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Nel primo anniversario della morte di Natuzza Evolo PDF Stampa E-mail

Nel primo anniversario della morte di Natuzza EvoloIn ricordo di Natuzza Evolo ad un anno dalla morte, il vescovo di Mileto, mons. Luigi Renzo, lunedì 1 novembre e domenica 14 novembre presiederà due celebrazioni eucaristiche in suffragio di Natuzza. Il 14 il vescovo celebrerà a Paravati, frazione di Vibo Valentia in occasione del raduno annuale dei Cenacoli di preghiera voluti dalla Evolo. La famosa mistica calabrese Natuzza Evolo morì alle cinque di mattina del 1° novembre 2009, all’età di ottantacinque anni, a causa di un blocco renale. Nel primo anniversario della sua morte l’editrice Gribaudi di Milano stamperà un mio libro a lei dedicato intitolato “ 365 giorni con Natuzza Evolo”. Al momento della sua morte avvenuta nella solennità di Tutti i Santi, le campane di Paravatisuonarono a festa perché Natuzza ha vissuto una vita in attesa di questo momento e per lei mai festa è stata così bella. Il suo funerale fu celebrato il 5 novembre e, nonostante la pioggia battente, si calcola che circa trentamila persone sono arrivate a Paravati. ... 

... Per la celebrazione della Messa esequiale fu allestito un grande palco nel piazzale antistante “La Villa della Gioia”, dove ha sede la fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime” che è una delle struttura volute da Natuzza Evolo. Oltre cento sacerdoti e ben cinque vescovi celebrarono la Santa Eucaristia, presieduta da Monsignor Luigi Renzo, Vescovo di Mileto che, all’omelia, affermò: ”Natuzza è già santa perché è in Paradiso. Facciamo festa con lei che adesso è nella corona dei Santi. L’istruttoria per il processo di beatificazione è un problema solamente nostro che seguiremo secondo le procedure e senza fretta. E poi più volte mi avete chiesto la posizione della Chiesa rispetto alla figura di Natuzza. Ebbene a quest’ultima domanda si può rispondere con la presenza della delegazione dei vescovi calabresi che sta partecipando a questo funerale”.

Sempre durante l’omelia il vescovo ha sottolineato: “Sono rimasto impressionato dalla profonda spiritualità di questa donna. Quello che mi ha sempre attratto in lei è stata la sua semplicità e il suo senso dell’obbedienza all’autorità ecclesiastica. Natuzza non ha mai fatto niente che potesse mettere in difficoltà la Chiesa. E’ stata sempre fedele alle indicazioni che i vescovi, che l’hanno conosciuta, le davano. Le è stato imposto agli inizi della sua missione pubblica di non ricevere la gente e lei, senza battere ciglio, ha ubbidito. Solo quando le hanno dato il via ha ricominciato a ricevere gente per dare loro conforto […]. Quella di Natuzza è un’esperienza mistica che tocca degli aspetti legati al rapporto intimo con Gesù Cristo. La sofferenza, che ha sempre accettato in silenzio, è la riprova del suo legame con la Passione di Cristo. I fenomeni che lei avvertiva durante la Settimana Santa sono il segno del dono che Dio stesso le ha fatto. Natuzza, con la sua forza spirituale, è riuscita a comunicare con tutti”.

Riguardo poi ai fenomeni straordinari che, anche grazie a trasmissioni televisive, resero la Evolo famosa, il vescovo ha ricordato: “Sono fenomeni di grande suggestione e se vogliamo di sensazionalismo, ma restano sempre marginali, Natuzza non è grande per questi fenomeni, anche se appariscenti. Natuzza è grande per la sua fede, per il suo amore, per il suo “sì” totale dato a Gesù sofferente”.

Monsignor Renzo ha rivelato nella sua omelia funebre che “Natuzza, donna debole nella salute, ma forte nella fede, ha mostrato il suo coraggio, la sua grandezza d’animo, soprattutto al momento della morte. E’ in quel momento che ha testimoniato a me e agli altri vicini al suo letto di agonia quale fosse la sua tempra spirituale e come la sua fede e il suo amore a Dio fossero tutto per lei”.

