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IL PANE NELLA STORIA DELLA CIVILTA’ E DELLA SPIRITUALITA’
GLI ESSENI E GLI ANGELI Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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sabato 14 febbraio 2026

GLI ESSENI E GLI ANGELIL’esistenza della setta degli Esseni si colloca tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C.: lo storico romano Giuseppe Flavio ricorda la loro resistenza alle torture inflitte dai Romani, mentre Plinio testimonia del loro insediamento sulla riva occidentale del mar Morto. È quanto hanno confermato le scoperte dei rotoli nelle grotte di Qumran prospicienti quel mare. Gli Esseni sono noti da molto tempo grazie alla testimonianza di alcuni autori del primo secolo della nostra era, in particolare Filone di Alessandria, oltre ai già citati Giuseppe Flavio e Plinio il vecchio. Il nome di questo gruppo religioso varia secondo gli autori: Giuseppe Flavio parla di “essenoi”  o “essaioi”, termine utilizzato anche da Filone. Plinio li chiama invece “esseni”. ...

L’origine del termine è spiegata da Filone, che collega questo termine alla parola greca “osioi”, santi. Ma nessun autore spiega l’origine degli esseni: Giuseppe Flavio li menziona per la prima volta quando descrive l’epoca di Gionata Maccabeo, nella metà del II sec. a.C. A metà del I sec., la setta conta più di 4mila membri. Se ne trovano in tutte le città della Palestina, secondo Giuseppe Flavio; Filone riferisce al contrario che essi evitano le città per vivere riuniti insieme, in piccoli villaggi, nella Giudea. Plinio il Vecchio è il solo a menzionare un insediamento esseno a ovest del mar Morto, a nord di Ein Geudi e di Masada. Si sa che prendono parte alla prima rivolta (la Guerra giudaica del 66 al 70 d.C), ma si ignora ciò che avviene di essi in seguito, dopo la repressione dei romani che occupano il loro insediamento di Khirbet Qumran, probabilmente nel 68 d.C. e vi lasciano un loro presidio militare.

Gli esseni vivono in comunità, sotto il governo di superiori da essi eletti. I candidati devono sottostare a un anno di prova e due anni d’iniziazione prima di entrare, dopo giuramento, a far parte della comunità e condividere i pasti collettivi. I delinquenti vengono esclusi. I beni di ciascuno divengono proprietà della comunità, l’agricoltura è la loro attività fondamentale, il commercio e la fabbricazione di armi sono proibiti. Conducono un’esistenza frugale, vestendo vesti bianche finché non si consumano fino alla trama. Apparentemente gli Esseni predicano il celibato, benché Giuseppe Flavio affermi che una parte della setta è autorizzata a sposarsi per permettere la riproduzione della specie. Gli Esseni si dedicano allo studio della Legge mosaica che osservano scrupolosamente, proibendosi persino di defecare nel giorno del sabato. Studiano anche gli scritti degli antichi per apprendere tecniche di guarigione, le virtù curative delle piante e le proprietà delle pietre. Possiedono inoltre libri segreti che contengono dottrine riservate agli anziani, e in particolare avrebbero libri che contengono il nome segreto degli Angeli. Sarebbero anche dotati del dono della profezia: gli Esseni hanno una fede assoluta nella determinazione divina del destino delle persone. Secondo Giuseppe Flavio essi credono che l’anima sia immortale e sopravvive al corpo nel quale è imprigionata; l’anima del giusto conosce allora la felicità e quella dell’empio viene castigata. Gli adepti si dedicano alla preghiera del levar del giorno, compiono bagni di purificazione e prendono i loro pasti in comunità. Secondo Filone rinunciano a ogni sacrificio di animale, preferendo santificare lo spirito.

