IL TEOLOGO SCOTO ERIUGENA E IL DIAVOLO Di don Marcello Stanzione
Scritto da Amministratore   
marted́ 15 luglio 2025

IL TEOLOGO SCOTO ERIUGENA E IL DIAVOLOIl pensiero teologico di Scoto Eriugena, nato in Irlanda nei primi anni del secolo IX e morto nell’887, scivola verso una forma panteistica. Dio si può conoscere solo attraverso l’universo, in cui il male non ha realtà né esistenza. Infatti il male non ha origine naturale è piuttosto un turbamento dell’ordine della natura, uno stato di alienazione e disarmonia; esso ha avuto origine fin dal primo momento dell’esistenza dell’umanità, quando i progenitori si sono allontanati dall’essere per scegliere il non essere; cioè il male. Gli angeli, come gli uomini, sono creature intelligenti e quindi partecipano con gli uomini all’introduzione del peccato nel mondo. ...

 

Per Eriugena dunque il peccato è frutto della libertà interiore dell’uomo e non si può pensare di considerare unica causa del peccato la tentazione diabolica. Nel De divisione naturae, Scoto fa l’analisi della caduta dei progenitori nel Paradiso Terrestre e della risposta di Eva, la quale si giustifica davanti a Dio rimettendo la responsabilità nel tentatore. Eriugena dice “ è tu, donna perché rimuovi la tua colpa facendola ricadere nel serpente, quando tu stessa sei creatrice del tuo pecca tolo stesso serpente sul quale tu riversi la colpa, striscia in te stessa il tuo serpente è la tua carnale concupiscenza e piacere che nasce nel senso del corpo dal moto della natura irrazionale. Perciò invano la donna, cioè il senso carnale rimanda la sua colpa al serpente cioè al piacere irrazionale, di cui essa stessa è l’autrice”[1].

Il serpente rappresenta la contaminazione della natura causata dai desideri disordinati ed irrazionali della donna e dell’uomo.

Per tale ragione la presenza del diavolo quale soggetto personale, ha scarso valore per Scoto, anzi lo intende in senso generale come l’insieme e la pienezza di tutta la malizia, che invade il mondo e il cuore degli uomini, ingannandoli ed illudendoli nei loro peccati. Anche l’inferno è considerato più come una metafora che un luogo reale. Il tormento infernale sta precisamente nella consapevolezza di aver scelto il male al posto del bene.



[1] De devis. Nat. 4,23