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Come San Michele conta l'età delle Anime |
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Una pia leggenda canadese ci dice il prezzo della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Un buon religioso era in preghiera nel suo convento di Montréal. Nel mentre che pregava con fervore per l'estensione del regno di Dio e la santificazione delle anime, San Michele gli apparve tutto circondato da una luce troppo bella per essere di questo mondo. "Io vengo, disse l'Arcangelo, per confidare alla vostra pietà ed al vostro zelo una missione sacra. Ascoltate bene! Uno dei troni, perduto da uno dei più grandi tra gli angeli che caddero con Lucifero, è rimasto senza possessore fino ad oggi. Occorre che voi mi troviate un'anima degna di occupare questo trono radioso. Ed io, Michele, principe della corte celeste, non mancherò di ricompensare generosamente il servizio che mi avrete reso. Solamente, al fine di non perdere troppo tempo nelle vostre ricerche, ricordatevi bene questo: l'anima che sceglierete non deve essere troppo giovane". |
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Dottrina: San Michele Arcangelo e il Mondo Angelico |
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CHI È COME DIO? Gli Angeli sono stati dotati da Dio della massima intelligenza e, comunque, hanno peccato, rivoltandosi contro il loro Creatore. Mistero del male… San Michele, per la sua fedeltà, ha ricevuto in premio la missione di proteggere la Santa Chiesa. Tutte le domeniche, un incalcolabile numero di fedeli nell’orbe cattolico canta o recita, durante la celebrazione della sacra Eucaristia, il simbolo della nostra fede. Le verità della nostra santa religione sono proclamate, una dopo l’altra, in un’ispirata e sublime sintesi, fino a completare la totalità dell’unica dottrina della fede: “Come la semente della senape contiene in un piccolissimo ramo un gran numero di grani – ci insegna San Cirillo di Gerusalemme, allo stesso modo questa sintesi della fede racchiude in qualche parola tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nell’Antico e nel Nuovo Testamento”. |
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Giudizio dell’anima ed Ultimo Giudizio |
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Anche senza approfondirne la teologia, ci sembra necessario, prima di affrontare l’esame delle rappresentazioni, precisare questa distinzione. Poiché non si sarà potuto evitare di essere colpito da una sorta di ambiguità, se non di contraddizione, tra l’annuncio dell’Ultimo Giudizio da una parte, col suo aspetto di drammaturgia collettiva alla fine dei tempi, sia nel Vangelo di San Matteo o nell’Apocalisse, e dall’altra parte il giudizio dell’anima e delle azioni buone o cattive, giudizio necessariamente individuale e poco a poco ammesso come sopraggiungente subito dopo la morte, essendovi una prova nelle parole di Cristo in croce al buon ladrone. E’ quello che portava Sant’Agostino a supporre dei ricettacoli di attesa per le anime tra questi due tempi. |
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Il culto dell'Arcangelo San Michele nell'Impero Bizantino |
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Le origini del culto dell’Arcangelo Michele, nel mondo orientale, sono state fatte oggetto di studi, spesso importanti, da circa una trentina d’anni.
