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Approccio ai principi metafisici della contro-rivoluzione PDF Stampa E-mail

Approccio ai principi metafisici della contro-rivoluzioneCome ci ricorda Joseph de Maistre 1) la contro-rivoluzione <<non è una rivoluzione al contrario ma il contrario della rivoluzione>>  e io la definirei,  una spontanea opposizione al male che scaturisce da pure fonti di energia morale positiva.   la Rivoluzione  tende a sconquassare il giusto ordine delle cose e  la contro-rivoluzione se ne prefigge l’ instaurazione o restaurazione;  Per  “Ordine” deve intendersi  quella cosa per la quale ogni essere è  possibilitato e favorito nel raggiungimento del suo fine ultimo al quale tende per natura;  Per ordine si può intendere anche una superiorità gerarchica e immutabile che Dio ha messo nelle cose e che si esplica ad esempio nella superiorità gerarchica della fede sulla ragione, della grazia sul libero arbitrio, della divina provvidenza sull’umana libertà, della Chiesa sullo Stato; Per dir tutto in una sola frase nella superiorità di Dio sull’uomo.La rivoluzione per opporsi al succitato ordine sbandiera l’applaudita bandiera dell’uguaglianza ma ...

...  ci ricorda Plinio  Corréa  2) che il principio dell’uguaglianza (almeno in ambito rivoluzionario) è causato da una esplosione di orgoglio e sensualità, vizi che  conducono << all’ odio verso ogni autorità e ogni legge, sia divina che umana, ecclesiastica o civile >>;

Del resto è proprio dell’orgoglioso non riconoscere nulla al di sopra del suo capo e  La parola uguaglianza gli serve solo per proclamare pubblicamente : Siamo tutti uguali non c’è quindi nessuna autorità al di sopra di me alla quale devo obbedire, né Dio, né Papa, né Re, né Padre, né maestro alcuno…e di quanto sia innaturale questo concetto lo capiamo osservando il creato di Dio dove non c’è nulla di eguale ma tutto è organizzato in una naturale disuguaglianza che si traduce in una gerarchia armonica e basti pensare agli angeli organizzati in cori superiori e inferiori, agli uccelli del cielo che quando organizzati in stormi hanno sempre un capo o al nostro stesso corpo, dotato di parti superiori e nobili e di parti inferiori e meno nobili.

La controrivoluzione però  la si combatte per primo in se stessi infatti l’uomo dopo la ferita del peccato originale deve ben vigilare affinché si mantenga il giusto ordine tra le gerarchie interiori : Le  passioni devono stare soggette alla volontà, la volontà soggetta alla ragione e quest’ ultima soggetta alla rivelazione Divina; Purtroppo è facilissimo rompere questa armonia e cadere vittime di  forze insubordinatrici e rivoluzionarie come uno scatto d’ ira nel momento sbagliato. Il pensiero contro-rivoluzionario ha il pregio di introdurre chi lo segue ad una vera e propria scuola di pensiero, pregio raro visto che l’odierna cultura mi sembra tante volte  solo un insieme di migliaia di nozioni che per quanto erudite possano essere, se non formano un continuum tra di loro  si rivelano inutili a focalizzare un quadro generale della storia, della società, del momento presente e si  rischia di fare come chi sa tutto ma non capisce niente.

Questa scuola di pensiero invece  da pochi principi ti permette per logica e deduzione di arrivare ad una risposta risolutiva circa l’interrogativo del rapporto che lega l’uomo a tutte le cose, cioè circa il significato della sua esistenza.

Il pensiero Contro-rivoluzionario elabora una diagnosi dell’ ordine temporale ponendosi sulla più alta postazione possibile cioè  Dio stesso e di lì osserva se l’andamento delle cose procede in linea retta alla sua volontà; Si per fare politica il C. R. parte dalla teologia, anzi secondo  Donoso Cortès 3) ogni male politico proviene da un errore filosofico e questo da una eresia teologica; La principale eresia è quella che nega il dogma del peccato originale  per affermare “l’ Immacolata concezione dell’ uomo (naturalismo), l’infallibilità del suo pensiero (razionalismo) e la Santità della sua volontà politica e del suo agire sociale ( liberalismo e socialismo )”.  il pensiero liberale per il quale la libertà precede ogni valore, ponendosi così al di là e al di sopra del bene e del male e che  si risolve  nella possibilità, si di fare il bene ma anche di concedere  diritto all’errore e al male è totalmente rifiutato dalla contro-rivoluzione, consapevole che seguire la scia di questo falso pensiero significa buttarsi nelle mani dei nostri nemici e al proposito bisogna farsi venire in mente come andavano disquisendo tanti Cattolici-liberali in tema di aborto :  io non lo farei mai perché so che è un male però devo tollerare – rispettare chi non la pensa come me ecc… 

