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IL PATRONATO DEGLI ANGELI Di ANDREW A. BIALAS, C.S.V. PDF Stampa E-mail
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domenica 15 settembre 2019

IL PATRONATO DEGLI ANGELIGli angeli che regnano in paradiso, come i santi, offrono preghiere a Dio per le persone di questo mondo e agiscono come loro patroni. Le Sacre Scritture rendono evidente che essi hanno un interesse nella prosperità temporale e la felicità spirituale dei singoli individui. Dio parlò così a Mosè: "Io manderò il mio angelo, che ti precederà, e ti guiderà nel tuo viaggio: ti porterà in un posto che io ho preparato per te. Fai attenzione a lui, e ascolta la sua voce, e non pensare che sia uno da essere condannato: poiché egli non dimenticherà i tuoi peccati, e il mio nome è in lui" (Esodo 23:30). Con queste parole Dio incitò Mosè a venerare l’angelo; il testo indica anche una cura personale nei suoi confronti. ...

 

 

 
Ci è familiare l'assistenza materiale e spirituale dell'angelo Raffaele nei confronti di Tobia, e le sue parole, "Sappiate dunque che, quando tu e Sara eravate in preghiera, io presentavo l'attestato della vostra preghiera davanti alla gloria del Signore. Così anche quando tu seppellivi i morti. Quando poi tu non hai esitato ad alzarti e ad abbandonare il tuo pranzo e sei andato a curare la sepoltura di quel morto, allora io sono stato inviato per provare la tua fede." (Tobia 12:12)

   Oltre a speciali patroni angelici Dio ci dà anche angeli custodi che, nel loro amore per Dio e per noi, vegliano su ognuno di noi. Questo è chiaro nel seguente testo: "Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. (Matteo 18:10) La loro custodia e la loro protezione, che per mezzo della Divina Provvidenza é in special modo rivolta alla nostra salvezza personale, è indicata nella Colletta della Messa della festa degli angeli custodi: “O Dio, che per mezzo della tua ineffabile provvidenza hai mandato i tuoi santi angeli per custodirci; concedi, a coloro che ti implorano, di essere sempre difesi dalla loro protezione e godere della loro comunione per sempre."

   Se pensiamo alla presenza degli angeli di fronte al Trono di Dio, dove essi lo adorano e gli rendono omaggio, dobbiamo pensare anche ai loro servigi per l’umanità, poichè essi sono suoi servi , per il nostro beneficio. Quando San Giovanni apostolo si gettò ai piedi di un angelo per venerarlo, quest'ultimo gli disse, "Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come coloro che custodiscono le parole di questo libro. E' Dio che devi adorare". (Apocalisse 22:9). Sebbene siano servi, gli angeli non sono sottomessi a noi; come servi di Dio essi sono i nostri intercessori, protettori e custodi. Sono servi celesti che onoriamo e ai quali chiediamo assistenza. Dobbiamo adorare gli angeli, dice Sant'Ambrogio, che sono nominati nostri patroni.

   Possiamo, tuttavia, guardare il patronato degli angeli allo stesso modo di quello dei santi? Non c'è niente di eccezionale e diverso nel patronato angelico, qualcosa che lo distingue dal patronato dei santi?

   Gli angeli buoni promuovono sia il bene comune che il bene individuale; essi ci aiutano a fare il bene e a evitare il male; ci proteggono dai pericoli nel corpo e nell'anima; offrono le nostre preghiere e le buone azioni a Dio; convertono i non credenti; ci permettono di ottenere una maggiore conoscenza e amore di Dio; ci guidano nel Paradiso e ci aiutano a evitare le tentazioni del diavolo; danno gioia, conforto e consolazione alle anime stanche, sofferenti e abbandonate. Siamo tentati di dire, "anche i santi fanno tutto ciò". Questo può essere vero, ma gli angeli nell'esercitare il loro patronato sembrano avere alcuni vantaggi: essi sono per esempio dotati di poteri naturali per "muovere" le facoltà sensoriali dell'uomo, come abbiamo visto. Questo potere di "movimento" insieme alle altre abilità naturali dell'angelo, sembra distinguere il patronato angelico e forse lo rende superiore a quello dei santi. Esaminiamo il problema più da vicino.

