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BREVE STORIA DELLA MADONNA Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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domenica 30 novembre 2025

BREVE STORIA DELLA MADONNALa devozione alla Vergine, in particolare sotto il titolo di Madre del Buon Consiglio è uno dei punti forti della spiritualità mariana di papa Leone XIV. Nel Santuario di Genazzano c’è dunque una presenza misteriosa, ma viva e forte, che attira, commuove, avvince e trasforma il pellegrino. Veramente qui si sperimenta quando l’esperienza bimillenaria della Chiesa ha espresso in una espressione concisa: a Gesù si arriva attraverso Maria: “Ad Jesum per Mariam”. E Maria nel corso dei secoli, ha scelto un’infinità di luoghi, come Genazzano, per esercitare questa sua mediazione. Chi può contare l’infinità di Santuari mariani sparsi nel mondo! E sotto un’infinità di titoli, è sempre Lei la Venerata, sempre Lei l’invocata, l’Unica Madre di Dio e nostra: Maria!  ...

 

 

Come mai Ella è così presente, qual è il suo ruolo nella salvezza dell’uomo?

Nel libro della Genesi leggiamo: “Il Signore disse al serpente: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua. Questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. Nel piano di Dio c’è una Donna che avrà una parte insostituibile nella salvezza per la sconfitta del maligno. Questa Donna è Maria, la Madre di Gesù. La Vergine col suo piede, sta per schiacciare la sua testa, ma il piccolo piede di Gesù preme sul piede della Madonna, e gli dà la forza necessaria per calpestare il nemico.

E’ Gesù il Salvatore dell’umanità, la sua morte redentrice libera tutto il creato dalla soggezione al Maligno: “solo in Lui c’è la salvezza”, afferma san Pietro!

Ma non è possibile pensare a Gesù uomo senza tener presente Maria di Nazareth che, col suo “Sì” ha dato la sua carne al Verbo di Dio che diventa uomo. La Madonna è nel piano di Dio, nel Consiglio di Dio!

Poiché Maria ben lungi dal non essere che una semplice ragazza di Nazareth, che, un giorno, ricevette uno strano annuncio da parte di un angelo, così come si ha l’abitudine, purtroppo, di presentarla in troppi numerosi testi di catechesi e omiletica contemporanea, Maria è ben altra cosa … Ma per misurare questa straordinaria dignità della Madre di Dio, senza dubbio conviene dare, prima di tutto, alcune spiegazioni riguardo il disegno divino sulla Vergine.

      Quando Dio concepì il progetto di creare l’uomo, per impiegare qui un modo tutto umano di esprimersi (poiché è ben evidente che in Dio, non vi è né tempo né progetto, ma che tutto esiste nell’Eterno Presente), egli pensò, del tutto naturalmente, a se stesso, alla sua propria Parola Creatrice …

      “Ed il Verbo si è fatto Carne” scrive l’apostolo Giovanni all’inizio del suo Vangelo. Il Verbo, la Parola Creatrice di Dio, ha assunto una natura umana. Questa Parola è diventato “Uomo”. Ed è così il primo uomo che sia stato concepito nel seno del Padre. E’ dunque sua “Immagine”: “Facciamo dunque l’uomo a nostra immagine” dice Dio nel Libro della Genesi. Quelli che noi chiamiamo Adamo ed Eva, cioè “l’Uomo” e “la Vivente”, non sono finalmente che delle rassomiglianze di questa “immagine di Dio”. Essi sono creati sullo stesso modello, essi sono “a rassomiglianza dell’Immagine di Dio”. “Facciamo l’uomo a nostra Immagine ed a nostra Rassomiglianza” dice Dio.

      E quando i tempi furono compiuti, nella pienezza dei tempi, questa Parola prese Carne. Essa assunse un Nome che era nello stesso tempo la sua caratteristica: si chiamò “Gesù”, cioè: “Salvatore”.