I contributi più recenti sono due articoli di Cyril Mango, apparsi nel 1984-1986 (C. Mango, Saint Michael and Attis, Deltion tès christianikès archaiologikis hètaireias, 1984 – 86); (C. Mango, The Pilgrinage Centre of St. Michael at Germia, Joebyz 36, 1986) e quello di Mons. Victor Saxer che pose, nel 1985, prudenti questioni sulla storia del culto di Michele in Oriente, prima dell’iconoclastia (V. Saxer, Questioni per servire alla storia del culto dell’Arcangelo San Michele in Oriente fino all’iconoclasma, Noscere sancta. Miscellanea in memoria di Agostino Amore Ofm (+ 1982), I, Storia della Chiesa, Archeologia, Arte, Roma 1985). |
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Il culto di San Michele in Gallia poi in Francia |
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Il culto del nostro Arcangelo ha beninteso la sua origine in Occidente dalla apparizione sul Gargano nel 492. Ma si manifesta in Gallia fin dagli inizi del VI, quando la regina Caretena, moglie del burgundo Gondebaldo che aveva partecipato al saccheggio di Roma nel 472, fece costruire a Lione una chiesa dedicata a San Michele, la prima di numerose, e vi si fece interrare nel 506. Il fatto giustifica la diffidenza e gli anatemi della Chiesa, che voleva evitare di fare di Michele e degli Angeli gli dei dei morti: così fu vietato interrare in quella basilica paleocristiana di Perugina dedicata agli angeli ed a Michele in primo luogo. Il divieto fu d’altronde in generale rispettato in Gallia merovingia, esempio di Caretena a parte. Nel 708 in ogni caso e lontano dql mondo romano intervenne, secondo la leggenda ben nota ma che mi permetterete di ricordare, un fatto maggiore per il nostro paese: |
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Il nome dell'Arcangelo principe delle milizie celesti è composto da tre parti: Mi Kha El e significa: "Chi come Dio?" e, nelle Sacre Scritture, il nome coincide con l'essere. II nome di San Michele appare cinque volte nella Bibbia. La prima volta è nella famosa visione del profeta Daniele: "Ma il principe del regno di Persia mi si è opposto per ventun giorni: però Michele, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto ed io l'ho lasciato là presso il principe del Re di Persia" (Dn. 10, 13). Ancora nel Libro di Daniele ci sono altre due citazioni: "Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò di nuovo a lottare con il principe di Persia, poi uscirò ed ecco verrà il principe di Grecia. Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro delle verità. Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe, ed io nell'anno primo di Dario, mi tenni presso di lui per dargli rinforzo e sostegno" (Dn. 10, 20-22). Sempre in Daniele: |
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Il Rosario di San Michele |
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Una delle pratiche di devozione più raccomandabili ai fedeli cattolici in onore del glorioso arcangelo, è la recita della corona Angelica, detta il Rosario di San Michele. Questa devozione, approvata dalla Chiesa fin dal 1851, è arricchita da numerose indulgenze. Questa pratica di devozione è molto antica, poiché San Michele l'ha portata lui stesso dal cielo alla terra. Essa è comunque poco conosciuta e soprattutto poco messa in uso. Solo alcuni devoti a San Michele, anche in mezzo ai ferventi, sono fedeli alla recita del rosario angelico. Si era nel 1751. E' allora che l'Arcangelo protettore della Chiesa apparve, in Portogallo, ad una illustre serva di Dio tanto devota al suo culto, ad Antonia d'Astonac, religiosa carmelitana. |
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L' apparizione di San Michele a Roma |
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A Roma, sulla cinta del castello Sant'Angelo, una volta superbo mausoleo che l'imperatore Adriano aveva voluto che gli si erigesse con una magnificenza straordinaria, si vede una grandiosa statua di San Michele. Questa statua richiama il ricordo di un'apparizione dell'Arcangelo e la cessazione miracolosa della peste che devastava la città di Roma. Nel mese di novembre 589, il Tevere, prodigiosamente gonfio a seguito di forti piogge, inondò la città, rovesciò edifici, causò la fame e gettò nella campagna numerosi cadaveri di enormi serpenti che infettarono l'aria. Fu la peste, una peste così orribile che nessuno voleva seppellire i morti. Il papa Gelasio ne fu una delle prime vittime. Il suo successore sulla cattedra di San Pietro, San Gregorio I, che a così giusto titolo fu soprannominato Gregorio Magno, non si accontentò di prendere mezzi naturali: |
