| LA BEATA CATERINA DA RACCONIGI TRA ANGELI E DIAVOLI Di don Marcello Stanzione |
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| Scritto da Amministratore | |
| domenica 17 maggio 2026 | |
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Caterina non aveva che dieci anni, quando un giorno il demonio, roso dalla rabbia nel vedersi sconfitto da una ragazzina, escogita il vecchio stratagemma. Le appare sotto le sembianze di un angelo di luce. E la invita ad adorarlo. Caterina è affascinata da tanta bellezza. Ma poi scopre subito l’inganno nello strano invito che le propone il maligno. Perciò l’apostrofa: “Se tu fossi veramente quello che dici, non vorresti essere adorato tu. Ma cercheresti di far adorare Dio solo! Tu sei un angelo decaduto. Come vedo, rimani ostinato nell’antica tua superbia. Vattene perciò in Inferno, dove questa viene condannata!”. E il maligno, smascherato se ne fugge. Un’altra volta le appaiono due demoni sotto le sembianze di due santi martiri: le chiedono di venire da lei venerati. La risposta di Caterina è pressoché identica: “Voi non siete martiri della fede, ma martiri dell’inferno!”. Il demonio, dopo aver assunto senza profitto l’aspetto di angeli e di santi, assume quello di una religiosa, che cerca di dissuadere Caterina dall’interessarsi del bene altrui. Poi prende l’aspetto di uno studioso, come quelli che vengono a lei per farsi dirimere questioni intricatissime…Così nel gennaio 1524, Caterina si sente insinuare: “Caterina, tu ti affatichi invano per fare il bene. Con la morte, muore il corpo e l’anima. Ne hai una prova nel fatto che in tanti anni mai nessuno è ritornato dal mondo di là…” E Caterina, prontamente: “Maledetta bestiaccia! Cosa osi mai affermare? Non ricordi quanti miei santi amici sono venuti in mio aiuto contro di te ed i tuoi satelliti? Ma senti chi parla! Come sei immortale tu, perché non può essere immortale anche la mia anima?” A queste parole il maligno prorompe in bestemmie contro Dio, a cui Caterina risponde con altrettante benedizioni. Non contento, si scaglia contro di lei per ucciderla, ma viene respinto dall’Angelo Custode. Un giorno Caterina sta pregando e soffrendo per la conversione di una grande peccatore. Il tentatore le si presenta: “Tu, Caterina, stimi davvero poco la tua vita, se ne fai baratto per così poco! Credi tu che Dio l’accetti?” “Io mai! Un giorno o l’altro ti triturerò come si fa col sale!”. E Caterina: “Non ti tempo affatto, perché ho chi mi difende”. E pronunciando il nome di Gesù, mette in fuga l’importuno. Dopo le parole, il demonio passa ai fatti: ai rumori, ai disturbi notturni, alle percosse… Come avverrà nel castello della Mirandola, dove Caterina è ospite. Di notte i locali tremano come per il terremoto, mentre il Conte viene svegliato da un gran colpo alla porta. Una notte entra in camera a Caterina una turba di diavoli armati di bastoni, che senza tanti preamboli, iniziano a percuoterla. Gesù stesso giunge in sua difesa. E Caterina: “Dov’eri, o mia Speranza, quando mi maltrattavano i tuoi nemici?” E Gesù: “Ero nel tuo cuore ed ammiravo il tuo valore. Preparavo la vittoria che ti ho accordato!” Infine, dopo tante notti di battaglia, le apparve l celebre avversario del nemico infernale, Sant’Antonio Abate. E le suggerisce: “Ai demoni devi rispondere che la vittoria è tua! E chiudendo forte il pugno, dirai loro: Voi siete tutti qui racchiusi, perché Dio è con me!”. Nella vita della beata non mancano pure gli episodi di interventi angelici. Nel mese di novembre 1516 Caterina esce da Porta Nuova e si porta a Savigliano. Qui ha molte persone care che si radunano nel noto convento domenicano: formano un bel gruppo di Terziarie, tra cui va nominata Caterina Canzoni, molto amica della nostra Caterina e che cerca in vari modi di imitare. A Racconigi Caterina trova ospitalità in casa sua, dove convivono altre consorelle, che la festeggiano con affetto ed interesse. Ma ecco che Caterina cade di nuovo ammalata. E per di più in casa d’altri. Deve mettersi a letto con grande febbre ed accettare le cure premurose delle consorelle. Poiché non può uscire, deve purtroppo rinunciare alla Messa e alla Comunione, da lei sempre attese. Ma una mattina, il padre domenicano, che sta celebrando nella chiesa del convento, vede sparirgli di mano una parte dell’ostia. La cerca con preoccupazione sull’altare e per terra. Capirà tutto quanto, recatosi a far visita a Caterina, apprenderà da lei che un angelo aveva provveduto a comunicarla con quella parte di ostia, da lui cercata inutilmente. Trascorsi alcuni giorni Caterina si riprende. Si alza e, grata alle consorelle, riparte per Racconigi.
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