I Rotoli, scoperti fra il 1947 e 1956 in undici grotte intorno allo uadi di Qumran, vicino alle rovine dell’antico insediamento di Khibert Qumran, sulla riva nord-occidentale del Mar Morto. Scoperti per caso da un pastore, nascosti in alcune giare: a queste undici se ne aggiungerà, moltissimi anni dopo (nel 2017) una dodicesima. I rotoli vengono catalogati e repertarti e comincia lo studio del loro contenuto che sta proseguendo anche oggi rivelando un patrimonio di ben 981 manoscritti di contenuto diverso. Una buona parte, circa il 40 per cento, sono testi biblici ebraici, un altro 30 per cento sono Vangeli apocrifi, narrazioni cioè non ufficiali della vita di Gesù, e un altro 30 per cento sono manoscritti “settari”. Perché quelle grotte, circa 2200 anni fa e fino al 70 dopo Cristo, erano proprio il quartier generale della setta degli Esseni. Ed è proprio dai Rotoli “settari” che impariamo il nocciolo della religione degli Esseni: l’uomo, impuro alla nascita, deve seguire la legge e affidarsi al Maestro di Giustizia per conseguire la salvezza, che però sarà totale e generale quando, al termine della Guerra dei Figli della Luce contro i Figli delle Tenebre, ci sarà la battaglia finale con la vittoria del Bene sul Male: “Allora Dio, per mezzo della sua verità, monderà tutte le opere di ciascuno, per purificarlo con lo Spirito” (Regola della Comunità VI, 20). La penitenza è il mezzo necessario per prepararsi alla fine dei tempi e gli uomini di Qumran si definiscono penitenti: per entrare nella comunità occorre un battesimo, cioè una purificazione con l’acqua. Gli ultimi tempi sono arrivati, affermano gli Esseni, sono arrivati con loro, e loro ne fanno parte. Ma si tratta solo di una fase preparatoria: il seguito deve ancora venire, la “battaglia finale” è solo ai prodromi. A Qumran l’angelologia è molto sviluppata: esiste una gerarchia piuttosto rigida, formata da ordini o gruppi di tre, dieci e anche più Angeli. Ecco due testi significativi: “Nel secondo (cielo) ci sono le potenze degli accampamenti (gli angeli) schierati a battaglia per il giorno del giudizio, per far vendetta degli spiriti dell’inganno e di Beliar. Al di sopra di loro stanno i santi, nella sede più alta di tutte. C’è la grande gloria, che è al di sopra di ogni santità. Nel cielo sotto di esso ci sono gli Arcangeli, che prestano il loro servizio e placano il Signore per tutti i peccati di ignoranza dei giusti… nel cielo sotto ci sono gli Angeli che portano le risposte agli Angeli del volto del Signore. In quello ancora sotto ci sono i Troni e le Potenze, in esso si inneggia incessantemente a Dio”. E ancora: “Quando Egli chiamerà tutte le schiere del cielo e tutti i santi dall’alto, l’esercito di Dio, allora i Cherubini, i Serafini, gli Ufarim e tutti gli Angeli della potenza, quelli delle Signorie, l’eletto e l’altra potenza che è sulla terra e sul mare…”.

Gli Esseni parlano anche degli Arcangeli come Michele, Raffaele, Gabriele e Fanuel assieme a molti nomi propri con compiti precisi (Uriel, Raguele, Saziele, Fanuele, Remiele, Raguel, Sommael, Saragael, Sarasael): il segreto dei nomi degli Angeli è soggetto a giuramento tra gli Esseni. “Le migliaia di migliaia e dieci volte diecimila” Angeli ricevono numerosi  nomi che ne illustrano anche la natura. Sono chiamati “figli del cielo”, “vigilanti”, “santi” come i membri della comunità, “spiriti”, “magnifici”, e Dio è chiamato “Principe dei divini e dei Magnifici e Signore di tutti gli spiriti”. Gli Angeli esseni sono immortali e presiedono al movimento degli astri, agli elementi atmosferici, alle stagioni, ai prodotti della terra e custodiscono i singoli uomini. Possiedono organi corporali (per esempio le ali), patiscono la fame e la sete, generano in via eccezionale, rendono un culto a Dio in cielo, dove portano le preghiere degli uomini, consigliati di pregare in ebraico, la sola lingua che essi intendono, e spiccano per il loro splendore quando appaiono: “Camminano su fiamme di fuoco, sono vestiti di bianco, il loro viso brilla come di cristallo”. Insostenibile è pertanto il loro apparire sulla terra, terrificante la loro azione verso i nemici, veloce il ritorno in cielo; è impossibile che qualcosa sfugga loro, essendo “ricoperti d’occhi”. Dai testi di Qumran, dove il termine “Angelo” è molto documentato, scaturisce quindi una singolare angelologia che dimostra come la dottrina sugli Angeli sia parte essenziale della religione qumranica, poiché la comunità non si concepisce staccata dalla comunione angelica. Nella lotta finale infatti, il campo di battaglia non sarà solo vittoria dalla presenza degli Angeli, ma trasformato in campo di vittoria dalla loro partecipazione attiva. Nella concezione del mondo di Qumran, appaiono Angeli riuniti in gruppi, in quello di Belial, l’Angelo dell’inimicizia troviamo l’Angelo della perdizione e l’Angelo delle tenebre, contrastati dagli Angeli della cerchia di Dio, come l’Angelo della santità, e dagli Angeli della verità, della luce, della gloria, che aiutano e proteggono il fedele, il quale non deve trascurare la preghiera e l’osservanza della Torah. Ed è proprio la tradizione ebraica di quest’epoca che sta per dare le ali agli Angeli, che sta per trasformare quegli esseri un po’ mostruosi come i Cherubini ed i Serafini interamente in Angeli, e che sta per assimilare i Demoni a degli Angeli che si sono ribellati contro Dio sotto la guida di Satana e che sono caduti.

 

 
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