| SAN GIOVANNI DI DIO E GLI ANGELI Di don Marcello Stanzione |
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| Scritto da Amministratore | |
| mercoledì 04 febbraio 2026 | |
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Ma al suo ritorno, il lavoro è già stato fatto: la casa è pulita, i letti rifatti, i piatti e gli altri utensili lavati, puliti e sistemati; il pane tagliato, la carne e le verdure cotte. E quando Giovanni chiede chi abbia pulito, tutti gli rispondono che è stato lui stesso, allora Giovanni esclama: “Dio sia benedetto, miei fratelli, perché in verità, egli ama molto i poveri, perché manda i suoi Angeli stessi per servirli”. Un’altra sera, Giovanni sta tornando a casa e s’imbatte in un povero che giace sfinito lungo la strada: senza esitare Giovanni se lo carica sulle spalle, ma poco dopo cade a terra stremato. Improvvisamente si presenta a lui un giovane dall’aspetto nobile che si offre di aiutarlo e di condurlo all’ospedale e gli dice: “Voi non avete ragione di prendervela con il vostro corpo; perché appesantirlo così? Appoggiatevi a me”. Giunti all’ospedale il giovane si manifesta nella sua vera natura: “Giovanni, io sono l’Arcangelo Raffaele. Dio mi ha incaricato di prendermi cura di te e di tutti quelli che serviranno con te i poveri. Io sono mandato da Lui per aiutarti nella tua caritatevole opera affinché tu sappia bene quanto è gradita al Signore l’opera da te intrapresa, Egli mi ha incaricato di tenere un fedele conto di tutte le tue azioni e di tutte le elemosine fatte. Ed anche io sono incaricato di proteggere e di conservare tutti coloro che favoriranno l’impresa che tu hai assunto in favore dei poveri”. Detto questo, sparisce. Giovanni di Dio muore l’8 marzo 1550, viene sepolto nella Basilica di Granada e sopra la sua tomba veglia la statua dell’Arcangelo San Raffaele.
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