| MADRE ANGELICA RIZZO E GLI ANGELI Di don Marcello Stanzione |
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| Scritto da Amministratore | |
| martedì 03 marzo 2026 | |
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Mentre attraversavo tranquillamente la strada, sentii d’improvviso alcune persone strillare, e girando la testa vidi dei fari che mi si avvicinavano. Restai per un attimo accecata, e allora sentii due mani che mi afferravano, aiutandomi a saltare sul cancello di un parcheggio. Quella macchina aveva passato un semaforo col rosso e proseguiva a tutta velocità. A poco a poco cominciai a capire ciò che era successo. Si avvicinò un sacco di gente, domandandomi come avevo fatto a saltare sulla cancellata. Non ne avevo la più pallida idea. Quando arrivai a casa mia madre era pallida e tremante. Aveva sentito che ero in pericolo e si era messa in ginocchio a pregare Dio che mi salvasse la vita. Era chiaro che fosse precisamente ciò che Dio aveva ordinato al mio angelo di fare. Mai dimenticherò la stana sensazione di essere elevata, letteralmente sollevata, da due mani che mi aiutarono ad afferrare la cancellata. Da allora ho conservato un rapporto molto intimo con il mio angelo. Lo chiamo Fidelis, che in latino vuol dire Fedele, e posso dire che lo è sempre stato. L’angelo è un nostro amico inseparabile. Se sei uno studente, chiedigli di aiutarti a concentrarti nel tuo prossimi esame. Se sei un rappresentante commerciale, chiedigli aiuto prima di visitare il tuo prossimo importante cliente. Se sei padre, domanda all’angelo custode dei tuoi figli che li protegga nella loro vita quotidiana. Se alcune volte ti senti solo, ricorda l’amico che Dio ti ha dato. E’ con te sempre. Non sei mai solo. Se ti è capitato di desiderare un amico che ti comprenda e ti accetti per come sei, se hai desiderato aver accanto qualcuno che non ti scoraggi per le tue incapacità o i tuoi peccati, se desideri qualcuno che preghi per te in qualunque circostanza, questo è il tuo angelo. Hai un angelo custode con milioni di angeli che pregano per te, e un angelo custode che si occupa in particolar modo di te, non devi mai aver paura”.
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