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GLI ANGELI AI TEMPI DI GESU’ Di don Marcello Stanzione PDF Stampa E-mail
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Scritto da Amministratore   
martedì 17 marzo 2026

GLI ANGELI AI TEMPI DI GESU’All’epoca di Gesù, i Farisei credono agli Angeli mentre i Sadducei non ci credono, ma la questione di questi esseri invisibili interessa tutti i movimenti religiosi, mistici o filosofici che agitano l’epoca. Ora, se gli Angeli appaiono negli scritti del Nuovo Testamento, essi non sono mai “interessanti”, in quel senso che sono sempre relegati in secondo piano, dietro l’alta figura di Gesù, Cristo e Messia della nuova alleanza, unica e ultima manifestazione di Dio agli uomini. ...

 

D’altra parte, i testi neotestamentari che parlano degli Angeli sono relativamente poco numerosi, e si possono ripartire in due serie differenti: testi storici che, narrando la storia di Gesù o della primitiva Chiesa, fanno menzione d’un intervento angelico, e testi “didattici”, che liberando un insegnamento, sono portati a parlare degli Angeli per determinare il posto di questa credenza nella fede cristiana, in particolare situandola in rapporto alla fede in Cristo. Nei quattro Vangeli, in quei racconti che si possono qualificare impropriamente storici, gli Angeli appaiono episodicamente, ma principalmente in due momenti che sfuggono in parte alla storia: prima e nel momento della nascita di Gesù, e dopo la sua morte, al momento della Resurrezione. Come abbiamo già visto, nel suo Vangelo dell’infanzia, Luca racconta la duplice annunciazione della nascita di Giovanni Battista e di Gesù: un Angelo viene ad annunciare la nascita di Giovanni a Zaccaria (Lc 1, 11-20) e l’angelo Gabriele, la nascita di Gesù (Lc 1, 26-38). Come pure, un Angelo, seguito da molti altri, viene ad annunciare quella stessa nascita ai pastori della regione di Betlemme (Lc 1, 26-38). Matteo dice che un Angelo viene ad annunciare in sogno a Giuseppe che la sua promessa è incinta (Mt 1, 20) ed è ancora un Angelo che viene ad avvisarlo delle intenzioni di Erode verso il bambino e gli chiede di fuggire in Egitto (Mt 2, 13). Poi i racconti evangelici non parlano praticamente più degli Angeli, salvo rapide allusioni come avviene all’entrata di Gesù nella vita pubblica (Mt 4, 11; Lc 4, 9-13; Mc 1, 13). Ma gli Angeli ritornano in forza al momento della resurrezione, il giorno di Pasqua: sono essi che annunciano questa resurrezione alle donne giunte al sepolcro (Mt 28, 1-8; Mc 16, 1-8; Lc 24, 1-8) e la loro venuta è circondata dal meraviglioso. Se si leggono queste due serie di testi, si può constatare che il ruolo accordato agli Angeli e la missione che è loro confidata sono quelle di testimoni e di messaggeri dell’evento unico che sta per realizzarsi nella storia degli uomini, la venuta del Messia e la realizzazione del regno di Dio. Gli Angeli sono i testimoni privilegiati dell’ultimo atto della vita terrena di Gesù, al momento della sua Ascensione (Atti 1, 10), ma poi, tutti i testi dispersi che parlano degli angeli, raccontano degli interventi particolari o privati presso un apostolo od una comunità (Atti 5, 19; 8, 26; 10, 3; 12, 21 e 26; 27, 22). La seconda serie di testi, i più numerosi, riguardanti gli Angeli, apre una riflessione sul posto e il ruolo degli Angeli nella nuova fede e forse soprattutto nella nuova pratica religiosa. C’è prima di tutto una serie di testi - e in particolare il libro dell’Apocalisse, che è veramente il libro degli Angeli - che riprendono le credenze tradizionali: gli Angeli formano il coro celeste (Lc 15, 10; Ap 5, 11; 19, 1; 8, 1) e accompagnano le anime dei morti (Lc 15, 12; Ap 14, 6 e 20), sono i custodi degli uomini, Principi dei regni (Ap 9, 13) o Angeli delle chiese (Ap 1, 20) e in particolare dei bambini (Mt 18, 10), portano la punizione di Dio colpendo Erode (At 12, 21) o l’intera umanità (Ap 15 e 16).

Ci sono altri testi per noi più importanti, proprio perché cercano di situare quelle credenze tradizionali in rapporto alla fede in Cristo, e pongono da ciò le basi di una nuova angelologia che, a partire da una critica di quei dati tradizionali, è subordinata alla cristologia, e non già solamente alla teologia di Dio. Quei testi sono massicciamente testi paolini, come è ovvio. San Paolo rifiuta ogni mediazione angelica e rivendica la sola mediazione di Cristo: così afferma che la missione degli Angeli è terminata e che non sono più che dei testimoni di Cristo, affermazione che è la stessa di quella del Vangelo di Giovanni che dice che Gesù ricapitola tutta la creazione e che gli Angeli stessi sono al Suo servizio (Gv 1, 51).

 

 

 

 
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