 

LA SUPERIORITA’ DEL PATRONATO ANGELICO

 

   Prima di parlare della questione riguardante la superiorità del patronato angelico dobbiamo parlare di ciò che rende superiore un patronato. Per rispondere a quest'ultima domanda dobbiamo considerare il ruolo di Dio che è la Causa Ultima di tutte le perfezioni trovate in ogni patronato; e dobbiamo studiare le perfezioni del patronato stesso.

   In verità, è Dio che fa i patroni e rende possibili i patronati. Sebbene, sulla terra, è la Chiesa, con il Papa, che ha l'ultima parola nelle questioni riguardanti la scelta dei patroni, sappiamo che è Dio che ratifica la scelta fatta dalla chiesa. Le parole di Cristo a San Pietro, il primo Papa, “A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Matteo 16:19) riguardano oggi il successore di San Pietro e il Capo della chiesa.

   E’ solo di Dio, che ci concede la grazia e la gloria che noi chiediamo attraverso l'assistenza dei nostri patroni celesti. "Il Signore ci concederà grazia e gloria" (Ps. 83:12). E’ Dio che conosce meglio cosa è più giusto e opportuno per ognuno di noi; è Dio che ci conferisce doni. Ad alcuni egli conferisce di più; ad altri meno, secondo la sua volontà. Ma non ci riguarda ricercare le ragioni del perché egli disponga le cose in questo modo.

   Se i patroni ci devono aiutare essi devono conoscere i nostri bisogni, ma molto dipende da come Dio fa conoscere le cose ai patroni. Sulla scia di San Gregorio Magno, San Tommaso dice che “Tutto ciò che ègiusto che il beato conosca riguardo a ciò che ci accade, anche per quel che riguarda i moti interiori del cuore, è fatto conoscere loro nella Parola: e soprattutto in merito alla loro posizione essi dovrebbero conoscere le preghiere che rivolgiamo loro con parole o pensieri; e di conseguenza le preghiere che noi eleviamo a loro arrivano loro mediante Manifestazione Divina”.

   La volontà di Dio è la causa delle cose: ed è anche causa di patroni e patronati. Dio ama tutte le sue creature, e le ama in tal modo da far si che essi partecipino alla sua divina bontà; Egli desidera ricevere preghiere e richieste delle sue creature razionali che partecipano in modo più perfetto alla sua divina bontà. Inoltre, egli deve rispondere alle preghiere e richieste dei patroni angelici che partecipano così perfettamente nella sua bontà!

   Dalla parte di Dio, allora, abbiamo i patroni perché Dio permette loro di diventare tali; e alcuni sono patroni superiori perché Dio li rende superiori.

   Dalla parte dei patroni stessi, è il grado di carità, specialmente, e il merito che determina la superiorità del patronato. Ciò lo apprendiamo da uno studio sul potere della preghiera nell'intercessione dei santi. L'efficacia della preghiera dei santi non è sempre la stessa ma dipende sia dalla loro unione con Dio per mezzo della carità, sia dai loro meriti in questa vita; e anche dall'accettazione di Dio delle loro preghiere e dei loro meriti. Le preghiere offerte per altri provengono dalla carità, dice San Tommaso e lmaggiore è la carità di qualcuno che prega e la sua unione con Dio, maggiore è l’efficacia delle preghiere."Poiché l'Ordine Divino è tale che gli esseri inferiori ricevono un eccesso dell'eccellenza del superiore, come l’aria riceve lo splendore del sole." Differenti angeli e santi possiedono una differenza di beatitudine, alcuni superiore e altri inferiore, perché vi è in essi una differenza di carità. Più vicina è una creatura alla fine quanto più perfetta essa è, più è vicino un angelo o un santo a Dio, più grande è la sua perfezione, più intima è la sua unione con Dio, più efficace sarà la sua preghiera, e più grande sarà il suo patronato.