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L'apparizione di San Michele a Licata |
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L'Italia che, fin dal 1° secolo dell'era cristiana, ha il privilegio - purtroppo ben mal compreso oggidì - di avere il governo supremo della Chiesa, ed il cui suolo è tutto impregnato del sangue dei martiri, doveva avere, ancor meglio che la Francia, delle note visibili, meravigliose, della protezione speciale di San Michele. Dopo le sue apparizioni sul monte Gargano ed a Roma il glorioso Principe degli Angeli appariva in Sicilia (1624) a Licata, per esaudire le preghiere di un umile religioso dell'ordine di San Francesco d'Assisi. Nel monastero di Licata, fra Francesco copriva la carica di infermiere. Dolce, fervente, osservante della regola, egli curava i suoi ammalati con devozione e carità. Una sera, verso le dieci, nel mentre recitava nel coro la sue abituali preghiere, si ricordò di aver dimenticato di far riempire un modulo del medico, rimedio urgente per un religioso molto malato. |
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L'apparizione di San Michele sul Monte Gargano |
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I primi cristiani fecero certamente ricorso, nelle loro preghiere, all'intercessione degli spiriti celesti, come lo attestano le più antiche liturgie ed i Padri della Chiesa. "Gesù Cristo ed i santo Angeli ci assistano in tutte le nostre azioni", scriveva il martire Nemesio ed i suoi compagni a San Cipriano. "Prego i buoni Angeli di ricevere l'anima mia nell'ora della mia morte", diceva San Gregorio di Nazianzio. Ma non vi fu nessuna festa in onore degli spiriti beati, durante i primi quattro secoli dell'era cristiana, ossia fino a che il il Cielo diede esso stesso il segnale di un culto pubblico e solenne, con un'apparizione dell'Arcangelo San Michele. Questa apparizione ebbe luogo l'8 maggio 492, sotto il pontificato di Gelasio I, sul monte Gargano, oggi Sant'Angelo, nel regno di Napoli. |
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L'Arcangelo dei Monti e delle Vette |
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Fino all'inizio del VII secolo, il Monte Sant'Angelo è il santuario per eccellenza di San Michele, e ci si celebra la sua festa il 3 maggio. L'arcangelo si è pertanto mostrato con splendore a Roma, nell'anno 590. la peste fa strage nella Città, decimando la popolazione - ad iniziare dal pontefice regnante - Pelagio II - ed isolando dal resto del mondo il centro della cristianità. Il nuovo papa, Gregorio, che si chiamerà Magno, ricorre ai mezzi provati: egli invita il popolo ad un triduum di preghiera chiuso da una processione penitenziale di cui lui stesso prende la testa, portando in alto l'icona della Vergine dipinta da San Luca, che si conserva nella Basilica della Madonna della Neve (oggi Santa Maria Maggiore) e che si venera sotto il titolo di Salus populi romani. Come la processione giunge sulle rive del Tevere, i fedeli, sorpresi, poi meravigliati, si mettono a guardare il cielo che si è subitaneamente illuminato: |
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L'Arcangelo della buona morte |
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Un apostolo di San Michele, l'abate Fierville, canonico di Bayeux, morì, o piuttosto ad addormentarsi piamente nella pace del Signore, per risvegliarsi nella gloria eterna, in compagnia degli Angeli di cui era stato sulla terra un devotissimo servitore. Prendiamo le considerazioni successive dal suo bel mese a San Michele. "Ispirandosi a Sant'Agostino, l'abate Soyer fa giudiziosamente notare che un'anima perduta o dannata è come una sconfitta per San Michele, ed una vittoria definitiva per lo Spirito maligno. Anche un grande vescovo egli disse, parlando della nostra morte, che essa è una lotta tra San Michele ed il demonio, che l'Arcangelo raddoppia gli sforzi per respingere gli attacchi del nemico della nostra salvezza, poiché egli ama le nostre anime e sa che gli eletti contribuiscono in cielo alla gloria di Dio. |
