| L’ANGELO DI SANTA MARIA DI GESU’ CROCIFISSO Di don Marcello Stanzione |
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| Scritto da Amministratore | |
| mercoledì 21 ottobre 2026 | |
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Mirjam Baourdy che da religiosa prese il nome di suor Maria di Gesù Crocifisso fu una carmelitana dotata di straordinari carismi, morta all’età di soli 33 anni, è in effetti un simbolo ecumenico. ...
La futura santa carmelitana venne guidata in maniera evidente, dal suo arrivo a Gerusalemme, dal suo angelo custode. Durante quattro giorni fu persino posseduta da un angelo che parlava attraverso di lei, dando indicazioni. Vediamo ora tutto per ordine: Un giorno per le strade di Gerusalemme le si avvicinò un bellissimo giovanotto, le parlò e lodò la sua castità consacrata a Dio. Qualche giorno più tardi lo incontrò di nuovo e le disse che il suo nome era Giovanni Giorgio; le propose di accompagnarla alla chiesa- Tomba di Cristo. In quel luogo, Mirjam promise alla sua enigmatica Guida, di fare il voto eterno di castità, se lo avesse fatto anche lui. Entrambi fecero il voto sulla tomba del nostro Signore. Prima di lasciare Mirjam, Giovanni Giorgio le ricordò i passaggi principali della sua futura vita, di come la Beata Vergine le aveva già illustrato dopo il suo assassinio, la miracolosa guarigione e resurrezione. Dieci anni più tardi, poco prima della sua eterna professione dei voti a Mangalore (India), vide di nuovo suo “fratello spirituale”. Comprese allora, che Giovanni Giorgio era il suo angelo custode, mandato dal Signore, come aveva fatto con Tobia. Anche nel resto della sua vita, gli angeli apparvero a Mirjam a volte in maniera visibili, anche sotto le sembianze di un bambino o di un giovane uomo “per assisterla nei pericoli, servirla come interpreti durante le sue estasi e per renderla partecipe della loro felicità. Nel coro e durante i riposi vide spesso anche gli angeli delle sue consorelle. Una particolarità alquanto unica nella storia della mistica cattolica è la possessione di Mirjam da parte di un angelo buono. Successe a Pau, il 4 settembre del 1868. Esattamente 40 giorni prima era stata indemoniata. Adesso il tempo concesso al diavolo era finito: lasciò il corpo della novizia, che si trovava allora nella infermeria del carmelo. Al posto delle tentazioni, umiliazioni e deformazioni della giovane suora, riconducibili alla sua lotta contro il grande avversario, ora ci fu una vera e propria trasfigurazione. Mentre suonava il campanello di mezzogiorno Mirjam si librò a circa 20 cm sopra il letto, con un volto radioso, occhi neri brillanti come dei diamanti e un meraviglioso sorriso sulle labbra. Le suore che si trovarono vicino al suo letto, si inginocchiarono; avevano l’impressione di percepire il passare del Signore. A questo punto, uno spirito sovrannaturale prese possesso del corpo liberato della estatica che ora veniva posseduta da un buon angelo. Questo stato particolarissimo durò quattro giorni. Mentre prima era stato il diavolo a parlare attraverso la giovane carmelitana, adesso era la volta di un angelo. Trasmise alle suore insegnamenti e consigli di grande valore…L’insegnamento dell’angelo comprese la fedeltà alle regole, l’ubbidienza, il silenzio, il giusto utilizzo del tempo e l’amore nella comunità dell’ordine carmelitano. A questo insegnamento, l’angelo, che parlava tramite Mirjam, aggiunse le frasi: ‘Sorelle, la Madre Divina ripete che non dovete mai rivelare nulla alla suora Maria, quella piccola cosa insignificante, di tutto ciò che è successo. Non le fate domande! Non le dovete prestare attenzione, guardarla o parlare di lei; niente, niente che disprezzo… la piccola cosa insignificante rimarrà solo poco tempo qui a Pau, poi compirà l’opera di Dio. Non vi meravigliate di nulla, non perdete il coraggio, perché non siete angeli ma solo deboli esseri umani. Chi si fa piccolo piccolo, piace a Gesù e lo incontra.’ Le suore chiesero diverse volte a questa enigmatica creatura, che parlava tramite la loro consorella Maria, del suo nome. Lui rispose: ‘ Sono uno di coloro che ascendono e discendono; sono lo spirito angelico di suora Maria.’ L’angelo proclamò poi che le prove della piccola (Mirjam) sarebbero iniziate di nuovo, una volta che egli se ne sarebbe andato. Satana sarebbe tornato e per tre anni l’avrebbe torturata con ossessioni per indurla a lasciare il monastero, sarebbe stata portata agli estremi della disperazione, e quindi bisognerà aiutarla a scendere al suo niente. La suora Maria avrebbe commesso degli errori; Dio l’avrebbe ammesso, perché era giunto il momento delle prove e anche perché Satana più tardi, a causa della sua umiltà, non avrebbe avuto nessun potere su di lei. Perché un domani avrebbe compiuto delle grandi opere; sarebbe stata quasi sempre trasfigurata. La piccola cosa insignificante era un sacrificio e come tale doveva soffrire tanto. – Prima che l’angelo abbandonasse la suora Maria, le carmelitane le chiesero di nuovo il suo nome. Rispose: ‘Sono lo spirito di Maria, sono l’angelo di Maria.’ Il corpo della posseduta angelica tremò. ‘Ho la felicità nelle ossa,’ diceva ininterrottamente. Quando l’angelo si allontanò, cadde di nuovo il velo della tristezza su Mirjam. Le prove e sofferenze annunciate la invasero, dovette di nuovo discendere dal Tabor, per entrare nel profondo del giardino Getsemani.
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