      San Tommaso d’Aquino dice che se il peccato delle origini non fosse stato commesso, il Figlio di Dio non sarebbe mai disceso sulla nostra Terra, poiché la Redenzione sarebbe stata, fin da allora, inutile. “Felice colpa che ci valse un tale Redentore!”. Ma, al contrario, il teologo Duns Scoto pretende che anche se questa colpa originale non avesse intaccato la natura umana, il Figlio di Dio si sarebbe comunque incarnato, per necessità d’amore, poiché è ben evidente che si vuol sempre condividere la vita di quelli che si ama. D’altronde, se la Parola di Dio è il modello sul quale noi siamo stati creati, poiché san Paolo ci dice che è in Lui che noi abbiamo la vita e l’Essere, è tutto così evidente che occorreva che il Figlio di Dio venisse sulla terra a condividere la nostra vita … Trovando questo mondo rotto e distrutto dal peccato, separato da Dio, la sua venuta è dunque diventata “redentrice”. Attualmente, la Chiesa segue questa opinione ed abbandona la tesi Tomista.

       Ma, venendo sulla Terra, questa Parola di Dio assunse una natura “maschile”: Gesù è un uomo. Come pure, con lo stesso atto, il Padre creò la “Donna”, la “Madre”, “la Sposa”, Quella che si vede, nel Libro della Genesi, essere incaricata di schiacciare la testa troppo orgogliosa del serpente: “La Donna ti schiaccerà la testa” dice Dio, Ma questa Donna, nessuno ancora sapeva chi fosse.

      La Regina Giuditta ne fu una prefigurazione. Salvando il suo popolo dall’oppressione degli Assiri, uccidendo il generale Oloferne, ella fu salutata dai sacerdoti del tempio di Gerusalemme: “Tu sei la Gloria di Gerusalemme, tu sei il supremo orgoglio d’Israele, tu sei il grande onore della nostra razza!” (Giuditta 15,9). Ed ecco che la Chiesa, assicurata in permanenza dell’assistenza del tutto speciale dello Spirito Santo, ha consacrato queste tre frasi nell’Ufficio della Liturgia delle Ore celebrato in onore della Vergine Maria.

      Questa Donna venne sulla Terra. Fu inserita in una linea umana, lei, la tutta pura, preservata fin dall’inizio dalla macchia originale, in vista della missione che doveva essere la sua, missione che era prevista fin dall’inizio, quella di mettere al mondo il Verbo di Dio dandogli il suo corpo, ella che fu, si potrebbe dire, come “programmata” per dare la luce al Figlio di Dio, per diventare la Madre di Colui che veniva in questo mondo. Maria nacque e crebbe sulla nostra Terra …

      Ella era tutta immersa in Dio, provando le stesse difficoltà di ognuno di noi, ma non potendo mai soccombere tanto ella vedeva la perfezione di Dio. Che dovesse soffrire, d’altronde, allo spettacolo affliggente del peccato che si commetteva intorno a Lei e sotto i suoi occhi!

      Quando, avendo ricevuto dall’angelo quell’annuncio che ella stava per mettere al mondo il Figlio di Dio, che stava per compiersi quello per cui ella era stata scelta fin dall’inizio, Maria se ne andò da sua cugina Elisabetta. Ed Elisabetta, spinta dallo Spirito Santo, le disse: “Maria, tu sei benedetta tra tutte le donne!” cioè, molto semplicemente: “in mezzo a tutte le donne, Maria, tu sei benedetta, tu sei la “Donna” .

      E quando, all’inizio della vita pubblica di Gesù, ella accompagnò suo Figlio alle nozze di Cana, Gesù rispose alla richiesta di sua Madre che gli segnalava che il vino stava per finire: “Donna, che c’è tra te e me? … “.

      Egli la chiama “Donna”, le dà il suo nome di Eternità, poiché Maria è “la Donna” … Egli la chiamerà ancora con questo nome sul Calvario quando dirà a sua Madre, designandole il giovane apostolo Giovanni: “Donna, ecco tuo figlio … “. Maria la “Donna … “.

