|
Quando, verso la fine degli anni '60 le droghe irruppero nel mondo della musica rock,presero tutti un po'alla sprovvista (musicisti e pubblico)."Voglio morire prima di diventare vecchio", proclamavano i WHO nel loro hit generazionale "My Generation" (stesso titolo di un altro hit-inno,ma degli anni attuali, interpretato dai LIMP BIZKIT ), e a molti l'uso smodato di droghe sembrò uno dei modi migliori per "accelerare i tempi" (tra l'altro tutti i componenti dei WHO, eccetto il batterista Keith Moon di cui parleremo più avanti ed il bassista John Entwistle scomparso da poco, sono attualmente dei "quasi sessantenni" vivi e piu' in forma che mai!). Nacque così la filosofia rock dell'"autodistruzione" che consisteva, più o meno, nel bruciare la propria vita velocemente per arrivare alla morte evitando gli acciacchi della vecchiaia ed altri problemi correlati alla senilità e quindi felici (!).
Molte rockstar a quei tempi, ma qualcuno ancora oggi, aderirono a questa corrente di pensiero, che consisteva nello "spaccarsi"di tutto senza regole, ma in prospettiva la sola giustificazione teorica era insufficiente. Erano anche altri i fattori che concor revano a questo stato di cose: disinformazione totale, spirito di trasgressione, ingenuità e timidezza (vittime illustri come JIM MORRISON e JANIS JOPLIN, aldilà delle giustificazioni socio-politico-personali date ai loro abusi, hanno spesso ammesso che non sarebbero mai riusciti a salire su un palco"regolari", forse per motivi di insicurezza). Hashish, marijuana, amfetamine (pasticche eccitanti di cui facevano largo uso non solo varie bands durante i tour, ma anche i giovani mods) ma soprattutto l'eroina furono i "mezzi" principali usati dagli adepti della "self destruction theory" (ma anche l'alcol fece la sua parte, benché all'inizio venne usato solo come complemento). "Heroin" dei Velvet Underground di LOU REED, "Brown Sugar" dei ROLLING STONES e "Carmelita"di LINDA RONSTADT furono gli inni dedicati a questa droga che contribuirono non poco alla diffusione e alla miticizzazione della stessa. C'è da aggiungere inoltre anche l'uso di psicofarmaci come droga (barbiturici, ansioliti ci ecc.) mischiati con alcol e droghe varie, senza contare i vari mix di diverse droghe: famosa "la palla di fuoco" (Fireball, tra l'altro anche titolo di una nota canzone dei DEEP PURPLE) inventata dai ROLLING STONES e da loro consigliata a tutti i musicisti: una sniffata d'eroina seguita da una sniffata di cocaina seguita da un bel bicchiere di Whisky caldo, tipo punch (!) (p.s.: è risaputo che i componenti di questa band erano tra i più assidui frequentatori di lussuose cliniche private di disintossicazione).Abbiamo quindi un primo quadro che riguarda il "mito"dell'auto-distruzione di fine anni 60 basato su "mix"di varie sostanze (farmaci, droghe, alcol). Ma risulta mancante ancora un " ingrediente" fondamentale. LSD E ALLUCINOGENI : LA PSICHEDELIA Accanto alle droghe prese con spirito di "distruzione", ce ne furono altre considerate, invece, "costruttive", almeno nelle intenzioni dei consumatori.L'LSD (acido lisergico, comunemente "acido") venne inizialmente"consigliato" come ottimo mezzo per aumentare le possibilità percettive,come sostanza capace di "dilatare la mente" che permette di arrivare a statidi ultra-coscienza altamente esplicativi sia dal punto di vista filosoficoche psicologico. ALLEN GINSBERG, uno dei profeti dell'era beat, arrivò al punto di consigliarlo pubblicamente anche ai vari capi di Stato del periodo, con lo scopo di poter trovare soluzioni migliori e più veloci alle varie problematiche mondiali (!). Questa filosofia venne tradotta in musica da vari artisti del periodo: primi tra tutti i PINK FLOYD, poi i CREAM di JACK BRUCE ed ERIC CLAPTON, i VANILLA FUDGE, gli EXPERIENCE di JIMI HENDRIX (di cui parleremo più avanti) e tanti altri.Ma non fu solo l'acido la droga "costruttiva" del periodo. I BEATLES ammisero che per riuscire a portare avanti fisicamente i massacranti impegni(tours, passaggi televisivi, films, registrazioni, interviste ecc.) dovutial loro "status" non potevano fare a meno di dosi massicce di simpamina (per"stare