Don Marcello Stanzione e la dottoressa Bianca Bianchini sono gli autori del libro “Il pane. Cibo per il corpo e per lo spirito” edito dall’editrice milanese Sugarco. Il pane, in tutte le sue varietà, è con il riso uno degli alimenti più consumati al mondo. La sua origine è antichissima: vi sono infatti prove del consumo di pastelle a base di acqua e cereali già nel paleolitico. Questo cibo, importante fonte di carboidrati, ha garantito, insieme alle erbe selvatiche, la sopravvivenza dei nostri progenitori, ma considerarlo semplicemente un alimento sarebbe riduttivo. Simbolo stesso del lavoro dell’uomo, il pane ha assunto nel cristianesimo un profondo significato spirituale, rappresentando il corpo di Cristo, spezzato per la salvezza dell’umanità. ...
Secoli fa, la superiora generale d'un Istituto francescano e missionario faceva un lungo viaggio accompagnata da quattro sorelle e si recava ad un noviziato dedicato a San Raffaele. Secondo lo spirito della Chiesa, il viaggio era stato posto sotto la protezione della celeste guida dei viaggiatori e la superiore portava con sé la sua immagine.
L'ultimo giorno di viaggio, una vettura particolare le conduceva alla loro comunità. Questa vettura, comprata d'occasione e ridipinta a nuovo, aveva imbrogliato degli occhi esperti. In una discesa ripida, tra due precipizi, il fondo dell'equipaggio si apre, le quattro ruote si separano, il tettuccio trattiene solo l'avantreno. ...
L’umanità è un campo di battaglia, dove entrano in lotta, come è detto nell’Apocalisse, le potenze celesti angeliche e le potenze infernali. Questa lotta è allo stato acuto nella persona dei martiri. I demoni si accaniscono su di essi, con una violenza inaudita, con l’iniquità dei loro giudici, e la ferocia dei loro carnefici. E’ giusto quindi che secondo l’ordine divino, essi siano soccorsi sensibilmente dai buoni angeli. Lo Spirito Santo, è vero, li anima e li fortifica; ma questa assistenza intima, essenziale, non rende superflua l’assistenza ministeriale degli angeli che la prolunga in qualche modo e la completa. ...
All’inizio del quattordicesimo secolo, noi troviamo San Nicola da Tolentino, degli Eremiti di Sant’Agostino. I suoi genitori sospiravano un figlio che non arrivava: un angelo li avvertì di fare un pellegrinaggio sulla tomba di San Nicola; essi vi vanno ed ottengono da Dio il figlio della benedizione che riprodusse le virtù e la potenza taumaturgica del suo patrono il grande vescovo di Mira. I demoni si accaniscono contro di lui, gli angeli lo consolano. Sei mesi prima della sua santa morte, ogni notte, prima dell’ora del mattutino, Fra Nicola sente con le orecchie del suo corpo, “corporalibus auribus”, un concerto angelico d’una armonia soavissima. Egli ne è così dilettato che grida: “Io desidero la dissoluzione del mio corpo per essere con Gesù Cristo”. ...