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IL CULTO MICAELICO NELLA FRANCIA NORD-OCCIDENTALE. Di Leonardo Guerra PDF Stampa E-mail

IL CULTO MICAELICO NELLA FRANCIA NORD-OCCIDENTALE. Di Leonardo Guerra

Anche in Francia la diffusione del culto di San Michele e degli angeli è legata ad eventi storici particolari e a personaggi che hanno avuto bisogno di protezione o si sono avvicinati alla Chiesa di Roma per legittimare il loro potere. Questo a partire dal momento in cui il re Clodoveo ( 466-511), della dinastia dei Merovingi, dopo aver sottomesso le popolazioni barbariche e gallico-romane, volle porsi a capo di uno stato autonomo e si convertì non all’arianesimo, come avevano fatto prima di lui altri sovrani barbari , ma al cattolicesimo, guadagnandosi, in tal modo, l’appoggio del papato. Assieme a lui si battezzarono in quella occasione circa tremila soldati, ai quali furono impartite dai missionari le fondamentali conoscenze della “ nuova” religione: non mancarono certamente, allora, notizie inerenti al ruolo e alla  funzione degli angeli. Dopo di lui, Carlo Martello ( 689- 741), vincitore degli Arabi a Poitiers ( 733) e il figlio Pipino il Breve ( 714- 768) non impedirono al monaco Bonifacio di continuare l’opera di cristianizzazione iniziata dai loro precursori e fu lo stesso monaco ad ungere Pipino con l’olio santo. ...
...  Carlo Magno ( 742-814) si servì dell’aiuto del papato per sottomettere i sassoni, gli Avari, i Musulmani e i Longobardi, e il sacro Romano Impero nacque per garantire l’ordine e la giustizia sociale per dare dignità all’imperatore, il quale si recò a Roma per giurare fedeltà al Vicario di Cristo. Ovviamente molti furono in quegli anni precetti e principi dottrinali importati dal mondo cattolico romano, che si faceva garante di valori in terre in via di ricostruzione, tanto più importante in quanto si concedeva grande rilevanza al ruolo degli angeli e dei santi. A Mont Saint-Michel, in particolare, si vollero creare straordinari “ vincoli di carità” con il Monte Gargano, dove giunse una rappresentanza di devoti per ritirare un pezzo del palliolo e un frammento della pietra della grotta da utilizzare per la fondazione del Monastero: molte, per questo, le analogie che legano l’ “ ApparitioSanctiMichaelis in monte Tumba” con l’Apparitio del Gargano. Tralasciando di parlare del celebre monte della Normandia, preso in esame della maggior parte degli studiosi, possiamo dire che moltissimi furono i toponimi e numerosissime le fondazioni sorte sotto il nome dell’Arcangelo Michele, visto non solo come difensore del nome di Dio ( Immutabile ed Eterno, il Sommo Creatore è modello per tutte le cose esistenti in natura: “ Deus est omnia”) e della sua Chiesa, ma anche come accompagnatore di anime dopo la morte e come garante della giustizia. In Francia ha origine un serpentone di strade che, mediante percorsi significativi, vede nel paese transalpino la presenza di moltissime sedi in cui si si sente viva la venerazione degli angeli. Tutti gli itinerari hanno come punto di partenza la città di Parigi. In questa parte, tuttavia, ci occuperemo solo della parte nord-occidentale della Francia. Da Parigi ogni anno, in primavera, si compie un pellegrinaggio verso Mont Saint-Michel. Tale percorso è per i Francesi all’origine della Via Francigena ed è affrontato da persone che si preparano a vivere momenti di intensa spiritualità. Esso tocca le principali località cresciute all’ombra del Monastero, della Normandia. Tra le sedi più importanti è certamente la città di Reims, la cui Cattedrale di Saint Remi, del XIII secolo e in perfetto stile gotico, vede l’incoronazione di molti sovrani francesi in una dimensione surreale, un cui il naturale si unisce al trascendente: l’aura di mister, che si avverte nell’osservazione del Giudizio finale, induce il visitatore ad immaginare la lotta tra gli angeli e diavoli descritta nell’Apocalisse di San Giovanni e a rifugiarsi nel volto sorridente dell’angelo della facciata dell’ingresso principale, dal capo inclinato verso il basso, dal quale sembrano promanare un invito a rivolgersi all’infinito, la contemplazione di una bellezza estetica lontana dallo spirito del Medioevo e la lieta speranza di assicurarsi l’individuale permanenza umana nella dilagante luce dell’infinito. Sul pavimento dell’ingresso era presente un enorme labirinto ottagonale con appendici ai quattro lati, di pregevole fattura, simile a quelli di Chartres e di Amiens, andato distrutto durante le vicissitudini subite dalla Cattedrale. Il percorso tocca, poi, l’Abbaye Notre-Dame e si snoda lungo i centri di Mortagne, di Argentan, di Bagnolet de l’Horne, di Mortain e di Avranches, estendendosi fino a Saint-Michel-en Grève e a Plouharnel, ove è parimenti molto sentita la presenza dell’Arcangelo Michele.
 
IL CULTO MICAELICO NELLA FRANCIA NORD-OCCIDENTALE. Di Leonardo Guerra
 
Segnalazione di Don Marcello Stanzione (Ha scritto e pubblicato clicca qui)
 
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