     E la si vede infine, in quella sublime visione dell’apostolo, a Patmos, questa “Donna vestita di sole, la luna sotto i suoi pedi, e sulla testa una corona di dodici stelle …” (Apocalisse 12,1).

      Ma … “Egli è venuto a casa sua, dice san Giovanni, nel suo prologo al vangelo, ed i suoi non l’hanno accolto …” (Gv. 1,11).

      Poiché noi siamo totalmente immersi nella nostra miseria e nel nostro peccato, totalmente ciechi dall’orgoglio e dall’indifferenza e non sappiamo accogliere il Figlio di Dio nelle nostre vite. E’ per incitare quei poveri uomini che siamo che Dio, in un’ultima misericordia, ci invia il suo Messaggero … la Donna … sua Madre.

Ecco che io vi invio il mio Messaggero, perché spazzi una strada davanti al mio volto. E subito, egli entrerà nel suo Santuario, il Signore che voi cercate; e l’Angelo dell’Alleanza che voi desiderate, eccolo che viene!” (Malachia 3,1).

Le manifestazioni della Madonna sulla nostra Terra non hanno altro scopo. Ma, noi lo sappiamo bene, il caso non può esistere. Tutti gli eventi che si svolgono, obbediscono ad un piano ben definito della Provvidenza Divina. Fin dall’istante della Creazione, Dio vide che l’uomo, utilizzando molto male la libertà che Egli gli aveva dato, doveva allontanarsi sa Lui. Vide anche che occorrerebbe, venuto il momento, riscattarlo, e che la sua Parola sarebbe giustamente questa Vittima Propiziatrice. Vide anche Quella che sarebbe la collaboratrice del suo Figlio in quest’opera di redenzione, la Donna, Madre di Gesù, la Sposa dello Spirito Santo, Quella che è, come lo diceva lei stessa, “nella Trinità Divina”. E Dio “programmò” tutto anche le differenti manifestazioni di Maria sulla nostra terra ribelle. Sì, tutto era previsto dall’inizio! …

      Non è facile ricostruire la storia della Madonna, perché i testi evangelici sono molto scarni, bisogna ricorrere al silenzio dei vangeli apocrifi. Ogni carta di identità anagrafica inizia con un nome, una data e un luogo. Non così quella di Maria.

Da chi è nata la Madonna? Il Vangelo non lo dice.

E’ la Tradizione che identifica e presenta i suoi genitori nelle persone dei santi Gioacchino e Anna. La loro vita era simile a quella dei genitori del Battista: erano anziani e sterili. Un angelo avrebbe annunciato loro la nascita di una bimba. Gioacchino e Anna sono sposi sereni. La loro serenità è fondata sul sorriso di Dio e dell’amore. Solo che, a un certo punto, la loro casa comincia a diventare triste. A poco a poco vi subentra ombra, freddo, solitudine, tristezza. A primavera, nel giardino, tutte le piante hanno un fiore, anche la vecchia vite. Solo essi non avvertono il soffio della vita. Su di un ramo che trema al vento di aprile è appreso un nido. Ogni tanto, la madre va a scaldare con il tepore delle ali i piccoli, mentre il padre vola per il cielo alla ricerca di cibo per la famigliola pennuta. Entrambi guardano a lungo tale scena. A un certo punto, i loro occhi s’incrociano e tristemente si abbassano – perché una casa senza bimbi è come un nido vuoto! Allora essi rivolgono a Dio una preghiera e fanno anche una promessa. Dicono : “Signore togli da noi la vergogna della sterilità e noi ti consacreremo la creatura che ci darai”. Dio li esaudisce. Anna avverta un altro cuore battere accanto al suo.

Quando è nata la Madonna? Con una ricerca abbastanza semplice, possiamo essere quasi certi che negli anni ’80 del secolo 20° è caduto il secondo millennio della nascita di Maria di Nazareth. Nei primi giorni del mese di Tirsi (= l’8 settembre). A mano a mano che per Anna si avvicinava il giorno del parto, un brivido di dolcezza le corre per le vene. E, finalmente, il giorno arriva: alla presenza di qualche amica /parente/conoscente, nasce, Maria. Spunta il fiore della felicità promesso da Dio e atteso per secoli. Nasce l’Immacolata, la Madre del redentore, la Piena di grazia, la Benedetta fra le donne, la Beata tra le genti. Compare “la Donna vestita di sole, con la luna ai suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle” (Ap 12).

