| PADRE PIO E L’EUCARESTIA Di don Marcello Stanzione |
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| Scritto da Amministratore | |
| martedì 15 luglio 2025 | |
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Più volte gli dissi di levarsi un tantino più tardi; ma egli sempre mi rispondeva: “se fosse in mio potere, andrei a dire la Messa subito dopo mezzanotte”. Egli anelava l’ora della Santa Messa, quasi cervo sitibondo in cerca della fonte. Per lui la Messa era il centro della sua vita, perché era lì che riviveva tutta la passione di Gesù. Padre Eusebio Notte, che è stato vicino a padre Pio negli anni ’60, attesta: «L’Eucarestia era il centro della sua vita. Si alzava nel cuore della notte E cominciava la preparazione alla celebrazione della santa Messa. Più di una volta il desiderio era tanto grande che mi ha supplicato, perché lo accompagnassi all’altare prima dell’ora stabilita. E, quando gli facevo notare che non era quello l’orario fissato per la celebrazione della Messa, mi pregava che lo accompagnassi almeno in sacrestia: la vicinanza con Gesù sacramentato calmava la sua ansia». È significativa anche la testimonianza del superiore del convento nel 1960, padre Rosario da Aliminusa, il quale dichiara: «Viveva dell’Eucarestia. La celebrazione della Messa era il punto centrale della sua giornata la celebrava sempre intorno alle cinque e Dio solo sa quale preparazione vi premettesse, perché era sempre in piedi poco dopo la mezzanotte». Chi partecipava alla Messa celebrata da padre Pio, percepiva chiaramente la sua partecipazione attiva, al punto quasi di agonizzare e portare avanti il rito a fatica, dopo aver pronunciato ed essersi soffermato sulla formula della consacrazione: «Questo è il mio corpo…» prima, e: «Questo è il mio sangue…» dopo. Poi, nella santa Comunione, restava nell’estasi dell’incontro con Cristo. Tutto questo tra il silenzio e lo stupore delle persone presenti. Per meglio comprendere come padre Pio vivesse la Messa, riporto le domande e risposte di un colloquio avvenuto tra padre Tarcisio Zullo e il padre. «“Che cos’è la vostra Messa?” - “Tutto il Calvario. Tutto quello che Gesù ha sofferto nella sua passione inadeguatamente lo soffro anch’io per quanto ad umana creatura è possibile. È ciò contro ogni mio demerito e per sola sua bontà”. “Nel divin sacrificio prendete su di voi le nostre iniquità?”- “Non si può fare diversamente, poiché fa parte del divin sacrificio”. “È vero che durante la Messa soffrite il supplizio della coronazione di spine?” – “E lo metti in dubbio? Altrimenti l’immolazione non sarebbe completa”. “Durante la messa le punture della corona di spine e le ferite della flagellazione sono reali?” – Cosa intendi dire con questo? Gli effetti è certo che sono gli stessi”. “In quale momento soffrite la sete e l’abbandono?” – “Dopo la consacrazione”. “Dopo la comunione continuano le vostre sofferenze?” – “Si, ma sono sofferenze amorose”. “In questa unione Gesù non vi consola?” – “Si, ma non si cessa di stare sulla croce”. “Padre, non vi stancate a stare in piedi durante la santa messa?” – “Non sto in piedi, sto appeso”. “Dove posò l’ultimo sguardo Gesù morente?” – “Sulla Madre sua”. “E voi dove lo posate?” – “Sui fratelli d’esilio”. “Avete detto, Padre, che nella comunione la vittima muore. Nelle braccia della Madonna vi depongono?” – “Di san Francesco”». Parole preziose, queste, che ci danno la possibilità di percepire quanto avveniva non solo nell’anima di padre Pio, ma anche nel suo corpo. Di questa intima unione alla passione di Gesù, oltre alle stimmate, le sue lunghe pause e il profondo raccoglimento, c’erano altri segni più o meno visibili. La testimonianza ci arriva ancora una volta da padre Rosario, il quale così racconta: «Ho potuto assistere per più di tre anni alla Messa di padre Pio e posso affermare che durante la sua celebrazione il volto gli si trasformava, diventava luminoso, disteso, fresco, senza rughe! Non voglio dire che fosse luce soprannaturale e misteriosa, ma voglio semplicemente dire che il suo volto prendeva un atteggiamento sereno, splendente come quello di una persona pervasa da una grande gioia interiore. Era un volto dal quale traspariva la sua intima comunione con Dio. Del resto, non ricordo più a che proposito, Padre Pio mi diceva che, iniziata la Messa, egli non sentiva e non notava più nulla di quanto accadeva in chiesa intorno a lui». Sono molte anche le testimonianze che raccontano di come padre Pio durante la Messa fosse infiammato da un fuoco misterioso. Scrive padre Onorato Marcucci: «affermo che dopo la Messa la mano del padre era più calda, come se avesse la febbre». Di questo singolare fenomeno ci parlano molti altri confratelli che avevano avuto la possibilità di assisterlo durante la Messa, ma di particolare rilievo è quanto viene riportato nella Cronistoria del convento, in quanto è il padre stesso a parlare di questo fuoco di cui era acceso. Così riportava padre Costantino Capobianco: «25 dicembre 1957. Padre Pio oltre a presiedere la Messa di mezzanotte, ha celebrato subito dopo anche le altre due messe. A celebrazione ultimata si ritirava in cella accompagnato da padre Giustino da Lecce, da padre Agostino da Campolieto e da fra Daniele da San Giovanni Rotondo. Era molto stanco, ma gioviale come al solito e con gli occhi ridenti. Fra Daniele chi ha chiesto: “Padre, voglio portarvi la borsa dell’acqua calda?”. E padre Pio sorridendo: “Con tutto questo fuoco, che mi brucia, vuoi portarmene ancora altro?”». Altro aspetto significativo di questo rapporto con l’Eucarestia e la sua partecipazione alla Messa, era il tempo riservato al ringraziamento. Per padre Pio il modo migliore di rendere grazie a Dio, per avergli dato la grazia della partecipazione al sacrificio di Gesù e di aver fatto la comunione, era quello di ascoltare un’altra santa Messa. Difatti, dopo aver celebrato, era solito salire in convento per raccogliersi in preghiera nella cappella interna, dove ad aspettarlo c’era un sacerdote già pronto per celebrare la Messa. Questo ci fa capire quanto rispetto, quanta riverenza e quanto amore padre Pio avesse per la celebrazione della Messa.
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