Menu Content/Inhalt
Home Page arrow Editoria e Libri arrow Conoscete la “Corona di giglio” o rosario carmelitano di San Giuseppe?
Omelia Don Marcello Stanzione a Cracovia
Conoscete la “Corona di giglio” o rosario carmelitano di San Giuseppe? PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Amministratore   
sabato 03 aprile 2021

Corona di giglio di San giuseppe

di Gelsomino Del Guercio

La corona imitava la forma e la disposizione del rosario della Vergine Maria. Si componeva però di due parti: ognuna comprendeva sette decine. A comporre il rosario sono stati i carmelitani polacchi

Il rosario in onore di san Giuseppe apparve in Occidente all’inizio del XVII secolo. ...

 
In Polonia, fin dalla fondazione delle confraternite di San Giuseppe, è stato composto da padre Cesare del Salvatore, carmelitano varsaviano, ed introdotto nel libro di preghiere “Ascesis spiritualis” del 1669.

Don Marcello Stanzione, nel libro “I carmelitani e la devozione a San Giuseppe” (edizione Segno), racconta questa devozione al rosario di San Giuseppe.

Due parti di sette decine

La corona imitava la forma e la disposizione del rosario della Vergine Maria. Si componeva però di due parti: ognuna comprendeva sette decine

L’oggetto della meditazione della prima parte erano i “sette dolori” del santo, nel mentre che quello della seconda erano le sue “sette allegrezze”. 

SAn Giusppe

Il rosario è il frutto di una profonda devozione dei carmelitani a San Giuseppe.

Dieci saluti a San Giuseppe al posto delle Ave Marie

Dopo l’orazione iniziale a san Giuseppe ed il segno della croce, si recitavano tre volte il “Pater” e l’ “Ave Maria”, poi il “Credo”. 

Ogni mistero iniziava con un “Pater” e un’orazione che evocava sia uno dei “dolori”, sia una delle “allegrezze” del santo, e conteneva un’appropriata preghiera relativa al mistero in questione. 

Poi, le dieci Ave Maria del rosario tradizionale, si sostituivano ripetendo dieci volte un saluto a san Giuseppe composto seguendo il modello del saluto angelico.

Ave Sancte Joseph – quem gratiae celestes impleverunt – Dominus tecum – benedicte inter viros – et benedictus Nuncupatus tuus filius Dominus noster Jesus Christus. – Sancte Joseph, tutor et nutrix incarnati Dei – ora pro nobis peccatoribus nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

(Ave, o Giuseppe, uomo giusto. Dio ti ha scelto come sposo di Maria e Gesù tiha onorato con il titolo di “Padre”.O custode del Redentore e Patrono della Chiesa universale, proteggi le nostrefamiglie e assistici nell’ora della morte. Amen)

La controversia tra carmelitani e domenicani

Alla fine di ogni parte del rosario di San Giuseppe dei carmelitani, si recitava il “Credo”, il ”Te Deum” ed un’orazione a san Giuseppe. Questo rosario suscitò una controversia tra i carmelitani ed i domenicani. Si sollevarono obiezioni riguardo all’espressione “rosario” ed all’orazione “Ave Sancte Joseph”. 

Da rosario a “corona di gigli” 

In realtà l’utilizzo dell’appellativo “rosario” non era altro che un’espressione innovatrice, visto che si conoscevano dei rosari in onore delle “Cinque piaghe di Gesù” e del suo settuplo versamento di sangue, in onore della Santa Trinità e degli angeli custodi.

I carmelitani comunque hanno rinunciato all’appellativo “rosario” e l’hanno rimpiazzata con “corona” o “corona di gigli”. La disposizione possedeva solamente una parte dove si riuniva un dolore ed un’allegrezza in un solo mistero. Per contro, il saluto a san Giuseppe differiva ad ogni mistero.

 
< Prec.   Pros. >

Traduttore

English Arabic Bulgarian Chinese (Simplified) Chinese (Traditional) Croatian Czech Danish Dutch Finnish French German Greek Italian Japanese Korean Norwegian Polish Portuguese Romanian Russian Spanish Swedish Catalan Filipino Indonesian Latvian Lithuanian Serbian Slovak Slovenian Ukrainian Vietnamese Albanian Estonian Galician Hungarian Maltese Thai Turkish Persian Afrikaans Malay Swahili Irish Welsh Belarusian Icelandic Macedonian

Statistiche Sito

Utenti: 67913
Notizie: 3132
Collegamenti web: 35
Visitatori: 216338113
Abbiamo 1 utente online

Feed Rss