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L'Arcangelo Michele e la Francia |
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Ad ogni nazione, come ad ogni individuo, Dio ha dato un Angelo tutelare, un Angelo per guidarlo, illuminarlo nel suo cammino attraverso i secoli; sostenerlo, proteggerlo nelle sue lotte con gli altri popoli, finché essa rimane fedele alla sua missione provvidenziale. Tale è l'insegnamento dei Padri della Chiesa e della Sacra Scrittura. Chi è dunque l'Angelo custode della Francia? E' San Michele, principe delle falangi celesti e glorioso vincitore di Lucifero. Come Dio aveva una volta scelto gli Ebrei in mezzo alle nazioni pagane, per conservare e difendere, sotto l'egida di San Michele, la gloria del suo nome; così ha eletto il popolo Franco per essere, in mezzo alle nazioni cristiane e sotto gli auspici del grande Arcangelo, lo scudo e la spada della sua Chiesa. |
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L'Arcangelo S. Michele è sempre considerato sia nell'Antico come nel Nuovo Testamento il difensore dei diritti di Dio e della Chiesa contro le insidie del demonio. Nell'Apocalisse è descritto l'immane combattimento tra Michele e il dragone rosso che fu sconfitto. Fu sempre grandemente venerato nella Chiesa fin dall'antichità. Anche S. Francesco d'Assisi ebbe grande devozione verso l'Arcangelo Michele e andò pure in pellegrinaggio all'antico santuario del Gargano, ma, non sentendosi degno di entrare nel santuario, si soffermò lungamente in preghiera davanti alla porta. Il Papa Leone XIII, nei tempi burrascosi che caratterizzarono il suo lungo pontificato, compose una bellissima preghiera all'Arcangelo S. Michele e prescrisse a tutti i sacerdoti del mondo di recitarla al termine di ogni Messa. |
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L’Arcangelo San Michele - Capo della Milizia |
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L’Arcangelo San Michele è presso i cristiani il più universalmente citato e venerato in mezzo a tutte le creature celesti e terrene dopo la Vergine Maria, alla quale sarà spesso associato. Lo è a diversi titoli, concordemente con altri come messaggero del Signore, quasi solo come protettore delle anime e loro introduttore in Cielo, solo di fatto come capo della milizia celeste nella lotta contro Satana e gli angeli decaduti. Nella iconografia dell’Occidente, egli appare allora fin dall’inizio del Medio Evo, il più sovente da vincitore del Demonio: è così che egli domina gloriosamente il nostro Monte San Michele in Francia. Ma in abbastanza numerosi casi, curiosamente e quasi contraddittoriamente se lo si pensa, egli è anche il pesatore delle azioni e delle anime presso le quali sta per decidere la loro sorte, in principio abbastanza manicheo. |
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A partire dal XII secolo il culto di San Michele si diffonde nel nostro paese in modo esplosivo. L’Arcangelo pesatore delle anime rimane per lungo tempo solo nelle rappresentazioni abbastanza ubique nel Midi, ma rare al Nord della Loira, frontiera d’altronde permeabile tra il romano ed il gotico che sta ben presto per comparire. In mezzo alle più notevoli, citiamo la prima in Francia su di un capitello della basilica della Daurade a Tolosa, poi a Santa Trofima di Arles in cui Ercole è associato alla scena e San Raffaele ugualmente in Provenza, i paesi dell’Ovest con Arces, Saujon, Aunay, Chouppes, il nodo correziano con Brive o Lagraulière in cui si nota al meglio la pesata individuale post mortem. |
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Michele il Cavaliere di Dio |
