| MADRE CARMELA APRILE E LA DEVOZIONE AL SACRO CUORE Di don Marcello Stanzione |
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| Scritto da Amministratore | |
| martedì 14 aprile 2026 | |
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Questa l’acquistò nel 1905 da uno dei tanti venditori ambulanti di immagini sacre e profane, che all’epoca giravano di paese in paese, tra cui Rosolino. I venditori ambulanti furono i tanti protagonisti della diffusione delle stampe popolari, distribuendole nei vari paesi europei. Le loro stampe a seconda della nazione a cui erano destinate, avevano impresse nella parte sottostante le diciture identificative del soggetto raffigurato, nelle cinque lingue europee: tedesco, francese, spagnolo, italiano e inglese. ...
Negli anni a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento questi ambulanti costituirono una fitta rete commerciale con punti di rifornimento lungo tutto il percorso europeo, diffondendo i loro prodotti con prezzi accessibili a tutti. I destinatari di queste stampe erano per lo più gente semplice e spesso analfabeta. Non potendo permettersi un vero dipinto, essi si accontentavano di un suo surrogato. Una volta incorniciata e messa sotto vetro, l’oleografia dava l’illusione di essere qualcosa di importante, collocata solitamente nella camera da letto, il soggetto sacro diveniva il punto di riferimento religioso della famiglia. L’attuale quadro del Sacro Cuore già incorniciato venne acquistato da Carmela per la somma di tre lire. Ella lo appese alla parete della sua camera da letto sopra una mensola improvvisata a mò di altarino, e vi accese dinanzi una lampada ad olio, segno della sua fede devota. Nata a Rosolini (SR) il 25 aprile 1878 da Orazio e Giorgia Giamblanco, il 12 giugno 1896, Carmela Aprile passò a nozze con Gioacchino Gennaro. Questi morì nel 1904, ad Alessandria d’Egitto, dove era emigrato dopo appena alcuni anni di matrimonio. A ventidue anni Carmela ricevette la cresima dal Vescovo Mons. Blandini. Cominciò allora il suo cammino di fede sincera e di totale donazione a Dio, sotto la guida del Sacerdote Vincenzo Sgadari, Parroco della Chiesa Madre. Abitò poi in villa Toselli (ora Via S. Cuore) in una misera casa, donatale dal signor Luigi Savarino, casa adesso trasformata in santuario e arricchita dallo stesso donatore con l’elarginazione di un grande sito. Così, la modesta casa dell’allora giovane Carmela Aprile dove era stata intronizzata l’immagine del Sacro Cuore, divenne oggetti di umili omaggi e sorgente di consolazione per tante anime tribolanti. Già nel 1910 essa diviene una piccola cappella frequentata da tanti devoti, tanto che l’allora parroco della Chiesa Madre, Sac. Vincenzo Sgadari ottenne nel 1915 dal Vescovo di Noto, Mons. Giuseppe Vizzini, la facoltà di potervi celebrare la Santa Messa e di custodire l’Eucarestia. La devozione al Sacro Cuore si diffuse rapidamente e la casa trasformata in cappella divenne punto di riferimento della misericordia di Dio per tante anime grazie al fecondo apostolato dell’umile missionaria del Sacro Cuore, anche se non mancarono incomprensioni e sofferenze. Ben presto la giovane Carmela si ritrova accanto alcune fedeli compagne che condividevano con lei la preghiera e la collaborazione alla sua stessa missione servendo con semplicità e devozione la causa del Sacro Cuore. Intanto la cappella si andava configurando come un vero e proprio piccolo santuario e iniziavano a delinearsi diversi progetti sul suo futuro. Dopo alterne vicende si approdò a quella che sarà la soluzione migliore e definitiva. Il 30 giugno 1959 il vescovo di Noto, Mons. Angelo Calabretta, affidò il santuario alle Monache dell’Ordine della Visitazione di Santa Maria, fondato nel 1610 in Francia dal Vescovo di Ginevra, S. Francesco di Sales e da S. Giovanna de Chantal. La Madre Carmela e le sue prime discepole ne furono felici ed accettarono la Regola e le Costituzioni del nuovo ordine. Madre Carmela si spense serenamente il 10 agosto 1968. Le sue spoglie mortali sono custodite nella cripta sottostante l’altare del Sacro Cuore di Gesù. Il vescovo con i sacerdoti, che hanno operato ed operano al servizio del Santuario, hanno seguito e seguono con paterna bontà la presenza toccante di Dio Padre in questo luogo sacro, dove Egli si rivela e riconcilia a sé l’uomo in Cristo Gesù, nostro Redentore.
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