su" psico-fisicamente) e di qualche "fumata" di hashish (per rilassarsi). Anche loro ebbero il loro periodo "lisergico", ma la cosa si limitò più o meno alla registrazione "allucinata" di qualche brano ("Lucy in the sky with diamonds", "Strawberry fields forever", "Sgt.Pepper's", "I'm the walrus") e poi tutto rientrò nei ranghi.In seguito "Cocaine", cover rock-blues di J.J.CALE resa famosa da ERIC CLAPTON nella sua versione, pubblicizzò l'utilità della cocaina ("fa bene","ti fa stare su", "con lei fai tutto bene" ci dice ERIC nel brano in questione), droga che prese anch'essa piede tra gli "addetti ai lavo ri" per motivi pratici, ma che per motivi di "prezzo" (non per niente è tuttora definita la "droga dei ricchi") non tutti se la potevano permettere, e piu' di qualcuno a motivo dell'uso della stessa è andato a finire sul lastrico.In questa "allegra atmosfera", tra droghe "costruttive" e distruttive, ma soprattutto tra "mixing" di droghe (sia "costruttive" che distruttive),farmaci e alcol, gli anni 60 piano piano se ne andarono, ed arrivarono gli anni 70. LA DURA REALTÀ JIMI HENDRIX, chitarrista e compositore. JANIS JOPLIN, cantante e polistrumentista. JIM MORRISON, cantante, front man e poeta. JOHN BONHAM(Led Zeppelin) e KEITH MOON (Who), batteristi. MAMA CASH (Mama's and Papa's), corista. BRIAN JONES (Rolling Stones), chitarrista e compositore.No, non è la formazione di un nuovo "super-gruppo" (tra l'altro le "super band" erano molto in vog a a quei tempi) ma la lista di alcune vittime illustri del rock negli anni 70. Molte di queste morti non hanno ancora una definizione certa, ma di sicuro c'è che tutti loro facevano uso smodato di stupefacenti, farmaci ed alcol e che le loro morti improvvise e premature sono strettamente legate all'uso di queste sostanze. "Essere giovani e famosi nello stesso tempo è troppo per un essere umano" diceva BRIAN JONES. "Sono famosa, ricca ed amo il mio lavoro. Eppure tutti i miei amori mi hanno sempre lasciata. Troverò mai un uomo che mi starà vicino per più di un mese?" si chiedeva JANIS JOPLIN. "Suonare con tre ragazzi di strada per uno di origine aristocratica come me è molto duro" confessava KEITH MOON. "Jim,dopo l'arresto, era diventato una bestia. L'alcol ormai l'aveva sfigurato"affermavano i DOORS, compagni di avventure di JIM MORRISON. "Jimi era un ragazzo timidissimo ed introverso, ma una volta sul palco si trasformava"dice MITCH MITCHELL, batterista di JIMI HENDRIX. Per q uanto queste morti siano tuttora avvolte nel mistero, e su molte si siano create delle vere e proprie leggende (Jim Morrison vivo e nascosto? Brian Jones assassinato da MICK JAGGER? Janis Joplin suicida? ecc.) risulta chiaro che l'abuso di sostanze stupefacenti da parte di questi personaggi abbia più a che fare con problemi personali ed insicurezze piuttosto che con strane filosofie. E la lunga lista di morti meno illustri e di gente "uscita fuori di testa" per sempre con l'LSD (trip significa viaggio, ma per molti è stato senza ritorno. Ci basti ricordare SYD BARRET dei PINK FLOYD, teorico della psichedelia scomparso, quasi dissoltosi da un giorno all'altro, la notizia della di cui morte è stata notificata da poco, dopo quasi 40 anni di mistero sulle sue vicende) non fa che confermare che il "male" rimane "male", anche se ci si costruiscono sopra filosofie elaborate. E GLI ALTRI? Non bisogna però pensare che tutti i gruppi nati negli anni 70 (dei quali molti sono tuttora in attività) abbiano aderito alla moda dell'uso degli stupefacenti. A parte i gruppi punk, cultori dell'uso di droga come ribellione socio-politica (JOE STRUMMER dei CLASH, anche lui scomparso di recente, che ha sempre affermato di doversi prendere ogni tanto un "acido per non dover pensare ai poteri politici asserviti alle multinazionali") e che ebbero in SID VICIOUS dei SEX PISTOLS il loro martire, molti rifiutarono le droghe apertamente, vedi grandi band come i DEEP PURPLE ("Come si fa a drogarsi per suonare? La musica è già una droga!" affermava in quel periodo il chitarrista RITCHIE BLACKMORE), i LED ZEPPELIN, che non furono mai espliciti in questo senso, che preferivano dedicarsi a pratiche esoteriche (come i BLACK SABBATH); e tutta l'onda di gruppi "colti" di rock classicheggiante (EMERSON,LAKE & PALMER, i GENESIS di PETER GABRIEL e PHIL COLLINS, gli YES, i JETHRO TULL) musicisti virtuosi e veri professionisti che si dedicavano all'esercizio della loro arte e all a composizione a tempo pieno, lasciando poco spazio ad altre "distrazioni". Anche nell'Hard Rock più "glam", genere notoriamente soggetto a certe tentazioni, troviamo gente come GENE SIMMONS, leader dei KISS, che afferma che l'unica cosa che adora sniffare è l'odore di......donna, o come BRIAN JOHNSON, cantante degli australiani AC/DC che ogni anno si fa una settimanella a Frascati per farsi "overdosi" di porchetta e vino e stare così a posto tutto l'anno (si ritiene fortunato, per questo, ad avere parenti nei Castelli Romani. E poi c'è chi sogna l'America!). IL DOPO "ANNI 70" Dietro questi fatti, molte situazioni si ridimensionarono un poco. Nell'ambito dei musicisti rock (così come dei seguaci) la droga non fu più un "must", ma ritornò ad essere un fatto personale: l'unico boom ufficiale del genere che si ricordi, derivato anche questo dalla fine degli anni 70, fu quello del reggae e del "fumo", preferibilmente erba giamaicana (ma anche il semplice hashi sh era ben accetto), promulgato dal profeta BOB MARLEY (in seguito morto anche lui,nell'81, ma per cause comunque indipendenti dall'uso di.......fumo). Per il resto, negli anni 80 e 90 troviamo band come i POLICE, i DEPECHE MODE, gli HEAVEN 17, gli HUMAN LEAGUE che problemi di uso di sostanze stupefacenti li hanno solo a livello soggettivo (STING dei POLICE per un po' è stato alcolizzato, DAVE GAHAN dei Depeche Mode ha avuto problemi di eroina, ma le rispettive bands erano fuori dal discorso), bands hard come i SAXON e i MANOWAR che,al contrario, diffondevano la filosofia della cultura fisica (muscoli bene in vista e niente droghe. Basti pensare che DAVID LEE ROTH, storico cantante del gruppo dei VAN HALEN, venne cacciato dalla band perché passava più tempo in palestra che in studio di registrazione!), o come i METALLICA e i NIRVANA, troppo impegnati nel portare avanti discorsi socio-politici per "afflosciarsi"con le droghe (il fatto che KURT COBAIN, morto suicida nel 1994, facesse uso di eroina e psico farmaci è stato da lui ufficialmente giustificato come lenitivo di fortissimi dolori allo stomaco, ma comunque non coinvolgeva ufficialmente la band). Stesso discorso, ma con l'interesse rivolto più alle filosofie orientali che alle lotte socio-politiche, vale per i DIRE STRAITS (band i cui brani sono tra i sottofondi più "gettonati",insieme a quelli dei PINK FLOYD e C.S.N.&Y., per le "fumate" di gruppo). I DURAN DURAN e gli SPANDAU BALLET, rivali in tutto, lo erano anche in questo senso: i Durans ammettevano l'uso di droghe, gli Spandau le rifiutavano.Resistono comunque le band "pro-drugs": MOTLEY CRUE e GUNS'N'ROSES (è loro un altro inno all'eroina, "Mr.Brownstone") sono due tra le band che hanno tenuto duro a lungo sul tema "sex, drugs e rock'n'roll", spesso rischiando anche la vita in nome del "mito" (NIKKI SIXX dei Motley ha avuto varie overdosi, SLASH dei Guns è alcolista dichiarato, senza contare i vari problemi fisico-legali che un po' tutti i compo nenti delle due bands hanno avuto per causa dell'uso di sostanze proibite). Consola, comunque, la lista dei tanti "rinnegati della droga": tra i più illustri MICK JAGGER ha affermato di fare uso, da anni, solo di .palestre, PAUL Mc CARTNEY si"carica", invece, con lo Yoga e addirittura ALLEN GINSBERG, profeta dell'LSD, ha di recente ritrattato tutto, ammettendo di aver preso"un'enorme cantonata". Più o meno tutti coloro che, a suo tempo, hanno fatto uso di droghe (CLAPTON, GAHAN, MARTI PELLOW dei Wet Wet Wet) hanno ammesso di stare meglio senza. Per tutti, ascoltiamo ciò che dice STEVEN TYLER,leader degli AEROSMITH, altra mitica band rock nota per gli abusi di droga:"Da quando ho smesso è una vacanza permanente ("Permanent vacation", come il titolo di un famoso album della band)! Ogni mattina ringrazio Dio di darmi un nuovo giorno a tempo di rock!". Amen!!! Paolo Del Prete (Miliziano di San Michele o Michaelista) |