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Tra gli angeli rifulge per la sua bellezza spirituale uno che la Sacra Scrittura chiama Michele. Era già considerato dagli Ebrei come il principe degli angeli, protettore del popolo eletto, simbolo della potente assistenza divina nei confronti di Israele. Nell'Antico Testamento appare per tre volte, in particolare nel libro di Daniele (Dn 10,13.21; 12,1), dove è stato indicato come il difensore del popolo ebraico e il capo supremo dell'esercito celeste che difende i deboli e i perseguitati.
"Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro". (Dn 12,1). Il suo nome in ebraico suona Mi - ka - El e significa: Chi è come Dio? A San Michele è attribuito il titolo di arcangelo, lo stesso titolo con cui sono designati Gabriele -forza di Dio e Raffaele - Dio ha curato. Nel Nuovo Testamento, S. Michele Arcangelo è presentato come avversario del demonio, vincitore dell'ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori. Troviamo la descrizione della ... |
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Una pia leggenda canadese ci dice il prezzo della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Un buon religioso era in preghiera nel suo convento di Montréal. Nel mentre che pregava con fervore per l'estensione del regno di Dio e la santificazione delle anime, San Michele gli apparve tutto circondato da una luce troppo bella per essere di questo mondo. "Io vengo, disse l'Arcangelo, per confidare alla vostra pietà ed al vostro zelo una missione sacra. Ascoltate bene! Uno dei troni, perduto da uno dei più grandi tra gli angeli che caddero con Lucifero, è rimasto senza possessore fino ad oggi. Occorre che voi mi troviate un'anima degna di occupare questo trono radioso. Ed io, Michele, principe della corte celeste, non mancherò di ricompensare generosamente il servizio che mi avrete reso. Solamente, al fine di non perdere troppo tempo nelle vostre ricerche, ricordatevi bene questo: l'anima che sceglierete non deve essere troppo giovane". |
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Il noto teologo salernitano don Marcello Stanzione, parroco di Santa Maria la Nova a Campagna (SA) assistente ecclesiastico dell’associazione Milizia di San Michele e condirettore con il giornalista Bruno Volpe del quotidiano cattolico online PONTIFEX, terra Venerdì 13 marzo a Roma alle ore 20,30 presso la libreria ASEQ in via dei sediari n. 10, nelle vicinanze del Panteon una conferenza sul Principe della Milizia celeste, l’Arcangelo San Michele. Tutti gli amici di Pontifex ed i devoti degli angeli di Roma sono invitati a partecipare. Le Sacre Scritture hanno rivelato i nomi propri di tre Angeli solamente, tutti appartenenti al Coro degli Arcangeli. Questi nomi sono ben noti a tutti i fedeli cattolici: Michele, Gabriele e Raffaele. L’antica letteratura apocrifa dell’Antico Testamento contiene altri nomi di Arcangeli in aggiunta ai tre già menzionati. Come le fonti stesse, questi altri nomi non sono autentici. Nomi come Uriel, Raguel, Sariel e Jeremiel non ... |
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La figura dell’arcangelo Michele è assai grandiosa e affascinante, per cui posso solo balbettare qualche aspetto di una figura celeste così sublime, quindi sono consapevole di non essere assolutamente esaustivo, ma offrirò solo alcuni spunti per la nostra meditazione personale. Prima però è necessario qualche premessa: Anzitutto l’arcangelo Michele non agisce da solo, egli viene presentato come il Capo delle milizie celesti, per cui un discorso su San Michele ingloba anche un discorso sugli angeli e prima ancora presuppone un discorso su Dio, in quanto essi si muovono solo su comando di Dio. Inoltre, oltre che con gli angeli, Michele agisce anche e attraverso gli uomini e le donne di buona volontà, per cui un discorso su San Michele in cui non vi sia il polo di riferimento umano, che è formato dai membri della chiesa, è estremamente incompleto. Infatti, oggi si parla molto degli angeli ma si corre il rischio di farne un pantheon di esseri alati che non hanno ... |
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È difficile stabilire se lo scorso lunedì sia stata una giornata molto brutta o una giornata molto buona per il caporale di artiglieria Andrew Koenig. In uno di quei rari miracoli che accadono nei campi di battaglia, un cecchino ribelle ha colpito il caporale Koenig alla testa in posizione frontale, ma centrando in realtà il suo elmetto. E il caporale se la cavò come niente fosse successo. “Non credo che avrei potuto essere più fortunato di così”, ha affermato il caporale Koenig due ore dopo la sparatoria. Il potenziale appuntamento con la morte per il caporale Koenig avvenne durante una giornata di intensi combattimenti per i marines di stanza in quella zona. Il battaglione era atterrato in elicottero alle prime luci dell’alba per lanciare una grande offensiva della coalizione e togliere la cittadina di Marjah dalle mani dei talebani. I Marines dopo aver istituito un avamposto lungo il percorso ben presto si trovarono sotto un serrato attacco. Il caporale Koenig, un giovanottone di 21 anni, è uno ... |
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