   Gli angeli e i santi, come patroni, sono cause secondarie; il loro potere, la loro energia è da Dio che essi li ricevono come dalla loro fonte. Essi sono impotenti da soli; ma lavorando in unione con Dio, che è la Virtù stessa, essi producono effetti meravigliosi, "un centuplo". È un "centuplo" realizzato attraverso le preghiere di angeli e santi, ma non senza l'assistenza della Divina Provvidenza che le utilizza come cause secondarie o agenti, per realizzare il suo piano divino.

   Anche le nostre preghiere sono calcolate secondo la "legge dell'amore" per Dio, che è come uno standard divino per misurare tutte le forme di preghiera e intercessione - sia angeliche, dei santi, o degli esseri umani sulla terra. Inoltre, "la legge dell'amore" di Dio e la causa della preghiera, quell’atto di impetrazione per mezzo del quale gli angeli e i santi intercedono per noi. La carità richiede preghiere per far si che i benefici della Passione di Cristo siano applicati a ognuno.

   Anche il merito ha un ruolo nel patronato dei beati. Secondo il loro merito precedente, per esempio che i beati hanno guadagnato nel loro periodo della prova - gli angeli nel loro periodo della prova prima della beatitudine e i santi in questo mondo - i beati vengono ascoltati nelle loro preghiere di intercessione; il loro merito precedente serve adesso come fondamento per mezzo del quale essi impetrano per noi questa o quella grazia. La grazia ottenuta per mezzo delle preghiere dei beati non è l'unica che essi hanno meritato in questa vita (non parliamo delle preghiere di Cristo o della Santa Vergine); essi non hanno meritato quella grazia per noi, ma hanno meritato di essre ascoltati quando pregano per noi. La causa della grazia conferita non è dovuta al merito quale merito ma a una certa bontà trovata in qualcuno di impetrante che rende le sue preghiere degne di essere ascoltate ed esaudite. Se Pietro ricevesse una grazia per mezzo dell’ intercessione e dell’impetrazione di Santa Teresa di Lisieux, la grazia sarebbe conferita non perché Santa Teresa ha meritato quella grazia in questa vita ma perché ella ha meritato in questa vita che le sue preghiere venissero ascoltate in paradiso.

   È evidente che ci può essere una superiorità di patronati tra i beati nel paradiso, tra gli angeli e i santi, basata sulla carità e sui meriti precedenti.

   Dobbiamo notare che i beati che hanno più meriti degli altri possono intercedere più efficacemente per noi di coloro che ne hanno di meno, e più efficacemente di coloro che riteniamo santi superiori. I meriti maggiori generano una patronato superiore.

   Certamente, ciò che viene detto qui riguardo ai beati nei cieli include anche gli angeli, perché onoriamo in loro gli stessi tre doni soprannaturali che onoriamo nei santi, per esempio, grazia soprannaturale data da Dio; meriti soprannaturali ottenuti attraverso la corrispondenza con la grazia di Dio; Gloria nei cieli che è il premio o il risultato dei meriti ottenuti attraverso la corrispondenza con la grazia di Dio. Gli angeli non meritano la beatitudine per mezzo di qualche semplice azione naturale verso Dio ma per mezzo di un atto di soprannaturale virtù di carità che deriva dalla grazia. Ciò, tuttavia, non da una risposta soddisfacente alla questione riguardante la distinzione e la superiorità del patronato esercitato dagli angeli. La carità e il merito di cui abbiamo parlato sopra possono essere, o sono stati, acquisiti sia dagli angeli che dai santi, in un maggiore o minore grado, determinando dunque un maggiore o minore patronato. Ricordiamo qui anche le parole di Nostro Signore quando egli disse che i bambini della resurrezione "sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio" (Luca 20:36). Per mezzo del dono della grazia di Dio è possibile per gli uomini meritare la Gloria a un grado che può essere simile agli angeli, e può essere esaminato a fondo negli ordini degli angeli. Da questo particolare punto di vista, si può affermare che patronato degli angeli, come tale, sia maggiore di quello dei santi.

   C'è, tuttavia, qualcosa riguardo la natura degli angeli che, sembra contribuire in tal modo a fare del patronato angelico come un patronato distinto, e in un certo senso un patronato superiore.

