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Nella spiritualità cattolica, ottobre e maggio sono i mesi del Rosario. Il Rosario era il mezzo con il quale padre Pio ringraziava la Madonna per la sua assistenza continua e allo stesso tempo chiedeva nuove grazie per continuare la sua missione di salvare e portare a Dio le anime. Chi ha conosciuto padre Pio lo ricorda sempre con la corona del rosario tra le mani. Padre Raffaele D’Addario afferma: «Era un uomo di preghiera: pregava in continuazione. La corona della Madonna sempre in mano, dovunque si trovava: in coro in cella, per i corridoi, a ricreazione, a refettorio, dappertutto! La lasciava soltanto per necessità: quando doveva prende qualche boccone alla refezione, per recitare l’Ufficio divino, per la celebrazione della S. Messa». ...
Per quanto riguarda il numero dei rosari recitati riporto una testimonianza di padre Carmelo Durante, il quale il 6 febbraio 1954 chiese a padre Pio quanti rosari avesse recitato durante la giornata. La risposta del padre ha dell’incredibile. «Pochi minuti fa (erano appena passate le ore ventuno), con due confratelli sono andato a dare la buonanotte al Padre. Lo abbiamo trovato quasi pronto per andare a letto, con una cuffietta in testa, che finiva in due lunghe bende, legate a nocca al collo, alle mani due mezzi guanti bianchi, una cintura all'abito. A porta semiaperta, padre Pio ha detto: “Devo dirmi altri due rosari, due e mezzo, e vado a letto”. Ed io: “Padre, per favore, quanti rosari ha detto oggi?”. Ed egli: “Beh, al mio Superiore devo dire la verità: ne ho detti trentaquattro”. E noi: “Come fa a dirne tanti?”. Ed egli: “... Ma questo non è per voi!”. Trentaquattro più due, = trentasei rosari in un giorno!!! “Sí, trentasei, interruppe un confratello: io già lo sapevo. Me lo aveva detto Lui!”». E per togliere ogni dubbio se parliamo di rosario di solo cinque poste o di tutte e quindici sentiamo quanto riportato dalla Cronistoria del convento. Leggiamo: «11 maggio 1955. Padre Tarcisio domanda a padre Pio: “Padre, quanti rosari recita al giorno alla Madonna?”. “Quando le cose non mi vanno male, 30 rosari riesco a recitarli”. “Ma di 5 o 15 poste?” “Che ci fai di 5 poste? Di quindici poste!” Anima bella continuamente assorta in Dio…». Non vi è dubbio che una tale quantità di rosari non si può spiegare se non con l’aiuto della grazia di Dio. Certamente bisogna ricorrere al carisma dello Spirito Santo, il quale conosce ben altre risorse che quelle, poverissime, della nostra natura, pertanto può estendere e moltiplicare le capacità interiori e l’attenzione dell’anima che vuole elevare a singolari altezze di preghiera. La cosa che spinge ad una più attenta riflessione è la capacita di non scivolare mai nel devozionismo intimistico, ma ha trasformato la preghiera in carità vissuta a piene mani. |