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Corso di ANGHELOSOPHIA primo livello
Il prete che fa il tifo per gli angeli «Ho le prove, lassù qualcuno ci ama» PDF Stampa E-mail
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mercoledì 25 dicembre 2019

don_marcello_stazione_a_porta_a_portaDon Stanzione non ha dubbi: «Esistono, proteggono anche agli atei. Ma tanti vescovi non ci credono»

«Gli angeli sono come gli insegnanti di sostegno: ci aiutano.

 

 

«Gli angeli sono come gli insegnanti

di sostegno: ci aiutano.

Dio li fa sempre intervenire per

il nostro bene». Don Marcello

Stanzione spiega, nell’affollata

chiesa dei Benedettini, a Modena,

chi sono gli angeli. È il più

grande studioso delle figure celesti,

autore di 250 libri di spiritualità.

Ha rifondato l’associazione

cattolica ‘Milizia di San Michele

Arcangelo’ per «la retta

diffusione della devozione ai

santi angeli» ed è impegnato

nella lotta alle sette, alla magia

e all’occultismo, «perché sono

in continuo aumento coloro

che, soprattutto tra i giovani, attratti

da esperienze soprannaturali

e dalla new age, si lasciano

irretire dall’astuto diavolo».

Don Stanzione, chi sono gli angeli

e qual è il loro ruolo?

«Sono esseri soprannaturali immortali,

impegnati costantemente

nella lotta invisibile contro

i demoni, gli angeli malefici,

che abitano i principati e le potestà

dell’aria. Creati per l’immenso

amore di Dio per l’umanità,

compiono la sua volontà, in cielo

e in terra. Svolgono una infinità

di mansioni, nella Bibbia sono

i messaggeri che portano profezie,

liete notizie, sogni, rivelano

con grande gioia la nascita di

Gesù. A loro, tuttavia, la scelta

se farsi vedere come angeli o

con sembianze umane, oppure

restare invisibili».

Oggi stesso potremmo incontrare

un angelo?

«Si, se Dio lo consente. Sono numerose

le testimonianze, nel

mondo, di persone in pericolo

di vita o in difficoltà che hanno

incontrato esseri celestiali anche

sotto sembianze umane,

spariti all’istante dopo averli

tratti in salvo. Gli angeli sono esseri

santi, belli, potenti, armoniosi

ed è per questo che l’iconografia

li raffigura mentre suonano

strumenti musicali. Il diavolo,

invece, è stonato e cacofonico

».

Ciascuno ha il suo angelo?

«Appena usciamo dal grembo

materno abbiamo il nostro angelo

custode, quando siamo nella

pancia della mamma abbiamo il

suo. I bambini, più puri rispetto

a un adulto, spesso vedono il loro

angelo. Quando sorridono in

culla e farfugliano stanno colloquiando

col loro angelo. Sta

scritto nel Vangelo che ‘se non

diventerete come bambini non

vedrete il Regno di Dio’. L’ infanzia

spirituale consente di vivere,

da adulti, una vita soprannaturale

».

Il nostro angelo ci aiuta dalla

nascita alla morte, è così?

«Si, ma solo se lo vogliamo. Siamo

esseri liberi, decidiamo se

credere o meno in Gesù e quindi

anche nell’angelo custode.

Oggi, purtroppo, anche tra sacerdoti,

vescovi, cardinali c’è

poca fede nell’angelo custode

quando invece sono esseri importantissimi.

La prova è il fatto

che se volessimo eliminarli dovremmo

strappare pagine su pagine

di Vecchio Testamento e

Vangelo. Dice bene Vittorio

Sgarbi quando afferma che senza

gli angeli si dimezzerebbero

le sale museali».

L’angelo custode affianca anche

il non credente?

«L’amore divino non fa differenze,

tuttavia la facciamo noi. Se

preghiamo e crediamo l’angelo

custode si ‘ingrandisce’, s’illumina,

felice di stare al fianco di un

credente, altrimenti resta piccolo

».

S’ingrandisce come?

«I mistici vedono l’angelo custode

come una persona, Padre Pio

e Natuzza Evolo, per esempio,

l’avevano sempre accanto. Chi

li vede testimonia non solo la loro

grandezza e bellezza, ma il

fatto che si riempiono di luce, di

‘volume’, di gioia. D’altronde

abitano il Paradiso, e più gioia di

quella non esiste, ma sono davvero

felici di stare accanto a un

credente».

Quando si lascia questa terra

si diventa angeli?

«Nient’affatto. Su questo tema

c’è molta confusione. L’anima

va in Paradiso, in Purgatorio,

all’Inferno, che è la separazione

da Dio per l’eternità. Oggi in tanti

pensano che dopo la morte ci

sia il nulla, il vuoto, e si fanno

cremare apposta pensando di

scomparire per sempre, ma

l’anima vive per l’eternità».

 
 
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