Deve essere stato nella considerazione di  simili atteggiamenti umani  che Donoso scrisse :<< Senza i “moderati”, la Rivoluzione non sopravviverebbe in nessun luogo. Essi sono la causa e la rovina della perdizione universale. Dio perdoni a loro il male che hanno fatto ! >>. è illusorio quindi pensare di vincere solo promuovendo la verità, il bene  e la virtù senza opporsi all’errore, al male e al vizio; Pertanto, il lavoro contro-rivoluzionario è sanamente negativista e polemico. La contro-rivoluzione si propone di fare lobbying cioè di influenzare l’opinione pubblica per metterla in guardia dalla pericolosità della rivoluzione, smascherandone le trame. Vorrei ora far parlare per metterli a  confronto un rivoluzionario scardinatore (questa volta lo è per antonomasia, trattandosi di un massone) e un contro-rivoluzionario restauratore : << 4) dalla lettera di Vindice (membro dell’alta vendita) a “Nubius”, datata 9 agosto 1838, Il cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di uno stile; ma queste due basi dell’ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione (…) popolarizziamo il vizio nelle moltitudini. Che lo respirino con i cinque sensi, che se ne saturino.

Fate dei cuori viziosi e non avrete più Cattolici>> Dalla parte opposta cito Corneliu Codreanu : <<Come le zanzare possono stabilirsi e vivere soltanto nelle paludi, così costoro possono vivere nella palude dei nostri vizi romeni. Per eliminarli, quindi dovremo prima sradicare i nostri vizi. La soluzione del problema ebraico è strettamente legata alla nostra rettificazione morale>> 5). La rivoluzione si basa sempre sugli stessi principi viziosi con l’aggravante di presentarsi con forza ancora maggiore ogni qual volta si presenta, ce ne accorgiamo dal percorso storico che essa avuto : risorgimento-umanesimo, protestantesimo, illuminismo, rivoluzione francese, socialismo-comunismo, ed ora mondialismo (?); A capo di questa vi è lucifero, il primo grande rivoluzionario, colui che gridò : non serviant !  e dall’altra parte vi è la Madonna, la tessitrice invisibile ( Padre Manelli) colei che pronunciò il suo  <<fiat mihi secundum verbum tuum>> controrivoluzionando così E-V-A in A-V-E  e qullo che Eva ci tolse  ci è donato in Maria  con maggior profusione di grazia. La Madonna organizza i suoi come ci ricorda il Monfort e come lei stessa afferma  : <<combattete figli della luce, voi piccolo gregge che ci vedete>>6) .IL futuro trionfo del cuore Immacolato di Maria che ancora ci attende  sarà tutta una fioritura del cattolicesimo, anche nel sociale ! :<<i nuovi Re saranno il braccio destro della Chiesa….>>combattiamo dunque per tutto ciò, combattiamo per questo avvento, senza perdere di vista le mosse dell’antico avversario.

NOTE - Nelle note saranno nominati i maggiori rappresentanti del pensiero a cui  abbiamo fatto riferimento, occasione questa per approfondimenti personali. 1) Joseph de Maistre -considerazioni sulla Francia, cit. p. 14- di lui consigliamo “le  notti di San Pietro Burgo” 2) Plinio Corréa de Oliveira, il Crociato del xx secolo, op. cit. “Rivoluzione, Contro-rivoluzione 3) Juan Donoso Cortès “op. cit. lettera del 13-08-1849”. 4) Op. cit. -la massoneria- del Sac. Luigi Villa ed. Civiltà 5) Corneliu z. Codreanu “op. cit. Per i legionari guardia di ferro, pag. 114 Ed. Ar” quasi riuscì a liberare il suo paese dalla morsa massonica e comunista orchestrata dalle comunità giudaiche ivi stabilitisi. 6) Messaggio della Salette a Melania - 19 Settembre 1846

Francesco Diana

 
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