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SUOR MARIA D’AGREDA E IL TESTAMENTO DI GESU’ Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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venerdì 15 agosto 2025

SUOR MARIA D’AGREDA E IL TESTAMENTO DI GESU’Proponiamo il Testamento che Gesù fece al Padre prima di pronunciare le sette parole dalla croce. Tratto dal libro LA MISTICA CITTA’ DI DIO (libro sesto capitolo XXII), della venerabile suor Maria di Gesù di Agreda dell’ordine delle Concezioniste Francescane.

La «Mistica Città di Dio» (vita della Madonna) fu iniziata nel 1637, pur ricevendo il plauso di re Filippo IV di Spagna e dei teologi da lui interpellati, l’opera, in parte già scritta, fu bruciata dall’autrice nel 1645, per ordine di un temporaneo confessore. Nel 1650, passata sotto la direzione spirituale di padre Andrea da Fuenmayor, ebbe l’ordine di riscrivere la vita della Madonna e anche la propria autobiografia, con la descrizione delle singolari grazie ricevute da Dio.  ...

 

 

L’opera fu completata nel 1660 e approvata poi nel 1686 dall’Inquisizione spagnola, proprio grazie al suo rigore teologico e ai suoi edificanti contenuti.

Il processo diocesano della sua causa di beatificazione si svolse a Tarazona, concludendosi il 23 settembre 1669. Il 21 novembre 1671 papa Clemente X approvò il processo e, il 28 gennaio 1673, procedette all’introduzione della causa, che segnava l’inizio della fase romana; secondo le normative del tempo, da allora suor Maria di Gesù ebbe il titolo di Venerabile.

 Nel 1774 la causa rimase bloccata fino al 1990, anno in cui è stato nominato un nuovo relatore. Ecco il Testamento: “Padre mio, e Dio eterno, Io ti riconosco e magnifico da questo albero della mia croce, e ti lodo con il sacrificio dei miei dolori, passione e morte, perché con l’unione Ipostatica alla persona Divina, che desti alla mia umanità, l’innalzasti alla suprema Dignità di essere Cristo, Dio e uomo ed unto della tua medesima Divinità.

Padre Eterno, ti magnifico per l’abbondanza di doni di grazie e gloria che dal primo istante della mia incarnazione comunicasti alla mia umanità e perché nel medesimo punto mi donasti il pieno dominio universale sopra tutte le creature, Re e Signore degli angeli e degli uomini affinché li governassi, premiando i buoni e castigando i cattivi, per tutto mi donasti il potere e le chiavi dal più alto dei cieli fino al più profondo delle caverne infernali e tutto mettesti nelle mie mani.

Adesso, Signore e Padre Eterno, che torno da questo mondo alla tua destra, per mezzo della mia morte di croce, e con la mia passione do compimento alla redenzione degli uomini, voglio, Dio mio, che la medesima croce sia il tribunale della giustizia e della misericordia.

Dalla mia venuta nel mondo ho cercato tutti i mortali, dal primo istante che presi carne umana ho lavorato per loro, patendo molestie, fatiche, vergogne, ignominie, obbrobri, flagelli, corona di spine e morte acerbissima di croce, ho pregato per tutti la tua immensa pietà con vigilie, digiuni, peregrinazioni, insegnando loro il cammino per giungere alla vita eterna; ed è mia volontà che tutti la conseguano, poiché per tutti l’ho meritata, senza esclusione di alcuno, e per tutti ho scritto la legge di grazia ed ho istituito la Chiesa per mezzo della quale si salvino.

Però con la nostra scienza, conosciamo, Dio e Padre mio, che per la malizia e scelleratezza degli uomini, non tutti vorranno la salvezza eterna e non tutti ricorreranno alla nostra misericordia e si incammineranno nella via che io ho aperto con le mie opere e la mia morte, ma persevereranno nel peccato fino alla loro totale rovina.