Il vescovo ha ricordato di averla vista poche ore prima della morte e di averle chiesto: “Natuzza, volete baciare il crocifisso?”. “Come se si fosse svegliata da un torpore di sofferenza, ha aperto gli occhi, ha fatto cenno di sì e porgendo e avvicinando le labbra ha baciato il crocifisso. In quello stato di dolore e sofferenza ha dimenticato se stessa e ha baciato il crocifisso riprodotto sulla mia croce pettorale”. Se oggi si va a Paravati e si entra nel bar di fronte all’abitazione di Natuzza, alla parete vi è una foto della mistica calabrese che è incorniciata accanto a quella di san Pio da Pietrelcina…. Non meravigliamoci se tra qualche decennio la Chiesa, dopo aver raccolto tutte le testimonianze necessarie e ottenuto il miracolo, la beatificherà. Il popolo umile e semplice già l’ha fatto! Come ricordo di Natuzza nel primo anniversario della sua morte offro alcunipensieri spirituali della mistica calabrese estrapolati dalle interviste che ha rilasciato a vari giornali o in televisione oppure dalle testimonianze dei suoi figli spirituali. Natuzza era analfabeta e molti suoi pensieri sono espressi in modo sgrammaticato e con la sintassi che lascia a desiderare…, io però ho preferito riportarli in modo integrale perché il lettore con un minimo di sforzo li riesce a decifrare bene. Sono messaggi che parlano al cuore e che ci invitano alla santità. Eccoli:

“Se volete, accettate queste mie povere parole, perché sono utili per la salvezza della nostra anima. Se non vi sentite, non abbiate timore, perché la Madonna e Gesù vi ameranno lo stesso.”

“Per il nuovo anno cominciate una nuova vita, per crescere sempre nella luce del Signore, e amate il prossimo come voi stessi. Perché è inutile che diciamo: ci battiamo il petto, facciamo le preghiere. Se non guardiamo a chi soffre, non vale niente. Perché la preghiera vuole essere accompagnata con le opere, senza le opere non ha valore.”

“ I giovani talvolta non sanno quello che è bene e quello che è male. E’ più facile che si facciano trascinare dai grandi, specialmente quando sono buoni, veramente! Però voi papà dovete essere dolci, non duri. Quando vi raccontano un marachella che fanno, voi dite: “Un’altra volta prendo la cinghia, un’altra volta ti lego”. Mai si dicono queste cose! Gli devi dire: “Figlicello mio, sbagliasti per sta volta, speriamo che non sbagli più!”

“ I figli hanno bisogno dell’affetto dei genitori, veramente! Abbiate confidenza con i vostri figli, sono soggezione, e la stessa soggezione ce l’hanno a raccontarvi un fatto. Non ve lo possono raccontare. A poco alla volta, bisogna riprenderli, a poco alla volta, in modo che prendano confidenza, prendano affetto! Se uno invece litiga in famiglia, oppure se litiga col padre o con la mamma, sono come le persone sposate, si bisticciano marito e moglie, ed oggi, e domani, e dopodomani, e dopo che fanno? La donna si rifugia da un altro, l’uomo si rifugia da un’altra, io ne conosco di questi che marito e moglie hanno rifugio, e così sono anche i ragazzi, se voi li sgridate, parlare duro, si vedono tentati perché sono nervosi, invece se sono tranquilli in famiglia, non li tentano, ma quando sono nervosi, gli dicono: “E fatti questa che ti passa la malinconia, che ti passa il nervosismo, che vedi un mondo nuovo”, e allora li invogliano, invece se sono belli, contenti e tranquilli, è un’altra cosa”

“ No, non dite niente ai figli vostri. Una volta sposati, è bene che non stiano a casa vostra. Così ci vogliono più bene, e il papà e la mamma non si intromettono nei fatti loro. E’ meglio che ve li raccontino, e non che voi assistiate. Poi loro ci abbracciano, ci baciano, e gli passa”

“ Dicevo: Guarda quanto è grande Dio! Mi faceva piacere osservare gli alberi. E poi S. Francesco mi toccò sulla spalla, e mi disse: “Che contempli, le meraviglie che ha fatto Gesù? Guarda, gli alberi parlano, gli uccelli cinguettano”, una parola così. “E gli alberi possono parlare?” “Tra di loro si comprendono” mi disse”

“( Cosa vuole il Signore da noi?)
“Natuzza: Vuole la sofferenza, vuole la gioia, vuole l’amore, vuole la pace, vuole tutte queste cose belle, ma la sofferenza per prima. Senza sofferenza non c’è gioia. E pure la sofferenza è un dono suo. Non sapevate che le vuole tutte queste cose?”

“E’ Dio che sceglie, dà ad ognuno di noi un compito. Se noi lo vogliamo, lo portiamo, e lo abbracciamo naturalmente; se noi non vogliamo, nostro Signore non prende il bastone!”

