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Salerno: accorsato incontro sui misteri di Fatima e presentato libro don Stanzione PDF Stampa E-mail
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martedì 02 maggio 2017
presentato libro don StanzioneUn incontro accorsato, quello organizzato dall’Associazione Culturale “Veritatis Splendor”, presieduta da Marco Di Matteo, giovedì 20 aprile presso la Chiesa di S. Pietro in Camerellis  su “I misteri di Fatima: luce per il nostro tempo”. In occasione del centesimo anniversario delle apparizioni della Vergine in Cova d’Iria, il dott. Julio Loredo, giornalista e scrittore, si è soffermato ad approfondire i segreti che la Madonna di Fatima affidò ai tre pastorelli, quali segni profetici preziosi per l’uomo del nostro tempo. Tanti dubbi ancora sul famoso terzo segreto, affidato a Suor Lucia ed aperto in ritardo, rispetto a quanto atteso. Su questo, tanti a diatribare: credendo che sia soltanto una parte dell’intero messaggio, che invece riserverebbe scenari apocalittici per l’umanità. “Ma già nel secondo, affidato a Giacinta- ha dichiarato Loredo- contenuta l’escatologia umana, per la conversione della Russia, al cuore Immacolato di Maria e la consacrazione della stessa Nazione alla Regina dei cieli. ...
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Fatima è stata anche testimonial dell’inferno: la Vergine fece vedere ai tre pastorelli fuoco e fiamme, parlando di demoni, che come tizzoni ardenti, urlanti e gementi tra il fuoco. Preghiera, penitenza, conversione, la triade che deve scortare l’uomo nel nostro tempo, per scongiurare mali terribili, che lo stesso costruisce di giorno in giorno, andando contro la legge morale. Fatima-conversione!” Come a Lourdes l’acqua sgorgò dalla sorgente, per offrire all’umanità un segno tangibile che le apparizioni alla piccola Bernardette, non fantasie adolescenziali, ma reali visioni della Vergine, così Fatima,  nell’ultima apparizione del 13 ottobre 1918 col sole roteante, attestato all’epoca da circa 50.000 astanti, il sigillo alla realtà soprannaturale che  Francesco, Giacinta e Lucia, descrivevano concitatamente, senza tema delle pene e del carcere. Oggi, nel centenario della apparizioni, Fatima più che mai invita a riflettere sulla fede, che sembra così smarrita nel nostro tempo edonistico, che ha licenziato da un bel pezzo le stesse visioni sataniche, arrivando a negare l’esistenza dell’Inferno e del principe delle tenebre. In tal modo accelerato l’allontanamento, nel peccato, dalla retta strada del bene e dal cammino cristiano. Per riportare l’uomo nella salvifica dimensione, la Vergine a Fatima, chiedendo la costante recita del Rosario, per scongiurare ogni cataclisma e danno morale. Recuperando la vera essenza della vita spirituale, l’uomo può più che mai rafforzare il proprio andare, in un contesto sociale, che spesso si muove in antitesi ai dettami religiosi. Riscoprendo anche l’esistenza delle creature angeliche, accanto all’uomo per guidarlo nel suo percorso terreno, una maggiore linfa a procedere nella via della salvezza. Di qui le parole di don Marcello Stanzione, che dalla sua febbrile penna, circa 200 finora i libri da lui redatti sugli angeli, un altro frutto per lo spirito: “Gli angeli custodi delle nazioni.Cent’anni fa a Fatima l’angelo del Portogallo parlava ai tre pastorelli”. Nel testo, il parroco di Santa Maria La Nova ricorda come le apparizioni di Fatima,  precedute dalla visione dell’Angelo del Portogallo: ai tre bambini furono insegnate, dall’alato messaggero divino, anche delle giaculatorie, in riparazione dei peccati e per la conversione dei peccatori. Inoltre, i fanciulli ricevettero l’Eucarestia sotto entrambe le specie sacramentali. I veggenti furono dunque preparati alla visione della Madonna, proprio dall’Angelo che, come già al momento dell’Annunciazione, ogni qualvolta incontra l’umano, crea sempre perplessità e silenzio. Affidarsi agli angeli resta per don Stanzione il suggerimento in ogni tempo, giacchè spesso si rischia di credere che tali creature, siano soltanto amarcord adolescenziale, masticato dal vetero catechismo di Pio X. Prezioso anche l’intervento del direttore del nostro quotidiano, Rita Occidente Lupo, che ha ricordato come la recita del Santo Rosario, ricordata anche da Papa Wojtyla, ai frequenti interrogativi sul contenuto del terzo segreto, per scongiurare scenari apocalittici, ai quali la Madonna intende sottrarre l’umanità, riportandola sulla via del bene. da Madre celeste, costantemente intermediaria di grazie e favori: la Bella Mammina, che San Pio da Pietrelcina ebbe sempre a cuore, sgranando decine di corone al giorno, anche in occasione del passaggio della peregrinatio per San Giovanni Rotondo, sorrise allo Stigmatizzato, donandoGli la guarigione fisica da una brutta infermità.
 
 
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