   Parlando in modo assoluto, gli angeli sono superiori per natura dei beati nel paradiso che sono stati presi tra gli uomini. L'immagine di Dio è più perfetta negli angeli che negli uomini, perché la loro natura intellettuale è più perfetta. D’altra parte, il santo maggiore, preso tra gli uomini, conserva la sua natura umana per esempio, la sua anima è ancora un'anima umana, per quanto grande la sua gloria celeste. Per quel che riguarda la natura e il naturale, gli uomini non possono essere assunti negli ordini angelici; le loro distinzioni naturali rimarranno sempre. Per quanto alta sia la sua gloria, un santo umano è dunque un santo umano con limitazioni che derivano dalla sua natura umana.

   Gli angeli amministrano gli affari umani e gli esseri materiali secondo la legge "comune"; e se ai santi umani è permessa qualche attività amministrativa è solo grazie a una speciale dispensa o concessione di Dio. Secondo l'ordine di natura, un angelo occupa un posto tra l'uomo e Dio; pertanto, per mezzo della legge comune egli può indirettamente (ma estrinsecamente) influenzare la volontà e l'intelletto degli uomini sulla terra, "muovendo" la loro immaginazione i sensi; egli può usare metodi coercitivi con il diavolo; egli può "muovere" gli elementi materiali nel mondo. Una santo umano, d'altra parte, può solo realizzare una tale virtù di straordinario potere in aggiunta a quei poteri che egli possiede per natura.

   E’ precisamente in questo "moto" angelico di esseri umani e materiali, ordinario alle creature angeliche ma straordinario al santo umano, che troviamo una ragione e una base per distinguere il patronato degli angeli dal patronato dei santi. Nonostante le speciali dispense concesse da Dio in favore dei santi, questo potere naturale degli angeli di "muovere" gli uomini e i corpi materiali è distintamente un potere degli angeli. Dunque, è un tratto distintivo del loro patronato; e dà al loro patronato una certa superiorità sul patronato dei santi, sebbene non si possa definire necessariamente una superiorità totale.

   Sebbene il "moto" sia stato spiegato a lungo (cap. II, sez. 5), una ripetizione di alcune idee già considerate, più una considerazione di idee precedentemente non menzionate, ci può aiutare a capire la posizione sulla distinzione dei due patronati. Quali sono questi meravigliosi, sebbene non straordinari, modi in cui gli angeli possono naturalmente "muovere" gli esseri umani e i corpi materiali?

   Gli angeli agiscono sui nostri sensi esterni per influenzare l'azione umana, per informare e illuminare. L'angelo Raffaele assunse un corpo umano quando egli venne sulla terra per assistere il vecchio Tobia e suo figlio (libro di Tobia). In un'altra occasione, scrisse un angelo, sulle pareti della sala del banchetto, parole di condanna contro il Re malvagio, Baltasar; le parole scritte per mezzo di una visibile mano luminosa, ispirò terrore agli ospiti radunati lì (Daniele 5:5). Le Sacre Scritture ci forniscono molti esempi di angeli che illuminano gli uomini riguardo ai misteri divini o rivelando loro la volontà di Dio: per esempio, la profezia della nascita di Giovanni Battista, fatta da un angelo a Zaccaria (Luca 1:11-); l'annuncio alla vergine Maria che sarebbe diventata la madre del Verbo Incarnato da parte dell'angelo Gabriele (Luca 1:26-). "Muovendo" o influenzando un essere umano, interiormente o immaterialmente, gli angeli possono impiegare i fantasmi: essi colpiscono l'immaginazione, per es. per mezzo di sogni, come avvenne quando un angelo apparve a Giuseppe per istruirlo a lasciare l'Egitto con Maria e il bambino Gesù (Matteo 2:13).

   Sappiamo che gli angeli non sono ostacolati o impediti da sostanze corporali. Trovandosi in un posto definitivamente, un angelo può andare da un posto a un altro senza l'intervento spaziale; le posizioni intermedie tra un posto e un altro non lo trattengono, non lo ostacolano o lo ostruiscono. Ciò è notevole in quanto riguarda la sua natura angelica. La direzione nella quale egli va e la velocità del suo moto sono determinati dalla sua volontà.