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Se la tradizione cristiana fa di Michele uno spirito più elevato nella gerarchia celeste di Raffaele e Gabriele, questi che si chiama il grande arcangelo è nominato nella Bibbia un po' più tardi dei suoi compagni. Ancora egli non si mostra: è un personaggio misterioso che parla di lui al profeta Daniele, designandolo come "uno dei primi capi" (Dn 10, 13). Egli apparirà. Splendido e vittorioso, solamente al termine del Sacro Libri, nell'Apocalisse. Come pure non è stupefacente che, sulla celebre icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, San Michele presenta la spugna e la lancia della Passione di Cristo: egli è l'angelo che, in una prospettiva escatologica, annuncia il compimento perfetto delle Scrittura. |
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Michele protettore del popolo eletto |
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Si scorge nell'episodio di Ciro, re di Persia che, con un Editto, aveva deciso la fine della Dispersione di Israele tra i Persiani ed i Greci, ma il Popolo Eletto non poteva ritornare a Gerusalemme. Il Profeta Daniele pregava intensamente per questa intenzione. Un Angelo gli apparve e gli disse: " ... Il Principe del Regno di Persia mi ha resistito durante ventun giorni, ma Michele, uno dei primi Principi, è venuto in mio aiuto ... ". Più avanti, lo stesso Angelo continua: "Io devo ritornare a combattere il Principe di Persia; quando ne avrò finito, ecco che verrà il Principe di Yavan (la Grecia). Nessuno mi presta man forte per queste cose, se non Michele, il vostro Principe!" (Dan.10,13 e 20b-21b). |
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Motivi del culto di San Michele |
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Non solamente la Chiesa invita i fedeli ad essere devoti a San Michele, ma lo guarda come suo potente protettore, e lo invoca sovente nelle sue preghiere. Ha anche stabilito due feste solenni in suo onore: l'8 maggio ed il 29 settembre di ogni anno. Depositaria delle rivelazioni divine, essa sa che questo glorioso principe delle milizie celesti presiede, grazie a Dio, ai destini dei popoli cristiani, e che il suo celeste intervento è una fonte inesauribile di grazie nell'ordine fisico, morale e spirituale. Così essa raccomanda con insistenza la devozione a San Michele, il più capace di sterminare quelle sette maledette, figlie di Satana, che corrompono il mondo con le loro sovversive dottrine, la loro empia propaganda, la loro nefasta influenza sugli spiriti ed i cuori. |
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Potenti Ausiliari di San Michele |
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E' ai nostri piccoli lettori, ai pii fanciulli dei Santi Angeli, che dedichiamo particolarmente queste righe. Vogliamo dire loro che essi possono essere, con le loro preghiere, dei potenti ausiliari di San Michele e degli Angeli, nella terribile lotta di Satana contro la Chiesa. Voi sentite parlare, cari fanciulli, della grande pietà che esiste nel regno di Francia, come già diceva una volta Giovanna d'Arco, o meglio, della guerra satanica degli empi contro la religione, e voi dite forse nell'opinione della vostra debolezza: "Che cosa possiamo farci? I cattivi sono così numerosi, così forti, e noi siamo così piccoli!". Esattamente perché siete piccoli, e che i cattivi sembrano non temervi, che voglio dirvi quanto siete forti, quanto San Michele, capo dell'esercito celeste, e gli Angeli contano su di voi. Sì, cari fanciulli, voi siete forti, potentissimi contro il demonio ed i suoi accoliti, poiché avete in mano un'arma invincibile: quest'arma è la preghiera. |
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Dopo l'adorabile nome di Gesù, "che fa flettere ogni ginocchio in cielo, sulla terra e negli inferi"; dopo il nome soave e benedetto di Maria, profumo di salvezza da cui esala la grazia divina, dice Sant'Ambrogio, è il nome più degno di rispetto quello del glorioso principe delle celesti falangi ? Michael o Michele significa: Chi è simile a Dio? Quis ut Deus? MICHAEL è un nome di potenza e di vittoria. Come un re nobilita sul campo di battaglia il generale che ha validamente combattuto per la sua causa, così Dio ha voluto che il grido di guerra, il grido di umiltà e di amore del valoroso arcangelo contro Satana, diventi suo titolo di nobiltà. A questo nome di Michael , a questa parola folgorante: Quis ut Deus? |
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San Michele appare sul monte Tomba |
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