| GLI ANGELI PROTETTORI DALLE INSIDIE E VIOLENZE SESSUALI Di don Marcello Stanzione |
|
|
|
| Scritto da Amministratore | |
| giovedì 18 dicembre 2025 | |
|
Egli era così impressionante che hanno subito ottemperato. Alcuni anni più tardi, l’angelo interverrà di nuovo per sottrarre Anna alla sevizie di un marito perverso: sarà questo l’inizio d’una stupefacente avventura mistica, che la porrà in contatto quotidiano con gli angeli e le anime del purgatorio, fino alla sua morte nel 1985. Gli angeli non sono incaricati solamente di proteggere la virtù delle ragazze. Essi rendono talvolta lo stesso servizio agli uomini. Un giorno, una nobildonna di Murcia, in Spagna, fa chiamare al suo capezzale il francescano JUAN MANCEBON (1590-1660) perché, essendo giunta all’estremità, vuole ricevere gli ultimi sacramenti. Almeno è questo il pretesto che ella avanza, sapendo che questo è l’unico mezzo per spingere il giovane religioso ad entrare in una casa particolare. Come egli è vicino a lei, la matrona esprime con voce dolente il desiderio di confessarsi, così genitori e seguito lasciano la stanza, lasciandola sola col sacerdote. Recuperando subito le sue forze, ella prende la manica del sacerdote e gli manifesta senza equivoci le sue intenzioni, che sono meno che lodevoli. E’ vero che fra Juan è ben prestante, di gradevole viso, e che egli fa battere il cuore delle ragazze di Murcia. Siccome la dama comincia a spingere molto oltre la disputa, il religioso invoca il suo angelo custode: come spicciarsi nella situazione senza causare uno scandalo? Lo si crederà solamente? Subito, un personaggio dal volto fiammeggiante d’una santa collera appare ai piedi del letto e folgora con lo sguardo la seduttrice che, spaventata, taglia corto a quella confessione d’un genere particolare e fa richiamare la sua gente, dichiarandosi da quel momento perfettamente guarita. Fra Juan lascia all’istante la casa, lasciando dietro di lui la reputazione d’un taumaturgo … ed una devota definitivamente liberata dalle sue emozioni sensuali. Alcuni anni più tardi, il cappuccino JOSÉ DE CARABANTES (!628-1694) beneficia di una similare protezione. Allorché egli è in missione in Messico, una donna indiana s’innamora di lui e lo persegue con le sue assiduità: ella immagina che, diventata sua amante, condividerà i suoi poteri. Poiché il venerabile sacerdote si distingue per i suo doni sorprendenti. Egli comanda agli elementi, guarisce gli ammalati, moltiplica i viveri. Un giorno in cui ella si fa particolarmente insistente, due uomini vestiti di bianco e circondati di luce sorgono all’improvviso, respingendo con un gesto la seduttrice che, terrorizzata, prende la fuga senza chiedere il resto. Ella non vi ritornerà più. Padre José intratteneva con gli spiriti celesti una grande familiarità, sulla quale egli si è (malauguratamente per noi) mostrato molto discreto. Si sa tuttavia che un giorno, nel corso di una delle sue visite apostoliche, egli fu – con un compagno che, malgrado il divieto espresso di fra José, ha riportato l’avventura – tratto in extremis dalle mani di Indiani antropofagi da due uomini luminosi apparsi opportunamente, davanti ai quali i cannibali, colti da fragore che non si oserebbe qualificare di santo, scapparono come dei conigli. Più tardi, allorché era ritornato in Spagna e che predicava a Berino, in Galizia, l’assemblea vide apparire dietro di lui un personaggio di alta statura, dall’aspetto maestoso e dal volto raggiante di fiamme, che pareva coprirlo con la sua luce: un angeli, senza dubbio, che i fedeli molto impressionati ebbero ogni piacere nel contemplare per alcuni minuti. Accade in effetti agli angeli di manifestarsi con splendore, come quelli che cacciano Eliodoro dal tempio: “un cavaliere terribile e equipaggiato d’uno splendido vestito (…) sembrante avere un’armatura d’oro”, che assistono “due altri giovani, insigni in vigore, splendenti di bellezza, splendidamente vestiti” (2 Macc 25-26). Alcuni mesi prima della sua morte SOR JUANA DE LA CRUZ VASQUEZ (1481-1534) che le sue stigmate e le sue estasi hanno reso celebre nell’intera Spagna, vede un’orda di briganti progredire nottetempo verso il monastero di Cubas, di cui ella è la badessa. Il suo angelo custode l’ha allertata. Senza dubbio, i malandrini si apprestano a prendere d’assalto la casa delle religiose, isolata in aperta campagna lontano dalla località. E’ cosa corrente, il paese è infestato da bande di mercenari inoperosi. Essi saccheggiano le provvigioni, fanno man bassa sui preziosi oggetti sacri e, occasionalmente, violentano qualche novizia. Essi sono ancora lontani, ma avranno raggiunto la clausura all’alba. Sor Juana sveglia le sorelle e tutte si recano nel coro per implorare l’assistenza del Cielo. Quando rischiara l’aurora, la badessa guadagna il suo posto ‘osservazione: ella ha giusto il tempo per scorgere la truppa in piena sbandata, come in preda ad un estremo panico. Più tardi, ella apprenderà che nel momento in cui essi stavano per avanzare verso il monastero, essi hanno visto levarsi una folla di guerrieri armati da capo a piedi, le corazze e le spade scintillanti sotto i primi fuochi del sole: credendo che fossero i soldati del re, essi sono fuggiti a tutte gambe. Sor Juana ebbe la convinzione che il Signore avesse distaccato una legione di angeli per difendere la Sua dimora.
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|





