Dov’è nata la Madonna? Ci sono diverse tradizioni e ognuna ha le sue buone ragioni. Una tradizione la dice nata a Sephoris (nella regione del Carmelo); all’epoca, capitale della bassa Galilea e oggi piccolo villaggio musulmano. Se così fosse, la Madonna sarebbe “Il Fiore del Carmelo”. Un’altra tradizione la dice nata a Betlemme. questo spiegherebbe il perché del viaggio, al momento del censimento e del parto: forse lì avevano dei parenti. Un’altra la dice nata a Nazareth.

Una lapide sulla facciata della santa Casa a Loreto lo afferma: “Qui Maria venne alla luce”. Un’altra tradizione, infine, la dice nata a Gerusalemme. Sembra la tradizione più antica e probabile. Infatti, a Gerusalemme, nei pressi dei resti della famosa piscina probatica, viene indicata la chiesa di sant’Anna, quasi certamente sorta ove era la casa dei suoi genitori. Mentre è incerto il luogo della nascita (= Sephoris/Betlemme/Nazareth/Gerusalemme), quello della sua residenza è legato a un oscuro villaggio della Palestina: Nazareth.

La Madonna ha un nome comune tra le donne contemporanee: Maria. Nell’Antico Testamento è portato solo dalla sorella di Mosè. Nella primitiva Comunità cristiana, ci sono almeno sei donne con questo nome: Maria Maddalena, Maria sorella di Lazzaro, Maria di Cleofa, Maria madre di Giacomo, Maria madre di Giovanni Marco e un’altra Maria di cui parla san Paolo (Rm. 16,6).

Riguardo all’importanza del nome “Maria” occorre sottolineare che per l’uomo della Bibbia, il nome è il segno rivelatore della persona che lo porta e ha un legame profondo con l’essere. Pronunciare il nome di una persona significa rivelarne la natura, scoprirne il mistero. Infatti, nella Bibbia e nella Tradizione semitica, i nomi delle persone hanno sempre un senso preciso legato alle circostanze della nascita o al temperamento della persona. Ci sono persino nomi di animali, di piante e nomi con evidente portata simbolica. Così, ad esempio, Noemi significa “mia dolcezza”, Rebecca “mucca”, Tamar “palmeto”, Susanna “giglio”, Habacuc “basilico”, Teofilo “amico di Dio”, Michele “Chi è come Dio”, Gesù “Salvatore”.

Perché è chiamata “Maria”?

Alcuni dicono che sia stato un coro di angeli a portare nella sua casa tale nome scritto su di uno scudo. Per altri autori invece un angelo avrebbe scritto a caratteri d’oro tale nome su una parete della santa Casa. Altri, infine, dicono che sarebbe stato lo stesso Dio che – dall’eternità –come ha pensato alla mamma del Figlio suo, così avrebbe pensato anche al suo nome.

Non risulta che Maria fosse di famiglia nobile o illustre o potente. Le cronache del tempo, che si occupavano di queste cose, l’avrebbero certamente tramandato. Di Maria conosciamo soltanto il nome, un nome che viene voglia di dire, di ripetere perché armonioso, soprattutto nella sua lingua originaria: “Myriam”. Maria, ancora oggi, è un nome molto diffuso, uno dei più pronunciati, nome che sentiamo balbettare dai bambini, ripetere gioiosamente dai ragazzi, pregare dagli adulti, invocare dagli anziani e dai morenti.

Qual è il significato del nome “Maria”?