“Dice: Io ti ho dato dono: se tu sai utilizzare, porti frutto e mi dai gioia, se poi una non vuole, non portano frutto e non gioia al Signore”

“In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore sono l’umiltà e la carità, l’amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l’accettazione e l’offerta gioiosa al Signore di quello che mi ha sempre chiesto per amore suo e delle anime, l’ubbidienza alla Chiesa”

“Ho avuto sempre fiducia nel Signore e nella Madonna. Da loro ho ricevuto la forza di dare un sorriso e una parola di conforto a chi soffre, a chi è venuto a trovarmi e a posare il proprio fardello che ho presentato sempre alla madonna, che dispensa grazie a tutti quelli che hanno bisogno”

“Ho imparato anche che è necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. Per questo la “grande e bella casa” dedicata al Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime sarà innanzitutto casa di preghiera, rifugio di tutte le anime, luogo per riconciliarsi con Dio, ricco di misericordia, e per celebrare il mistero dell’Eucarestia”

“Ho sempre avuto una attenzione particolare per i giovani, che sono buoni ma sbandati, che hanno bisogno di una guida spirituale e di persone, sacerdoti e laici, che gli parlino di tutti gli argomenti, meno di quelli del male”

“Datevi con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri. Operate con opere di misericordia”

“Quando una persona fa un bene ad un’altra persona, non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: “Signore, ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare il bene”, deve ringraziare anche la persona che le ha permesso di fare il bene. E’ un bene per l’una e per l’altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l’occasione di fare del bene”

“Se volete, accettate queste mie povere parole, perché sono utili per la salvezza della nostra anima. Se non vi sentite, non abbiate timore, perché la Madonna e Gesù vi ameranno lo stesso”

“Io ho avuto sofferenze e gioie e ne ho ancora: ristoro all’anima mia. Rinnovo il mio amore per tutti. Vi assicuro che non abbandono nessuno. Voglio a tutti bene. E anche quando sarò dall’altra parte, continuerò ad amarvi e a pregare per voi.”

“Sì, sì, meglio ricevere il male, che farlo. E poi, quando fai un bene, dimentica che l’hai fatto, non annunciare ai sette venti: ho fatto questo, ho fatto quello. Ciò che fa la destra non lo deve sapere la sinistra… il bene bisogna farlo di nascosto.”

“Sì, S. Francesco mi conforta più di tutti gli altri!”

“Non dimostrare se avete un dispiacere, tenetelo per voi, che è più accetto a Dio!”

“Quanto è bello quando uno è contento ed ha il sorriso sulle labbra!”

“Mentre io mi confessavo, lui aveva capito che ero io, perché, mentre io gli dicevo delle cose, lui (Padre Pio) mi diceva: “Esercita la tua pazienza, e parla forte quando è giusto!” Ed io pensavo: “Io dico il peccato, e lui mi risponde un’altra cosa!” Poi gli dissi che mi insultavano, che qualcuno diceva che ero una pazza, una fattucchiera. “Padre, arrivano anche a casa mia e mi insultano”, e lui mi diceva, con mano sollevata: “Esercita la tua pazienza, te l’ha detto anche la Madonna, ma tu sei cocciuta come un mulo!” Vi dico, mi disse parole proprio che mi terrorizzarono…E poi siamo rimasti amici! Che lo vedevo pire in spirito, prima che morisse, che mi diceva: “Adesso tra cinque giorni la mia sofferenza finisce, ed aumenta la tua!” Sì, prima di morire è venuto ad avvisarmi”

“Ai figli io voglio bene, che esco pazza per i figli, pure ai nipoti, e a tutti; però l’amore per Gesù è diverso, è come se tu hai un figlio che dicono le mamme che è preferito, no? Dici: il figlio preferito”

“La bellezza è una cosa esteriore, la ( vera) bellezza è quella interna: porta ed offri a Dio”

“Io vorrei trasmettere la gioia che ioho nel cuore perché la Madonna i cenacoli li ha chiesti lei, ed io ho fatto quello che ho potuto, però sono contenta e soddisfatta, perché la gente, si converte, ed è contenta. Se sono contenta io, più di me è contenta la Madonna”

“Gesù e la Madonna, quante volte ha chiesto per la pace, hanno detto: “Il mondo è sempre in guerra, per la malvagità degli uomini, per il potere, per il denaro. Bisogna pregare molto e fare sacrifici”

“O Gesù, Tu che sei l’Amore noi ti aspettiamo come ti aspettavano i Re Magi nella notte santa. Trasformaci il cuore, dona a noi e al mondo intero gioia e pace, serenità e amore”

“Mantenete sempre la vostra anima pura e la mente rivolta a Dio. Praticate sempre la carità e l’umiltà. Sono le virtù che più piacciono alla Mamma del cielo e fanno felice il suo Cuore Immacolato”

“Amatevi tra di voi, perdonatevi a vicenda e chiedete perdono a Dio se qualche volta sbagliate”

“Pregate, pregate, pregate. Ve lo chiedo con cuore di mamma, e fate felice anche la Mamma del cielo”

“Voi giovani siete il futuro che il mondo assetato di pace e d’amore si aspetta”.

Don Marcello Stanzione

 
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