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I VARI NOMI DEI DIAVOLI. DOMANDE A PADRE ANGELICO MOCCIA Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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mercoledì 15 luglio 2020

I VARI NOMI DEI DIAVOLIPadre Angelico Maria Moccia, sacerdote francescano ed ex esorcista del santuario di Pompei, rettore dell'Eremo di San Michele, Monte Sant'Angelo (diocesi di Pozzuoli), risponde alle domande di don Marcello Stanzione, svelando a quale momento di questo tempo è giunta la lotta tra il bene e il male.

Abbiamo parlato di Satana, poi di Lucifero, poi il diavolo ma c’è una differenza oppure si fa riferimento sempre dello stesso spirito? E’ possibile che il demonio si presenti sotto forma di persona?

RISPOSTA DI PADRE MOCCIA: “Sì, abbiamo parlato di lucifero...

 

...il cui orgoglio fece cadere l’angelo disgraziato, che è stato comparato a causa della sua luce alla stella del mattino. Come dice Isaia chiamandolo Lucifer figlio dell’aurora cf Is14,12 e che con tale nome di Lucifer i latini designavano la stella del mattino che è Venere, che nel firmamento è quella che appare più singolare sia alle prime ombre del Vespro e sia più affascinante alle prime luci dell’Aurora del mattino. Così nel senso mistico questa espressione di Is14,12: Lucifero, figlio dell’aurora nel contesto del Cap 14 di Isaia significa che la rovina di lucifero ebbe luogo nell’aurora, nello stesso principio della creazione. Quando al dire di Tertulliano, San Cipriano, San Basilio e San Bernardo, egli ebbe invidia che il figlio di Dio prendesse la natura umana; tanto da non sopportare di essere sottoposto all’uomo, lui, il più nobile, il più bello e il più intelligente degli angeli-, doveva sottostare all’unione ipostatica dell’uomo con il verbo: desiderò invece che quest’unione si realizzasse in Egli stesso. E negò di conoscere come suo superiore l’uomo fatto da Dio per l’Incarnazione, non avendo Dio voluto accogliere il suo desiderio, per cui si ribellò contro Cristo e trascinò con sé nella ribellione una moltitudine di angeli ribelli, di stelle del cielo cf Ap12,4. In realtà parlando qualche giorno fa, durante uno scontro con il diavolo il quale era un cherubino decaduto, ho avuto modo di capire che essi disprezzarono l’incarnazione per il fatto che questa impone come regnante alla natura angelica una creatura umana a loro inferiore, che era non tanto il Dio-Uomo, cioè Cristo che loro conoscevano essere persona divina e Figlio dell’uomo il quale mi diceva: “Era, è, e sarà”, ma che l’incarnazione imponeva loro di sottostare al potere della Sposa di Dio: la Vergine Maria, quale loro regnante e quale Regina degli angeli. Per cui mi diceva: “Io odio soprattutto lei, egli uomo per la persona divina è colui che era che è e sarà. Io sono stato a guardarlo da lontano mentre gli altri lo attaccavano sulla croce… io non ne sono stato capace” e piangeva mentre diceva questo, e allora ho capito che la sua incapacità a farlo doveva risiedere nella nobiltà della sua natura di Cherubino, come una sua debolezza, ma stava lì quel giorno perché trascinato dall’odio contro Dio e contro la Madonna. Altri demoni invece che erano con lui quel giorno, attraverso gli uomini chi nei piedi e chi nelle mani gli davano calci e pugni, altri con la bocca degli uomini lo schernivano dicendo: “Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla Croce” Mt 27,40, “Ha confidato in Dio, lo liberi lui ora, se gli vuol bene” Mt 27,43. Così per le suddette ragioni questo Lucifero si ribellò a Dio e lo avversò. E per questa avversione nelle scritture cf Lc10,18; Ap20,7 è chiamato anche satana, che significa avversario. Nell’Apocalisse 20,2 e chiamato poi dragone, serpente antico, diavolo e satana. Come si vede Lucifero ha molteplici nomi che indicano lo stesso diavolo, capeggiatore della rivolta. Serpente antico perché tentò nel paradiso terrestre Adamo ed Eva attraverso il serpente da cui parlava ai progenitori del genere umano cf Gn3,1-6; Sap2,23.