Quando Adamo impose il nome agli animali, lo impose considerando l’intima essenza di chi doveva portarlo. Ad esempio: chiama asino un animale lento e cocciuto; chiama cavallo un animale agile e veloce…nella tradizione ebraica, l’imposizione del nome costituisce un atto solenne e decisivo. Basti leggere, quanto avvenne in casa di Zaccaria, al momento dell’imposizione del nome al piccolo Giovanni Battista (Lc 1,57). Se dunque il nome possiede un suo fascino – perché racchiude quasi il mistero di chi lo porta, ne svela la natura e le qualità, ne denuncia il destino – è importante scoprire il significato del nome Maria. Nulla sappiamo delle discussioni in casa dei suoi – se discussioni ci furono – al momento dell’imposizione del nome. Inoltre gli studiosi forniscono una sessantina d’interpretazioni etimologiche riguardo al nome Maria. E quando le risposte a un interrogativo sono eccessive è quasi come non saperne nulla.

Forse la più esatta interpretazione è questa: Maria = “Amata da Dio”. Risulterebbe da due radici, una egiziana: “Myr” = Amata; l’altra ebraica “Yam” = Dio (=abbreviazione di Yaweh). Tale significato si adatta in maniera stupenda alla persona di Maria. Certo, non possiamo trascurare altri significati quali ad esempio: “Signora, Eccelsa, Mare amaro, Orto mai violato, Giglio tra le spine, Sorgente inesauribile, Stella del mare”… A questo punto, però ognuno ha il diritto di conferire al nome “Maria” il significato che più gli è caro, per il semplice fatto che le realtà più profonde restano indefinibili. Lasciando agli specialisti il compito di precisarne meglio il significato, a noi basta che il nome Maria risuoni nelle pareti più sensibili del nostro essere e risvegli nostalgie segrete, richiami profondi.

Il nome Maria è un nome che non mette soggezione. Noi lo pronunciamo tantissime volte. A volte, pare di scoprirlo, di inventarlo per la prima volta. E’ il nome che svela tutto l’incanto di quest’eccelsa creatura umana che è stata capace di contenere l’Assoluto, l’Infinito.

Maria è un nome che consente di considerare nostra vicina di casa, e di renderci conto che le sue giornate sono identiche alle nostre. Osservandola, ci convinciamo che il capolavoro della vita si realizza durante le occupazioni più comuni. Non esiste l’ora dei grandi avvenimenti. Lei ha accolto, custodito e lasciato crescere il Seme più fecondo, non durante ore particolarmente solenni, ma nel corso di quel tempo “ordinario” che Dio regala quotidianamente pure a noi. Maria è un nome che suggerisce vicinanza. Siamo certi di non infastidire la Madonna se bussiamo frequentemente alla sua porta, come si fa con la vicina sempre disponibile. Lei è abilitata a farlo perché è “onnipotente – per – grazia”. E poi, basta pronunciare il suo nome per avere la certezza di ricevere almeno il prestito di quelle cose che ci mancano. Pronunciano allora il nome “Maria” come si mastica un frutto saporito che non delude le attese, che sazia la fame e la sete e fornisce le sostanze vitali. Continuare a invocare il nome della Madonna per dirle grazie. Se c’è una colpa, è del nome “Maria”: un nome che suggerisce vicinanza.

Maria è un nome per tutti i tempi. E’ un nome antico e sempre nuovo, che non lascia nessun indifferente.

Maria è un nome per tutte le situazioni: per la gioia e il dolore, per la salute e la malattia, per la vita e la morte. E’ un nome che rimanda a chi è la fonte dell’amore. Oggi si parla troppo di amore, fino all’ossessione, al punto da non sapere più che cosa significa e se ancora significa qualcosa, e dimentichiamo che l’amore, prima di essere amante, è amato, è accoglienza di chi è Amore e che ci ama per primo, da sempre, ancor prima del nostro esistere.

Ci chiediamo come Gesù come chiama sua Madre?