   Un'osservazione finale riguardante il carattere del patronato angelico si deve fare sul ruolo speciale degli angeli nell'adempimento della Divina Provvidenza. La guida delle creature verso la loro propria fine appartiene, in primo luogo, alla Divina Provvidenza, a Dio stesso. Dio, tuttavia, può e fa uso di cause indirette o secondarie per l'adempimento del suo piano divino.[ E’ per mezzo delle creature intellettuali che sono governate le altre creature, e specialmente dagli angeli, che sono le più perfette delle creature intellettuali. "In quanto più perfetti prodotti di Dio, le forme pure (angeli) sono per natura idonei a partecipare più pienamente delle creature inferiori nella casuale interazione per mezzo della quale è raggiunto il bene dell'intero universo." E’ la sapienza divina, allora, che ha scelto gli angeli per governare sulle altre creature.

   Il ruolo avuto dagli angeli nell'aiutare l’uomo a ottenere la sua salvezza è descritta bene da Houck:

   "La gerarchia celeste ha un importante ruolo nella salvezza dell'uomo. Avendo doni e qualità superiori, gli angeli sono abili a prestare efficace assistenza all'uomo nella realizzazione del suo destino eterno. Tutti gli angeli hanno una straordinaria conoscenza e straordinari poteri. Anche gli angeli ordinari possiedono una conoscenza superiore delle questioni umane e delle cose fisiche. Gli spiriti angelici capiscono gli eventi nelle loro cause e nelle loro sostanze fisiche. Conoscendo la natura delle cose, essi allo stesso mondo capiscono le loro proprietà naturali. Essi conoscono le cose singolari come quelle universali."

   A ciò possiamo aggiungere lo speciale interessamento che gli angeli mostrano agli uomini nel loro ruolo di Angeli Custodi, non solo ad ogni persona individuale ma anche ai regni, alle nazioni, alle chiese, come indicato nelle parole delle Sacre Scritture (Daniele 11: 10) che parlano degli angeli custodi degli Ebrei, Persiani e Greci. La custodia, come un ufficio, secondo San Tommaso, viene disposta per illuminare per mezzo di istruzioni come al proprio ultimo e principale effetto. Nei suoi effetti secondari, viene disposta per tenere lontano i demoni e per la prevenzione dei mali spirituali e corporali.

   Se, per il momento, accantoniamo cosa gli angeli e i santi possono fare e diventare per mezzo del dono della grazia soprannaturale, e considerare principalmente ciò che è stato detto riguardo al "moto" angelico e il ruolo che gli angeli hanno nel governo divino delle creature, possiamo non concludere che il patronato degli angeli è un patronato distinto e, in un certo senso, superiore? Certamente i loro poteri naturali di “muovere” sono qualcosa di superiore ai poteri naturali dell'uomo; inoltre, il ruolo che essi hanno nel governo divino delle creature non è qualcosa che è ordinariamente e generalmente concesso ai santi. Queste considerazioni ci aiutano a riflettere sulla posizione centrale occupata dagli angeli, per es. tra Dio e gli uomini; essi sono inferiori a Dio "certamente" ma, in quanto angeli, sono naturalmente superiori agli uomini e a tutto ciò che è umano nei santi.

   Potrebbe sembrare chiaro, allora, che la nozione completa di patrono angelico include non solo l'aspetto di un'intercessore per mezzo della preghiera che è comune a tutti i patroni celesti, ma anche quelle speciali caratteristiche del patronato angelico, per es., il loro ruolo speciale nel governo divino del mondo e il loro potere di influenzare il mondo materiale attraverso il moto locale.

 

 

   Il significato di patrono potrebbe sembrare essere complessivamente espresso nella definizione che segue: un patrono celeste, teologicamente parlando, è un beato che è divinamente delegato dalla provvidenza e dal governo di Dio, , per assistere i fedeli in determinati luoghi o in particolari lavori (patroni particolari), o anche l'intera Chiesa (patroni universali), per mezzo solo della loro intercessione (santi che sono patroni), o anche col loro "moto" (patroni angelici).

 
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