La venerabile Lucia Mangano, quarta di nove figli, nacque a Trecastagni (Catania) da Nunzio e Giuseppina Sapienza, l8 aprile 1896. Nel dicembre 1914, all’età di 18 anni, fu colpita dalla febbre, detta (di Malta” che si protrasse per diversi anni, riducendola in uno stato di grave malattia. Lucia chiamò quella malattia “salutare”, anche perché coincise con la risoluzione di rendersi religiosa. Così nel novembre del 1925, insieme con altre compagne, entrò a far parte della Compagnia di Sant’Orsola nella comunità formatasi in San Giovanni La Punta, della quale divenne superiora. Morì il 16 novembre 1946. ...
Pierre de Bérulle ( 1575-1629) fu il caposcuola della cosiddetta scuola francese di spiritualità. Ma si deve all’opera dei suoi discepoli, tra cui Condren, Olier e Giovanni Eudes la diffusione e l’adattamento dei suoi insegnamenti che a causa della profondità del suo pensiero e la pesantezza del suo stile, erano difficilmente abbordabili. Lo studio e l’approfondimento dei mistici italiani e di quelli renanofiamminghi fu determinate per il giovane Bérulle. L’assoluto di Dio, la sua trascendenza e la sua santità, su cui insistono tanto questi autori mistici, contribuiscono molto a formare in Bérulle quel senso della grandezza di Dio e dell’adorazione che gli è dovuta, sentimento che lo caratterizzerà per tutta la sua vita: “ Bisogna anzitutto guardare a Dio e non a se stessi, e non agire affatto per lo sguardo e la ricerca di se stessi, ma per lo sguardo puro di Dio”. ...
In un’epoca di grandi cambiamenti, tra la fine del 1400 e la prima metà del 1500, si sviluppa la storia della Beata Caterina Mattei. Nata a Racconigi nel giugno del 1486 donerà totalmente la sua vita al Signore senza però esiliarsi dal mondo. Umile e povera terziaria domenicana ma anche consigliera di principi e marchesi. Morirà a Caramagna nel settembre del 1547 e dal febbraio del 1548 riposa a Garessio, nella chiesa del Gallo. Verrà poi beatificata da Papa Pio VII il 9 aprile del 1808: la festa della Beata Caterina da Racconigi si celebra il 4 settembre di ogni anno. ...
Nel primo inizio del tredicesimo secolo, viveva in Belgio Santa Maria d’Oignies che ebbe come biografo il cardinale Jacques de Vitry che la conosceva molto bene e che dice di lei; “Non passò quasi giorno e notte ch’ella non era stata visitata dagli angeli e dai santi che facevano la sua abituale conversazione”. Essi la incantavano con un dolce musica durante i suoi pasti ch’ella prendeva a pane ed acqua oppure durante le sue insonnie. Ella godeva normalmente della vista del suo angelo custode, che esigeva che lei prendesse un po’ di riposo e che la svegliava nell’ora della preghiera; ella gli obbediva in tutto come al sua abadessa. ...
Francesca, nata a Roma nel 1384 da nobile famiglia, aveva ricevuto un’educazione elevata, per una fanciulla del suo tempo. Si intendeva d’arte e di letteratura, e conosceva bene la Divina Commedia. A tredici anni si spossa con Lorenzo Ponziani, figlio di nobili romani che avevano un lussuoso palazzo in Trastevere presso la chiesa di Santa Cecilia. S’ inserisce molto bene nella nuova famiglia, stabilendo con tutti ottimi rapporti. Anche la cognata Vannozza, dopo averla osteggiata, si lascia conquistare dl suo amore e ne diviene fedele collaboratrice nelle opere a favore dei poveri. Ha tre figli, ma uno solo giunge all’età adulta. ...
All’inizio del diciassettesimo secolo, vive a Lima la peruviana Santa Rosa, del terz’ordine di San Domenico, che la Chiesa chiama il primo fiore di santità dell’America meridionale. I suoi rapporti con gli angeli furono messi in luce dal suo processo di canonizzazione, tanto che il pontefice Clemente X si espresse così nei suoi riguardi nella Bolla con la quale egli la fa salire agli onori degli altari.
“Dio inviò il suo angelo, che camminava davanti a Rosa, la custodiva visibilmente, per introdurla nel luogo ch’egli le aveva preparato. ...
Le apparizioni degli angeli non sono meno frequenti nell’esistenza degli anacoreti come in quella dei vergini e dei martiri. Questi uomini santi se ne vanno nel deserto per cercare, secondo l’espressione di Bossuet, una profondità sempre più profonda al fine di seppellirvi tutti i loro peccati; così separati dagli affanni degli uomini, essi godono della compagnia degli angeli. Il loro campo di visione si è ingrandito e si è purificato. Le realtà invisibili vi hanno preso posto sensibilmente: da una parte gli angeli, dall’altra i demoni riempiono le loro giornate e le loro veglie. ...
Si è svolto ieri sera in località Santa Maria La Nova il presepe Vivente di Pasqua in un contesto che riporta indietro nel tempo grandi e piccini. Tanti sono stati i figuranti che hanno dato il loro contributo con abiti che rappresentano la Palestina.
Dopo la Santa Messa celebrata dal parroco Don Marcello Stanzione la statua della Madonna della Neve è stata portata in processione nell’Oasi di San Michele, in cui è avvenuto un incontro tra Gesù risorto e la Madonna che annuncia la sua Resurrezzione. ...