Non lo sappiamo! Un paio di volte la dice: “Donna”. Probabilmente la chiamava mamma. Nome dolce, misterioso. Invece, tutte le generazioni la proclamano “Beata”: questo bel titolo a lei conviene, a lei si addice, per non averlo detto “no” prima di sapere a Chi e per che cosa. Nel fonte Battesimale del Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano spicca, caso più unico che raro, una meravigliosa Madonna del XV secolo. Qualcuno può chiedersi che senso può avere la presenza della Madonna in un Battistero, dal momento che è alla Chiesa che Cristo ha lasciato il potere di rigenerare i Cristiani.

Quella della Chiesa è una Maternità sacramentale, perché è il Battesimo che la rende madre. Difatti questo sacramento segna una nuova nascita, per chi lo riceve. E’ il sacramento della rigenerazione di cui Gesù parlava a Nicodemo. “L’acqua del Battesimo è il Seno della Chiesa Madre!”, afferma con immagine stupenda Agostino. Ma la maternità non si limita alla sola generazione. La mamma deve amare i propri figli, nutrirli, aver cura, soffrire e gioire con loro: in una parola seguirli sempre, amorevolmente e teneramente. E tutto questo si verifica pienamente nella Chiesa. E’ la Chiesa Madre che collabora all’effusione dello Spirito nei battezzati, con la carità dei singoli cristiani. E’ la Santa Chiesa che ha l’Eucarestia, nostro pane quotidiano celeste, necessario come il pane terrestre; è lei che, con preghiere, digiuni e gemiti chiama i lontani, si rallegra per i ritrovati. E, dunque, che ti giova- osserva sant’Agostino –che ti giova non offendere il Padre, quanto questi vendica l’offesa che Tu hai arrecato alla Madre Chiesa! La Vergine è congiunta nella stirpe di Adamo con tutti gli uomini bisognosi di salvezza, anzi è veramente Madre delle membra…perché cooperò alla nascita dei fedeli della Chiesa, i quali di quel Capo sono le membra. Per questo…la Chiesa cattolica, edotta dallo Spirito Santo, con affetto di pietà filiale, la venera come Madre amatissima…Non pochi Padri della Chiesa…fatto il paragone con Eva, chiamano Maria “Madre dei viventi”. Dire Eva è dire la Madre di tutti. La sua è una maternità universale! Ma sin da primissima tempi Maria viene presentata come nuova evoca. Ricordiamo ancora una volta le parole di Dio contro il serpente: “Io porrò inimicizia tra te e alla donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe. Questa si schiaccerà la testa. Continua il Vaticano II: “Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione coll’obbedienza di Maria; ciò che la Vergne Eva legò con la sua incredulità, la vergine Maria sciolse con la fede…La morte per mezzo di Eva, la vita per mezzo di Maria.

Entrambe sono Madri: Eva dei viventi, Maria dei redenti; e è per tutt’e due tale maternità è universale. Ecco perché i Padri conciliari accolsero con intima gioia, le solenni parole di Paolo VI: “A gloria della Vergine e nostro conforto, Noi proclamiamo Maria santissima Madre della Chiesa, cioè di tutto il Popolo di Dio, tanto dei Fedeli quanto dei pastori, che la chiamano Madre amorosissima. E vogliamo che con tale titolo d’ora innanzi la Vergine venga ancora più onorata e invocata da tutto il popolo cristiano. Questo titolo accomuna Maria e la Chiesa nel loro ruolo di Madre per ogni credente.

Questo titolo accomuna al parto della Vergine- chiede Agostino ai suoi fedeli –dal momento che siete membra di Cristo? Maria partorì il vostro capo, la chiesa ha portato voi. La chiesa partorisce i popoli: ma essi son membra di quell’Uno del quale essa è corpo e Sposa. Anche in ciò somiglia alla Vergine, perché, pur generando moltitudini, è Madre dell’unità.

Queste brevi annotazioni fanno ben comprendere lo spazio che Maria occupa nella Chiesa e nella pietà di ogni cristiano. I numerosi titoli con cui viene invocata son nati proprio dall’esperienza che i cristiani in ogni tempo hanno avuto della maternità della Vergine, Madre di Gesù e Madre nostra

 
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