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SANTA ILDEGARDA E LA DIETETICA OLISTICA Di Cosimo Cicalese PDF Stampa E-mail
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sabato 01 novembre 2025

SANTA ILDEGARDA E LA DIETETICA OLISTICALa casa Editrice Sugarco ha stampato il libro di don Marcello Stanzione e della Dottoressa Alessandra  Corcelli Intitolato “ Santa Ildegarda di Bingen ispiratrice di una nuova dietetica olistica

Sant’Ildegarda, oltre ad aver ideato alcune terapie per la cura delle malattie più comuni, ha anche creato quello che, secondo lei, era un efficacissimo sistema per tenersi sempre in salute. Questo sistema passava attraverso un’alimentazione corretta: secondo la visione di Ildegarda, la prima grande disgrazia occorsa all’uomo era accaduta quando Adamo ed Eva avevano mangiato un frutto che, non gli aveva fatto tanto bene…e, da quel momento in poi, la situazione è drammaticamente precipitata. ...

 

La maggior parte dei mali che affliggono l’uomo – dice la badessa – sono conseguenza di un’alimentazione scorretta: o troppo sregolata, o non adatta al tuo organismo, o composta di cibi che di per sé sarebbero anche buoni, ma che tu mangi (o abbini) nel modo scorretto. Dunque, per conservarsi in un buono stato di salute, è importantissimo – secondo Ildegarda – mangiare cibi sani, cucinati in modo adatto, e portati in tavolo nelle quantità più adeguate.

Con sorprendente modernità, Santa Ildegarda aveva ideato una dieta che si muoveva proprio da questo assunto: tutti gli alimenti hanno delle proprietà “segrete”, che rimangono sconosciuti ai più. Noi moderni parliamo di “vitamine” e “minerali”: Ildegarda parlava genericamente di “subtilitas”, riferendosi a quell’insieme di qualità, proprie di un dato alimento, definite “sottili” proprio perché invisibili, quasi infinitesimali. Come faceva Ildegarda a conoscere la subtilitas dei vari alimenti? Gliela svelava Dio durante le visioni! Conoscere la subtilitas dei vari alimenti, cosi come Dio l’ha svelata a suor Ildegarda, ci sarà assolutamente indispensabile. Ildegarda sosteneva che gli alimenti si suddividessero sostanzialmente in quattro tipi: caldi, freddi, secchi o umidi. Si trattava di caratteristiche relative alle qualità nascoste degli alimenti, che potevano anche non aver alcun legame con la loro apparenza esteriore: cioè, non è che il minestrone fosse automaticamente un cibo caldo e umido. Il modo in cui l’alimento si presentava nel piatto non aveva alcun legame con la sua subtilitas. Scorrendo i testi di Ildegarda, scopriamo che ad esempio che i ceci sono caldi, la pera è abbastanza fredda, la prugna è pericolosamente umida e la carne di colombo è fin troppo secca. Conoscere la subtilitas degli alimenti permetteva di scegliere i cibi più adatti e/o di fare gli abbinamenti corretti: ad esempio, la lattuga è molto fredda e, consumata da sola, potrebbe danneggiare l’organismo: ma se viene marinata con l’aglio diventa un cibo consigliabile e anzi benefico.  

Una buona dieta, per essere efficace, dovrebbe rigorosamente essere personalizzata. Ad esempio, secondo Ildegarda, le persone adulte in buona salute farebbero bene a mangiare solo una volta al giorno, optando per una colazione esclusivamente liquida, un pasto principale verso mezzogiorno, e, nel caso, una piccola refezione serale “prima che cali il sole”, per permettere all’organismo di digerire il cibo con tutta calma. I bambini, i ragazzi e gli anziani dovrebbero invece fare una colazione abbondante di prima mattina, per poter iniziare subito la giornata con quello “sprint di energia” che il loro corpo non è ancora (o non è più) in grado di fornir loro in maniera adeguata.  

Secondo Ildegarda, una buona parte delle malattie sono causate da un’alimentazione scorretta; ma la malattia, secondo la badessa renana, non è solo una questione puramente organica. Particolari stati d’animo possono renderci particolarmente cagionevoli: essere cupi, tristi, affannati non giova affatto alla nostra salute. Come arginare i danni di una giornata storta? Ad esempio, cercando di sedersi a tavola solo ed esclusivamente con animo sereno, cercando di creare attorno a noi, in sala da pranzo, un’ambiente accogliente che induca al relax. Occhio anche alla temperatura della stanza: se pranziamo troppo vicini al fuoco, poi ci prende un coccolone appena ci alziamo da tavola e andiamo in un ambiente più freddo; se pranziamo in un ambiente troppo freddo, rischiamo di digerire male.

Dalla dieta di Ildegarda vanno assolutamente banditi gli alimenti crudi. Una adeguata cottura permette agli alimenti di “spurgarsi” di quegli umori cattivi che, altrimenti, farebbero danni una volta entrati nell’organismo. Con buona pace dei crudisti, consumare cibi crudi affatica la milza e addirittura il cuore (o quantomeno: cosi’ sostiene Ildegarda), e ogni boccone di cibo che ci entra in bocca dovrebbe assolutamente esser stato cotto in maniera adeguata. E visto che siamo arrivati all’amaro punto dei “divieti”, ecco altri alimenti dannosissimi che Ildegarda consiglia di bandire in maniera più assoluta: stiamo parlando di salmone, porri, fragole, pesche, lenticchie, carne di maiale, prugne e mirtilli.

Siamo grati ai due autori don Stanzione e la dottoressa Corcelli perché con questo loro testo hanno reso accessibile a tanti lettori alcuni dei numerosi rimedi dietetici della santa abadessa benedettina di Bingen.

 

 
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