o halaquita che per di più si contrappongono teologicamente tra di loro e quale di loro far insegnare e chi dovrebbe poi scegliere gli insegnanti? I ragazzi mussulmani dovrebbero studiare la religione cristiana anche perché Maometto non la conosceva dottrinalmente ed il Corano riporta molte inesattezze ed errori grossolani. Nel Corano Gesù compie anche dei miracoli: parla alla madre sotto una palma subito dopo la nascita, parla agli adulti dalla culla, crea con l’argilla figurine di uccelli vivi, guarisce il cieco nato e il lebbroso, risuscita i morti, dice quello che si mangia e che si conserva nelle case e una volta fa discendere dal cielo una lauta mensa imbandita per i suoi apostoli.

In questi racconti è facile riscontrare parallelismi con i Vangeli canonici e, soprattutto, con quelli apocrifi, più popolari e quindi più diffusi fra gli arabi contemporanei di Maometto. Lo Isa del Corano quindi non è il Gesù della fede cattolica, ma un Gesù mussulmano, ridotto alle dimensioni di un profeta, superiore ad altri ma inferiore decisamente a Maometto. Gesù, per il Corano, non è “il figlio di Dio”, ma semplice servo di Dio che quindi non ha portato la rivelazione definitiva agli uomini. Per Maometto, convinto che il successo è un segno del favore di Dio, la crocifissione di Gesù era uno scandalo insopportabile. Inoltre, nel Corano, Maometto nega la Santa Trinità, ma per trinità intende tre dei e per generazione del figlio dal Padre intende la generazione carnale.

In realtà Maometto non ha conosciuto il vero Cristianesimo, né il Vangelo autentico e neppure, probabilmente, dei veri cristiani, eccetto alcuni monaci, di cui egli loda la vita solitaria. In genere i mussulmani hanno una conoscenza distorta del dogma cristiano, ritenendo magari che dottrine eretiche, condannate dalla Chiesa, siano l’autentica dottrina cristiana. Per l’islam la Trinità è il triteismo e quindi si oppone al monoteismo; in realtà il triteismo è un’eresia e la Trinità non si oppone al monoteismo, perché non significa che esistono tre dei, ma che, nell’unica Essenza divina (monoteismo) sussistono tre Persone divine (Trinità). I mussulmani rimproverano ai cristiani di aver coscientemente falsificato la Sacra Scrittura e di non essere veri monoteisti e di aver dato vita ad una società materialistica e di bassissimo livello morale come quella occidentale, che essi disprezzano considerandola diabolica. Ora se la civiltà europea ed occidentale in genere è in decadenza morale che poi diventa anche decadenza culturale ed economica questo lo è proprio perché l’Europa, come ha ricordato recentemente Benedetto XVI, ha rinnegato le sue radici cristiane. Infatti come ha ricordato il papa il 19 ottobre 2009 ricevendo in Vaticano le lettere credenziali del nuovo capo della delegazione della Commissione delle comunità Europee, Yves Gazzo, “ la nostra civiltà sarà realmente se stessa solo se saprà conservare l’originalità che ha fatto la sua grandezza”.

Don Marcello Stanzione

 
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