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Alle radici del rinnovamento catechistico italiano PDF Stampa E-mail

Alle radici del rinnovamento catechistico italianoAd ottobre in quasi tutte le parrocchie italiane riprende il catechismo, sarebbe interessante conoscere il progetto che ispira da diversi decenni la catechesi in Italia.Esattamente 40 anni fa, nel 1970, è stato pubblicato dalla Conferenza Episcopale Italiana il Documento di base (DB) dal titolo : “IL RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI” (RdC), che ha svolto e tuttora svolge un ruolo di primo piano nel rinnovamento della mentalità e dell’azione catechista del nostro Paese. Non si possono comprendere oggi i vari Catechismi per la vita cristiana, iniziando da quello dei bambini e finendo a quello degli adulti, se non si fa riferimento al DB che costituisce la piattaforma teologica e pedagogica dello sviluppo di tutto il progetto catechistico della Chiesa che è in Italia. - I DOCUMENTI NAZIONALI - I Direttori Catechistici Nazionali (DCN) sono documenti, per lo più emanati dalle Conferenze Episcopali, che coordinano l’impegno di evangelizzazione nelle varie nazioni. I DCN francese ...

...  (1964), belga (1964) e italiano (1970) sono anteriori al Direttorio Catechistico Generale del 1971 che incoraggiava, appunto, la realizzazione di DCN nelle varie nazioni. Segno del valore del DCN italiano è il fatto che esso è stato, con gli opportuni ritocchi, adottato anche dalle Conferenze Episcopali di Australia, Inghilterra e Galles. Tra le linee portanti del documento italiano, le più rilevanti sono:

- la concezione della catechesi come educazione in funzione della mentalità di fede;
- la centralità dell’integrazione tra fede e vita;
-il cristianesimo del contenuto della catechesi;
- il primato della comunità e del catechista nell’evangelizzazione;
- la centralità della Bibbia come fonte della catechesi;
- l’itinerario di fede come crescita nella dinamica della traditio-redditio.

Nel 1988, i Vescovi italiani, convinti della permanente validità delle linee indicate dal “Rinnovamento della Catechesi”, hanno scritto una lettera per la sua riconsegna alla comunità cristiana in cui si riafferma la validità delle sue opzioni di fondo a venti anni dalla sua pubblicazione. Sono seguiti da allora numerosi altri importanti documenti sulla catechesi e l’evangelizzazione in Italia.

FRUTTO DI UN LUNGO CAMMINO

Il punto di partenza, per ripercorrere alcune tappe della genesi del RcD, è da ricercarsi nel settembre 1962, allorché si radunò a Roma l’assemblea generale dell’Ufficio Catechistico nazionale per studiare il “momento” catechistico in vista del Concilio Vaticano II. Vennero poi gli anni del Concilio in cui si elaborò una vasta operazione pastorale. Bisognava però organizzarsi per i catechismi: questo era l’impegno affidato ormai alle varie Conferenze Episcopali. La CEI affidò i lavori iniziali e di programmazione ad un equipe di componenti. Così, fin dal 1967 si delineò una chiara linea di impostazione come ipotesi di lavoro. Essa si articolava in due tempi:
a) redigere una sintesi generale, detta “documento di base”;

b) b) successivamente curare la redazione di quattro catechismi per le varie età.

Il lavoro serrato che impegnò quasi in continuità quel centinaio di specialisti confermò sempre più al vivo la necessità di proporre prima un documento di base che servisse come strumento efficace per operare sulla mentalità degli operatori, cioè su coloro che dovevano assumersi la responsabilità di maestri e guide, prima di pensare e rinnovare gli strumenti. Questo primo passo operativo sulla “mentalità” dimostra quanto quella Commissione abbia intuito giusto: il rinnovamento, infatti, non poteva operarsi solo con un superficiale ritocco ai vecchi testi di catechismo o, peggio ancora, con un’aggiunta ad essi di brani conciliari. Per questo, la logica chiedeva che il popolo di Dio venisse preparato con  un documento di base sullo “spirito nuovo” da infondere nell’azione pastorale e catechistica. Lo stesso DB definisce questo lavoro come il risultato di “lunga e diligente riflessione”, avendo fatto “ricorso a vasta collaborazione e ad una consultazione che ha interessato tutte le Chiese locali” (199). Infatti, appena articolata l’ipotesi di lavoro, nel marzo 1967 furono istituiti tre seminari o centri di studio per raccogliere le esperienze da tutta Italia. E’ impossibile far rivivere in poche righe il fervore del lavoro, le consultazioni reciproche, la dinamica d’èquipe di quei anni, concretizzatasi in una serie di bozze che i centri di studio si comunicavano e perfezionavano a vicenda. Si giunge, così, agli inizi del 1969, periodo in cui iniziò ad attuare la consultazione nazionale sul testo del DB elaborato fino a quel momento. Si inviarono 3.500 copie. Il risultato fu che il 92% degli intervistati rispose all’inchiesta. Cominciò il lavoro di assorbimento attraverso 3.800 schede di raccolta delle osservazioni pervenute e il lavoro di sintesi e rielaborazione. All’inizio di agosto, il lavoro era pronto per essere sottoposto alla CEI per il voto definitivo. Pervennero altre osservazioni di cui si tenne conto, arrivando così al voto conclusivo della CEI, la sola che poteva dare al DB il sigillo dell’autenticità. L’esito della votazione dei Vescovi è noto: 282 placet e 6 non placet.

