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XV Meeting Nazionale sugli Angeli
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Gli Angeli - Milizia Celeste - Milizia di San Michele Arcangelo

Messaggeri di Dio presso gli uomini, gli Angeli sono al loro servizio per accompagnarli sulla via della salvezza. E, meraviglia delle meraviglie, ogni uomo, senza eccezioni, ha il suo Angelo custode personale!

Egli veglia sulla sua anima, fino alla morte; lo accompagnerà nell'aldilà. In quest'opera Lejeune risponde a molte domande e propone una selezione di preghiere, litanie e novene in onore degli Angeli.

Gli Angeli Custodi non sono quei bambinelli paffutelli, gonfi e piumati che una certa tradizione barocca ci ha insegnato ad immaginare. Questo è immaginario, ma la realtà è tutt’altra. E’ una delle cose più profonde della nostra fede che questo mondo visibile non è autosufficiente, non è racchiuso su se stesso e non è gestito, se così posso dire in una maniera autonoma. Noi crediamo che il nostro mondo visibile, noi diciamo nel Credo: “Credo in Dio, creatore del mondo visibile ed invisibile”, noi crediamo che il nostro mondo visibile è come la frangia di un universo molto più grande, molto più vasto, che è composto, costituito da creature invisibili e spirituali. Fin qui, si può ancora ammetterlo, anche se una veduta moderna delle cose ci ha sovente inclinati a pensare che al di là di quello che si vede e di quello che si tocca, non vi sia niente.

Ma quello che è ancor più importante, è che il rapporto tra questo mondo visibile ed il mondo invisibile non è quello che si pensa. Noi pensiamo subito in termini di una gerarchia. Noi saremmo la parte meno interessante della creazione, soggetta agli alea, agli sconforti, alle miserie che voi conoscete, che noi tutti conosciamo, che non ci darebbe neppure la pena di interessarsi a noi. Ora, quello che ci insegna la Rivelazione, a proposito degli Angeli, ci dice tutto il contrario.

Che cos’è un angelo? E’ contemporaneamente un messaggero di Dio ed un vigilante, un custode. Occorre immaginare l’insieme della Creazione come una immensa famiglia, nella quale vi sono dei maggiori e degli ultimi, e gli ultimi, siamo noi, è l’umanità. Noi siamo gli ultimi nati della famiglia e come voi lo vedete, in ognuna delle vostre famiglie, generalmente, almeno è augurabile, i maggiori mostrano molta sollecitudine ed affetto per quelli che vengono dopo. Questo comporta talvolta delle catastrofi. Nel caso degli Angeli, non pare. Poiché la sollecitudine degli Angeli, è precisamente di essere i fratelli maggiori, ed è per questo che essi vedono il volto di Dio. Essi vedono il volto di Dio, vivono e contemplano già quello che noi siamo chiamati a contemplare ed a vivere un giorno in pienezza. E’ per questo che Cristo disse un giorno: “Questi bambini, i loro angeli vedono il volto di Dio”.

Ma essi non si accontentano di precederci, vogliono introdurci. Ed è là il ruolo degli Angeli. Il ruolo degli Angeli, è di essere dei vigilanti, dei custodi che, poco a poco, prendono cura di noi, con molto affetto e tenerezza, e che risvegliano il nostro cuore a quella sensibilità all”aldilà”. Ecco l’opera degli Angeli. Un’ultima cosa è importante sapere, è che gli Angeli non fanno questo al posto di Dio. Dio non ha messo una specie di assemblea di funzionari, di quadri intermedi che si occuperebbero di noi perché Egli ha altro da fare. Dio vuole che gli Angeli partecipino, in tutto il loro essere, a quella sollecitudine che Egli ha per noi. In fondo, Dio è esattamente il padre di famiglia. Come per un padre od una madre di famiglia, è loro gioia vedere che i loro maggiori si occupino, come essi, dei piccoli ultimi, e che questo è lo stesso pensiero, la stessa sollecitudine di tutta una famiglia per quelli che non hanno ancora scoperto la pienezza dell’esperienza umana, così accade della famiglia di Dio. Tutta la tenerezza e la sollecitudine di Dio per noi si riflette, come un raggio luminoso passa attraverso l’acque od il vetro, si riflette attraverso quella sollecitudine del mondo spirituale che sono gli Angeli.

Così, fratelli, noi non possiamo avere migliori fratelli maggiori. Non possiamo avere nessuno in cui mettere maggiormente la nostra fiducia, non già perché noi avremmo meno fiducia nella paternità di Dio, ma precisamente perché per avere fiducia nella paternità di Dio, occorre avere anche risentito tutto quell’amore che Egli investì in quelli che incarica di vegliare su di noi, con Lui.

                                   Omelia di Fra Daniele Bourgerois

 
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