E’ chiamato diavolo con il cui temine si indica non solo lucifero, ma qualsiasi spirito immondo, da “dia” che significa “due”, e “bolus” che significa “morsa”, appunto perché uccide due cose, il corpo e l’anima. Invece secondo l’etimologia in greco diavolo si interpreta come “recluso all’ergastolo” e ciò gli si adatta, perché è stato incatenato e non ha il permesso di nuocere quanto vorrebbe. Con il termine demonio si vuole poi indicare quegli spiriti intelligenti cattivi che seguirono lucifero e sono nemici di Dio e degli uomini. Con tale nome cioè Daemon si vuole dire che sono intenditori di sangue o sanguinari, cioè intenditori di peccati di cui hanno sete e procacciano con la loro intelligenza. Poi abbiamo nelle scritture Belial che si interpreta come senza giogo o senza padrone, perché non vuole essere sottomesso. Poi Belzebù che viene interpretato come “l’uomo delle mosche” cioè delle anime peccatrici che abbandonano il loro vero sposo che è Cristo, mentre altri interpretano per Belzebù: il re delle mosche. Poi abbiamo il Leviatan di Isaia che significa accrescimento, perché lucifero promise accrescimento ad Adamo ed Eva in termini di divinità. Behemot cioè bestia, perché rende gli uomini bestiali. Mammona ecc.… Abbiamo capito dunque che con i termini di Lucifero, Satana, Serpente Antico, Dragone, si distingue Lucifero quale principe della rivolta, dai diavoli e demoni nomi che indicano la pluralità degli spiriti cattivi compreso lucifero. Gli altri nomi invece che esistono nella scrittura e che riguardano questi spiriti, ne descrivono la loro azione come il caso di Behemot o di Asmodeo che si interpreta come colui che fa il giudizio, perché a motivo di questo vizio fu fatto un terribile giudizio a proposito di Sodoma e di altre quattro città. Questi spiriti cattivi che agiscono nella vita dell’uomo, non sono solo certificati per la loro esistenza dalla scrittura e dalle possessioni diaboliche descritte nel N.T., ma nel corso dei secoli le nazioni pagane hanno creduto all’esistenza di geni, alcuni buoni altri cattivi, per la ragione che questi si manifestano agli uomini nei loro tempi. Da qui nacquero l’idolatria, il politeismo le pratiche superstiziose, la magia, la divinazione, ecc.… Questi spiriti cattivi attraverso i simulacri, le statue di idoli davano responsi, oracoli ai loro adoratori emettendo locuzioni verbali attraverso le statue che li rappresentavano. Come è riscontrabile nella vita di San Gregorio Taumaturgo, che per aver pregato tutta la notte in un santuario pagano, il giorno successivo, l’idolo rispose al sacerdote del tempio che lo aveva invocato che non poteva dare più oracoli in quel santuario in qualità di idolo, perché il luogo era stato contaminato dalla preghiera del Santo che aveva pregato in esso tutta la notte. I demoni hanno così ingannato nell’antichità i popoli pagani apparendo loro in visioni con più forme e parlando loro con locuzioni verbali. Per queste ragioni oggi si parla di miti e mitologia per l’antichità, mentre erano inganni di demoni. Il diavolo essendo puro spirito, può come gli angeli buoni della Scrittura, prendere sembianze umane e apparire sotto forma di persona agli uomini. Se l’Arcangelo Raffaele prese forma umana, com’è descritto nel libro di Tobia, non fa meraviglia che per la permissione di Dio uno spirito immondo prenda una forma umana, formando una visione, dando forma all’aria e alla luce che in essa è contenuta o modificare la realtà intervenendo sulla vista. Allora non fa problema comprendere come tanti uomini hanno avvistato negli incantesimi gli spiriti cattivi prendere le forme più immaginabili come quelle più volte visto dagli operatori dei Sabba o da quelli che vi hanno assistito. E cosa dire delle visioni diaboliche avute dai Santi, da quelle in cui il demonio ha preso forma di donne nude per tentare S. Antonio Abate o a quelle di uomini nudi per tentare S. Caterina da Siena o a quelle di persona umana per spaventare gli uomini, come nel caso di San Gerardo a Majella quando in piena notte e in piena tempesta il diavolo si frappose davanti al cavallo del santo per spaventarlo, e San Gerardo impavido e pieno di fede gli intimò di prendere la briglia del cavallo e aiutarlo a passare il fiume. Altre volte poi il demonio ha preso forme di bestie feroci o di mostri giganti come si ha modo di leggere nella vita di San Antonio Abate e in quella di San Pio da Pietrelcina, nelle magie poi si fa vedere in forma umana dalle persone toccate dall’incantesimo.

Ricordo quando ero rettore al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso nel Molise, un’intera famiglia che frequentava il Santuario, venne da me a lamentarsi della presenza di strani fenomeni che stavano avvenendo nella loro casa. Il figlio maschio di questa famiglia, mi rivelò: “Padre io vedo spesso il fuoco che gira intorno alle cornici dei quadri di casa”. La bambina invece mi disse: “Io vedo uomini neri che con catene di ferro fanno rumore vicino il muro del corridoio” e così ognuno raccontò ciò che vedeva.

Un’altra bambina quando stavo a Frattamaggiore, spaventata per quello che era successo la notte, mi disse: “Padre Angelico io ho paura. Stanotte il diavolo era ai piedi del letto mio e mi voleva fare il male, io ho avuto tanta paura che ho chiamato voi: “Angelico, aiutatemi!” e il diavolo ha avuto più para di me sentendo il vostro nome e gridando: no! Padre Angelico, no! Se n’è andato, scomparendo”.

Un’altra coppia di sposi erano le 4 della mattina e dormivano tranquilli stando nel loro letto, quando svegliati dal demonio che aveva preso forma umana con le corna in testa li spaventava prendendoli a frustate. Mi raccontarono che stettero tormentati per tutto il tempo che duro quella immane visione.

Ciò che sto per raccontare poi accadde tempo fa al marito di una mia figlia spirituale. Egli era giovane quando gli accadde questo episodio: spesso la sera litigava con la madre e un gatto nero si frapponeva tra i due stando in loro presenza. Quando una sera questo giovane, stufo di averlo sempre tra i piedi mentre litigava con la mamma, prese il ferro da stiro che era sul tavolo e colpì il gatto alla faccia: “Stai sempre in mezzo, vai via brutto gattaccio” disse scagliandoglielo addosso. La mattina successiva incontrando la signora che abitava nell’appartamento accanto, notò che la signora aveva in viso una grossa ferita con un enorme lividura. “Cosa avete alla faccia?” disse il giovane alla donna e questa: “Come non lo sai? Ieri sera mi hai lanciato il ferro da stiro in faccia, e mi hai detto stai sempre di mezzo! Ora perché ti meravigli?”.”.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 15 luglio 2020 )
 
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