Giusto sei Signore e Padre mio, retti sono i tuoi giudizi e giusto è che, avendomi fatto Giudice dei vivi e dei morti, dei buoni e dei cattivi, io dia ai giusti il premio di avermi servito e seguito, ed ai peccatori il castigo per la loro perversa ostinazione, i primi abbiano parte con me ai miei beni e gli altri siano privi della mia eredità, poiché essi non vollero accettarla.

Adesso dunque Padre mio eterno, a nome tuo e mio dispongo per mia ultima volontà umana, che è conforme alla tua eterna e divina, e voglio che in primo luogo sia nominata la mia purissima madre, che mi diede l’essere umano, e la costituisco per mia unica erede universale di tutti i beni di natura, grazia e gloria, che sono miei, affinché essa ne sia Signora, con dominio assoluto di tutti e quei beni che in sé stessa può ricevere dalla grazia, come umana creatura, tutti glieli concedo e quelli di gloria glieli prometto e glieli riserbo a suo tempo, e voglio che gli angeli e gli uomini siano suoi e che in essi abbia il totale dominio e Signoria e che tutti la ubbidiscano e servano e i demoni la temano e le stiano soggetti e così facciano tutte le creature irragionevoli, i Cieli, le Stelle, i Pianeti, gli elementi, tutti i viventi, uccelli, pesci, animali, del tutto la faccio Signora, affinché tutti la santifichino e la glorifichino assieme a me.

Voglio infine che sia la Depositaria e la Dispensatrice di tutti i beni, che si racchiudono nei Cieli e nella terra, ciò che essa ordinerà e disporrà nella Chiesa con gli uomini miei figlioli, sarà confermato nel Cielo dalle tre Divine Persone, e tutto quello che domanderà per i mortali, adesso e per l’avvenire, e per sempre, lo concederemo a volontà e disposizione sua.

Agli Angeli, i quali ubbidirono la tua santa e giusta volontà; dichiaro che appartiene per tutta l’eternità il supremo Cielo per propria abitazione e con esso il gaudio della chiara visione e fruizione della nostra Divinità.

E voglio che la godano con il possederla interminabilmente con la nostra amicizia e compagnia, e gli comando che riconoscano per legittima Regina e Signora mia Madre e la servano, accompagnino ed assistano e la portino nelle loro mani in ogni luogo e tempo, ubbidendo alla sua autorità e a tutto quello che lei vorrà ordinare e comandare.

I demoni in quanto ribelli alla nostra perfetta e santa volontà  li scaccio ed allontano dalla nostra vista e compagnia e di nuovo li condanno all’eterna privazione della nostra amicizia e gloria, e della vista di mia Madre e dei Santi e dei Giusti miei amici, dispongo ed assegno loro come eterna abitazione il luogo più distante dal nostro Regno e Trono, che è il centro della terra, con le cave infernali, con la privazione della luce e dichiaro che questa è la loro parte ed eredità scelta dalla loro stessa superbia, ed ostinazione, per essersi elevati contro l’essere Divino e contro i precetti divini, ed in quelle cave di oscurità siano tormentati in eterno con inestinguibile fuoco.

Di tutta l’umana natura, con la pienezza di ogni mia volontà chiamo, eleggo e scelgo tutti i giusti e predestinati i quali per mezzo della mia grazia e a mia imitazione si salveranno facendo la mia volontà e ubbidendo alla mia santa legge: questi nomino eredi di tutte le mie promesse, misteri, benedizioni e tesori, della mia umiltà, mansuetudine, delle virtù dei miei divini doni e favori; della mia croce, dei miei travagli, obbrobri e disprezzi, povertà e nudità.

 Questa sia la loro parte ed eredità nella vita presente e mortale e, scegliendola con le buone opere, affinché facciano questo con allegrezza, gliela assegno come caparra della mia amicizia, avendo io stesso eletto queste cose per me stesso, e in più offro loro la mia protezione e difesa, le mie sante ispirazioni, i miei favori, i potenti aiuti, i miei doni, e la giustificazione secondo la loro disposizione ed amore, e per essi sarò Padre fratello ed amico e loro saranno miei figli e miei carissimi eletti e come figli li nomino eredi di tutti i meriti, e tesori senza nessuna limitazione da parte mia.

