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Lilia Maria venerabile francescana Gelsomino Del Guercio PDF Stampa E-mail
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domenica 15 maggio 2022

Lilia Maria venerabile francescanaQuel profumo di santità

Un profumo soave, dolce, che attirava chiunque stesse con lei mentre era ancora in vita. La Venerabile Serva di Dio Lilia Maria del Santissimo Crocifisso emanava “profumo di santità”, secondo le sue Consorelle. E la sua “corsa” verso gli altari testimonia che questo fatto straordinario era tutt’altro che frutto di suggestione. Di questo fatto ne parla il libro “Profumi divini” (Mimep Docete) a cura di Don Marcello Stanzione. ...

 

 

IL PERCORSO FRANCESCANO
Suor Lilia nasce a Viterbo come Anna Felice Bertarelli il 25 luglio 1689, verso le ore 22, da Benedetto e Maddalena d’Antonio, a Viterbo, Il 17 maggio 1712 veste l’abito di Terziaria Francescana nella Chiesa del Convento di Santa Maria del Paradiso dei Frati Minori Osservanti a Viterbo e, l’anno successivo, l’8 dicembre 1713, professa i voti nelle mani del suo confessore Padre Lettore Clemente da Toscanella, il quale le impose il nome di Lilia Maria, per la sua purezza ed innocenza, al quale Lei stessa volle aggiungere del Santissimo Crocifisso per l’amore grande che portava e por- tò sempre a Gesù Crocifisso.

MORI’ CON GESU' SULLE LABBRA
Nella nuova veste francescana, che l’accompagnerà fino alla morte, Suor Lilia riunisce nella Sua casa alcune giovani che educa alla santa fede e con le quali si dedica a moltissime opere di misericordia: visitare gli ammalati e i carcerati, sostenere i poveri e i deboli, confortare i moribondi, educare e proteggere le fanciulle indifese.
La religiosa morì il 12 febbraio 1773, di venerdì alle ore 21, come aveva predetto, con il nome di Gesù sulle labbra.

L’ODORE PARTICOLARE DEL CADAVERE
Tutti i testimoni sono concordi nel dichiarare che il Cadavere della Serva di Dio emanava un odore particolare, ma è da rivelare che anche in vita dalla sua persona emanava un odore talmente caratteristico che non solo nessuno sapeva individuare (qualcuno lo chiamerà odore di paradiso).

IL PROFUMO QUANDO ERA ANCORA IN VITA
Suor Maria Caterina della Circoncisione afferma: “(..) Debbo aggiungere il grande odore, che di Lei Cella, o l’incontrassi per il Monastero sentivo uscire dalla di Lei persona un odore così fragrante, e soave, che non saprei assomigliarlo ad altro odore di cose terrene. Molte volte, quando in ore di silenzio, ci trattenevano a discorrere fra sorelle Converse, o in cucina, o in Dormitorio, o altrove, la Venerabile Madre zelante dell’osservanza veniva camminando senza farsi sentire per sorprenderci; ed io prima che arrivasse, sentendo lo solito odore, avvisavo le sorelle che si quietassero, perché veniva la madre.

Esse mi rispondevano che io era matta, ma realmente compariva all’improvviso la Venerabile Serva di Dio per riprenderci come faceva della mancanza al silenzio. Mi domandavano poi le compagne come io avessi indovinato che veniva la Madre. Eh non avete sentito ancor voi altre l’odore? Rispondevo, perché non ci state attente? Questo odore ancora si diffondeva nei panni di cui faceva uso la Venerabile Serva di Dio. Molte volte che io ho dovuto lavarli, mi rincresceva di buttarli nell’acqua tale era la fragranza che tramandavano».


“GRATO ODORE” CON PORTE E FINESTRE CHIUSE
Suor Maria Giacinta di S. Francesco Saverio, dichiara: “È stata costante opinione delle Religiose Anziane, ed anche mia per quel tempo che l’ho trattata, abbia conservata l’innocenza Battesimale senza commetter colpa grave, e veniale pienamente avvertita. Ne è un contrassegno secondo che mi hanno raccontato le Anziane, e segnatamente Suor Maria Angelica della Natività già defunta, che l’ha trovata quando era giovane, e fino alla morte, che se per il Monastero, si ricercava la Serva di Dio, l’andavano ritrovando presso un grato odore, che dava continuamente.

Mentre stava male e giaceva in letto, la camera sua si teneva sempre chiusa e la finestra non si apriva quasi mai, e la tendina della porta era quasi sempre tirata. Tanto ché era sempre la medesima aria. Ci si aggiunge, che Suor Maria Vittoria, che l’assisteva più assiduamente, era solita mangiare aglio e cipolla. Ci andavano a visitarla ogni sorta di persone povere, miserabili, onde l’aria per sé stessa doveva essere nauseante e naturalmente puzzolente. Eppure nella detta sua camera ci si sentiva un grato odore”.

 
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