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La devozione Mariana giovanile di San Giovanni Maria Vianney PDF Stampa E-mail

La devozione Mariana giovanile di San Giovanni Maria VianneySi è frequentemente citata la frase che caratterizza l’orientamento precoce della pietà mariana del Curato d’Ars: “La Santa Vergine è il mio più antico affetto. Io l’ho amata ancor prima di conoscerla”. Giovanni Maria Vianney ebbe, nel mezzo stesso della tempesta rivoluzionaria, un’infanzia profondamente religiosa. La Vergine Maria vi aveva un grande posto, e gli episodi che testimoniano l’attaccamento precoce che il pio ragazzino ebbe per lei sono molteplici.  Il Curato d’Ars avrà per tutta la sua vita il culto delle immagini, e particolarmente delle immagini della Madonna. Nella storia della sua fanciullezza,  vi sono umili raffigurazioni ch’egli amava. E’ interessante a questo proposito, ciò che ha scritto, senza pretesa letteraria la fedele Caterina Lassagne:”Quando andava nei campi per custodire le greggi di suo padre, egli si compiaceva nello modellare la terra argillosa con cui faceva del suo meglio piccole statue della Santa Vergine e dei santi. Sua sorella ...

...   mi ha detto che aveva fatto una statua della Santa Vergine che sembrava passabile, che la si era lasciata seccare in forno e che egli l’aveva custodita per molto tempo, in casa”. La buona ragazza continua: “Più tardi, gli avevano regalato una statuetta della Santa Vergine. Egli era ben contento. Non la lasciva né di giorno né di notte”.

Tutti i biografi hanno conservato quest’altro ricordo: Una nuova statua, forse più bella della precedente, era diventata proprietà del fanciullo. Egli ne fece un uso abbastanza inatteso. Volendo partecipare ai lavori della terra in compagnia del suo fratello maggiore, egli non trovò migliore stimolo, per ravvivare la sua grinta, che di gettare progressivamente, lontana davanti a lui, l’immagine della Vergine, raccogliendola, poi gettandola di nuovo e camminando sempre più verso di essa. Egli si intratteneva così nell’intimità della Madonna. La sera di quel giorno, egli disse a sua madre: “Abbiate fiducia nella Santa Vergine. Io l’ho ben invocata tutto il giorno, ella mi ha ben aiutato oggi, ho potuto seguire mio fratello e non sono affatto stanco” (Margherita Vianney, Processo Ordinario, p. 1013).

Giovanni Maria manifestava d’altronde in ben altre maniere la sua devozione mariana. Il suo amico André Provins poteva, molto tempo dopo, riportare come teste al processo di beatificazione: “Quando sentiva suonare l’ora all’orologio della parrocchia, egli si scopriva il capo e recitava un’Ave Maria. Era molto esatto nel farci dire l’Angelus” (André Provins, Processo Ordinario, p. 1003).

Non sono che dei dettagli infantili. Eppure già sono rivelatori di un grande amore alla Madonna che egli conserverà per tutta la vita e cercherà di inculcare nei suoi fedeli.

Senza soffermarci su quella che fu la difficile salita del giovane contadino verso il sacerdozio. E’certo soltanto che la Santa Vergine vi figura costantemente. La si trova nell’episodio della diserzione dell’infelice coscritto, arruolato nell’esercito di Napoleone, e che non poteva rassegnarsi a partecipare alla guerra di Spagna. Il pensiero di diventare così complice del persecutore di Pio VII, dell’uomo contro il quale stava per essere lanciata la scomunica, lo sconvolgeva.

Caterina Lassagne ha scritto: “Quella guerra era ben giusta? Non lo so. Gli ho sentito dire che era sconvolto nel non sapere come comportasi”. Non sapendo che fare, egli fede ricorso alla Santa Vergine, suo normale rifugio; prese la corona in mano e la pregò con tutto il suo cuore e con grande fiducia”. Quella corona, “io non l’ho potuto forse mai dire con sì tanto ardore”, ha confidato alla memorialista. “Avendo lasciato la strada, si mise ad attraversare un campo e giunse in un bosco. Ritrovandosi molto stanco, lasciò il suo sacco e si mise tra le mani del buon Dio, sotto la protezione della Santa Vergine. Le sue preghiere furono esaudite: la Provvidenza gli inviò uno sconosciuto che s’incaricò di prendere il suo fardello dicendogli: “Venite con me”. Si sa quale fu il seguito dell’avventura.

Diventato allievo nel seminario di Verrières, non si segnalò affatto peri suoi brillanti successi scolastici, ma si fece notare per la sua pietà e soprattutto per la sua devozione alla Vergine.

“Se ne dichiarò schiavo devoto associandosi alla Santa Schiavitù di Maria. Ne era uno dei più zelanti e dei più fedeli associati. Portava lo scapolare  del santo Rosario, ed  era fiero di portare la catena della Santa Schiavitù”.

Il povero seminarista, che era stato annotato come “debilissimus” e, tutt’al più, “debilior”, nel seminario Sant’Ireneo di Lione, non aveva che un difensore – stupefacentemente perseverante d’altronde – il suo maestro, l’abate Balley, parroco di Ecully. Questo formidabile sacerdote era un’autorità in diocesi e si faceva garante dell’allievo. Riuscì a convincere il vicario generale, M. Corion, che si attenne presso i direttori a questo questionario veloce: “Il giovane Vianney è pio? Sa ben dire il suo rosario? Ha devozione alla Santa Vergine? E’ un modello di pietà, gli si rispose. Ebbene, io lo ricevo, la grazia divina farà il resto”.

Una volta ordinato sacerdote, in seguito come vicario ad Ecully, Giovanni Maria si affermò, in ogni circostanza, come il devoto appassionato di Maria. Ben prima della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, lo si vide farsi, con raro ardore, il difensore del privilegio della Vergine concepita senza peccato.

L’abate Toccanier lo ricorda: “Egli copiava delle preghiere in onore dell’Immacolata Concezione e le diffondeva nella parrocchia”.

Giovanni Maria Chanay, da parte sua, precisa: “Egli compose, con M. Balley, il rosario dell’Immacolata Concezione, che tutte le sere tuttora si recita ancora ad Ars. Lui stesso, per ottenere una perfetta purezza di cuore, si era legato con un voto ispirato dalla sua pietà mariana. recitava una volta al giorno il Regina cæli e sei volte al giorno la preghiera: Sia benedetta la Santissima ed Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Madre di Dio. Per sempre. Amen”.

di Don Marcello Stanzione

 
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