Voglio inoltre che partecipino della mia Santa Chiesa e dei sacramenti da cui possano ottenere tutto quanto si disporranno a ricevere, che possano recuperare la grazia qualora la dovessero perdere, ritornando alla mia amicizia, lavati copiosamente dal mio sangue, rinnovati in tutto e per tutto, per ogni cosa possano profittare dell’intercessione della mia santissima Madre e dei miei Santi, che essa li riconosca per figli e li protegga,; che i miei angeli li difendano e li guidino, li pongano sotto il loro patrocinio e li portino nelle loro mani, affinché non cadano e, se dovessero cadere, prontamente li rialzino.

Voglio infine che questi miei giusti e eletti siano superiori ai reprobi ed ai demoni, che li temano e siano loro soggetti tutti i miei nemici, che tutte le creature ragionevoli e irragionevoli li servano, che i cieli, i pianeti e gli Astri li conservino, che la terra li nutra e tutti gli animali li sostentino, le creature tutte che mi appartengono e servono, allo stesso modo appartengano e  servano anche a loro, come miei figli e amici, e sia la loro benedizione nella rugiada del cielo e nell’abbondanza della terra.

Voglio inoltre che la mia delizia sia nel dimorare con loro, comunicandogli i miei occulti misteri e conversando intimamente con loro nella mia Chiesa Militante sotto le specie del pane e del vino, come caparra e pegno infallibile dell’eterna felicità e gloria che loro prometto e di cui voglio farli partecipi ed eredi affinché ne godano con me nel cielo con gaudio ed allegrezza eterni.

Ai reprobi, benché siano stati creati per fine più alto, permetto che la loro eredità in questa vita mortale sia la concupiscenza della carne e degli occhi, e la superbia con tutti i suoi effetti, che si cibino e si sazino dell’arena della    terra, che sono le ricchezze, e della corruzione della carne e dei diletti, e del fumo della vanità e presunzione mondana

Per questi fini hanno lavorato e impiegato la loro volontà, a questo hanno rivolto i loro sensi, i doni, i benefici, che noi gli abbiamo dato.

Eleggendo l’inganno ed avendo in odio la verità, che ho insegnato nella mia santa legge, rinunziano a quella che ho scritto nei loro cuori e a quella che gli ho ispirato con la mia grazia; disprezzando la mia dottrina e i miei benefici, hanno ascoltato i miei nemici, amando la vanità e operando l’ingiustizia, seguendo l’ambizione e compiacendosi della vendetta, perseguitando i poveri e umiliando i giusti, oltraggiando i semplici e gli innocenti per la propria esaltazione.

E poiché operarono contro la bontà della nostra divinità e furono ostinati nella loro malizia Io li diseredo dalla mia amicizia a e dalla mia gloria, Io liquido la loro eredità con i beni transitori e terreni che loro stessi si scelsero, allontanandoli dalla nostra compagnia, da quella di mia Madre e dei Santi e degli Angeli, li condanno alle carceri infernali in compagnia di lucifero e dei demoni ai quali dovranno stare sottomessi e li privo per l’eternità di ogni speranza di rimedio.

Questa è, Padre mio, la sentenza che pronuncio come Giudice e capo degli uomini e degli Angeli, è il testamento che dispongo per la mia morte e per effetto della redenzione umana, dando a ciascuno ciò che per giustizia merita secondo le sue opere e per decreto della tua incomprensibile sapienza e secondo l’equità della tua rettissima giustizia.

Questo mistero restò chiuso nel Cuore di Maria Santissima come Testamento segreto, affinché per sua intercessione e disposizione fosse eseguito a suo tempo nella Chiesa.”

 

 

 
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