PROFILO GLOBALE DEL DOCUMENTO DI BASE

Il capitolo primo, “ La Chiesa e il ministero della Parola di Dio”, sottolinea che la catechesi è opera di tutto il popolo di Dio, perché Cristo ha affidato alla Chiesa il compito di annunciare e testimoniare Lui, suprema rivelazione del Padre agli uomini. La “pedagogia di Dio” ne è il riferimento normativo costante. Il capitolo secondo, “ Le principali espressioni del ministero della Parola”, evidenzia come le varie espressioni dell’annuncio (evangelizzazione, predicazione, catechesi…) sono unitariamente a servizio della fede per far accogliere Cristo. Il capitolo terzo, “Finalità e compiti della catechesi”, mette in luce la graduale acquisizione della mentalità di fede, in piena adesione a Cristo di tutto l’uomo perché pensi, giudichi, ami e operi come Cristo, di fronte al Padre e ai fratelli, vivendo nella Chiesa la propria vita di fede. Il capitolo quarto, “Il messaggio della Chiesa è Gesù Cristo”, sottolinea come il Figlio incarnato, centro vivo della catechesi, è presente e opera nella Chiesa per condurre gli uomini alla salvezza insieme. Il capitolo quinto, “Per una piena predicazione del messaggio cristiano”, ribadisce che Cristo, mediatore tra Dio e gli uomini nel suo essere e nella sua azione, viene predicato in pienezza se in Lui e per mezzo di lui si annuncia: -il profondo ministero di Dio, uno e trino; - il ministero della Chiesa, sacramento di salvezza; - l’interiore rinnovamento dell’uomo mediante lo Spirito Santo; - il prolungarsi dell’incarnazione di Cristo in ogni epoca e in tutta la vita degli uomini; - la storia di salvezza nell’incontro dell’umanità per mezzo di Cristo col Padre nello Spirito di Amore. In tal modo, sono armonizzate in Cristo tutte le dimensioni del ministero cristiano: spirituale, antropologico-esistenziale, ecclesiale-comunitaria, sacramentale, storico-escatologica. Il capitolo sesto, “Le fonti della catechesi”, mostra come la Chiesa attinga l’integralità dell’annuncio da quelle fonti che hanno in Cristo, Parola vivente di Dio, la pienezza dell’acqua viva che sale alla vita eterna (Gv 4,10-14): in Cristo attinge la Tradizione, la Scrittura, la Liturgia; in Cristo la Chiesa vive la sua storia; in Cristo tutte le opere del creato diventano potente manifestazione di Dio. Il capitolo settimo, “I soggetti della catechesi”, afferma che la catechesi è rivolta a tutti, perché tutti crescano in Cristo e cristo cresca in loro. Ogni età e ogni situazione di vita è destinataria di catechesi appropriata a servizio dell’uomo. Il capitolo ottavo, “La catechesi nella pastorale della Chiesa locale”, evidenzia come la catechesi abbia il suo centro operativo nella Chiesa locale, perché in essa si celebra in pienezza il ministero di cristo e si fa presente e operante la Chiesa universale. Il capitolo nono, “Il metodo della catechesi”, afferma che la catechesi si muove con originalità di metodo nel segno della “incarnazione”, in quanto deve essere fedele a Dio e all’uomo, interpellato e amato da Dio. Il capitolo decimo,”I catechismi”, si ribadisce che Dio li ha consacrati in vario modo e grado con i suoi sacramenti e li anima e guida con il suo Spirito. Nella comunione ecclesiale, il Papa e i Vescovi presiedono a quest’opera, preti e diaconi vi hanno il loro compito specifico insieme a geni tori , padrini, religiosi, insegnanti…Ogni adulto nella fede deve sentirsi e operare quale catechista.

Don Marcello Stanzione

 
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