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Testimonianza di amore agli Angeli di un giornalista di Canale 5 PDF Stampa E-mail

Testimonianza di amore agli Angeli di un giornalista di Canale 5

Alla sesta edizione del meeting sugli angeli che si svolgerà a Campagna in provincia di Salerno presso l’abbazia di Santa Maria La Nova il 1 e 2 giugno 2010 anche un giornalista famoso specializzato nell’intervistare i vip porterà la sua testimonianza. Federico Pini dichiara: “ I Santi ci raccontano di esperienze meravigliose con i loro Angeli Custodi. Padre Pio, Santa Gemma Galgani, solo per fare due esempi, li vedevano con i loro occhi. Il Tema di questo Meeting ci pone proprio in relazione a questa straordinaria esperienza all’interno della Chiesa. Esiste poi un’esperienza altrettanto straordinaria nella sua ordinarietà che è quella che sperimentano le persone comuni, tutti noi fedeli. Perché Dio, nella sua infinita misericordia, ha affiancato a ciascun uomo un suo araldo di luce permettendogli di percepire la sua presenza, a volte in maniera inattesa. E’ quello che è successo a me, nell’ormai lontano 1995. Mi chiamo Federico Pini, ho 39 anni e sono giornalista. All’epoca, la mia fede era tiepida. Non ... 

...   mi professavo certo ateo, però non avevo fatto la Comunione e la domenica non andavo a Messa . La mia famiglia era allergica ai preti come la maggior parte delle Famiglie livornesi. Nella mia Carta d’identità spirituale, se mi passate il termine, figurava solo la voce: Battesimo. Ricevuto da piccolo.

E’ successo dunque che in una notte d’estate del 1995, avevo 24 anni, ho incontrato il mio Angelo Custode in sogno. Ho avvertito la sua presenza sotto forma di luce. Ma la cosa che mi ha colpito di più è che al risveglio ho ripetuto mentalmente in continuazione la parola: Angelo, quasi ci fosse qualcuno a suggerirmela facendola poi affiorare sulle labbra. E capite che per uno come me che non aveva mai avuto a che fare con gli Angeli, tutto questo suonava davvero strano. Era cioè un argomento che fino a quel momento avevo confinato alla dimensione infantile, quando si disegnano gli Angeli per i bigliettini di auguri natalizi.  Da quel sogno si sono messe in moto, nella mia vita, tutta una serie di coincidenze, dietro le quali in realtà c’era la splendida regia del nostro Padre celeste.

Passeggiavo per strada e il primo libro su cui si posava il mio sguardo, intento a curiosare fra le vetrine, parlava di angeli. Accendevo la radio e il primo brano che ascoltavo era sui nostri Amici celesti; ricordo al tempo la bella canzone di Robbie Williams, Angels. In quel periodo, ero volontario in una casa di riposo per anziani e ricordo, come se fosse ora, che una nonnina del reparto in cui andavo a fare visita con altri ragazzi, chiamò solo me per mostrarmi un ritaglio di giornale. Sopra c’era l’immagine di un libro sugli Angeli che lei aveva messo da parte perché voleva che qualcuno glielo regalasse.

Ho cominciato pian piano ad aprirmi con il cuore a quel richiamo delicato, ma allo stesso tempo irresistibile, che mi ha portato a maturare nel profondo il desiderio di accostarmi a Cristo nostro Signore che, il Catechismo della Chiesa cattolica definisce, come ben sapete, il centro del mondo angelico. Ho fatto dunque la Comunione e la Cresima in età adulta e, grazie alla scoperta dell’Angelo Custode, ho scoperto la ricchezza della preghiera. Il Santo Rosario, prima di tutto, come arma contro il Male. Proprio a questa orazione meravigliosa si lega un episodio che vi voglio raccontare e che rientra in quella serie di segni celesti che hanno costellato la mia vita dopo la conversione.

Era il 2 Ottobre del 2007, data significativa poiché si celebrano i Santi Angeli Custodi. Mi trovavo in una chiesa di Milano e stavo sgranando la mia Corona. Ho chiesto un segno al mio Angelo della sua presenza, anche perché spesso, quando recito il Rosario, gli chiedo di pregarlo con me per rivestirlo della sua luce e renderlo più degno agli occhi della Mamma celeste. In quel momento avvertii un leggero profumo di rose, un soffio delicato che è durato pochissimo. Mi sono guardato intorno, pensando che ci fosse, nei paraggi, un vaso o comunque una pianta. Vidi all’altare, sotto la statua di Maria una pianticella e pensai che fosse quella ad emanare quell’odore. Avevo cioè trovato subito una giustificazione razionale. Mi sono avvicinato e, con mia grande sorpresa, ho realizzato invece che la pianta era finta, l’ho annusata e sapeva di plastica. Mi sono guardato bene intorno per vedere se ci fosse la traccia di un fiore: niente! Ho capito allora che il mio Angelo ha voluto farmi questo regalo bellissimo e l’ho immaginato intento a presentare ogni mia “Ave Maria” come se fosse un fiore, una rosa appunto, alla Regina degli Angeli.

Vedete, sono tutti piccoli segni che per me rivestono un significato tanto grande. Anche perché sono convinto che il Signore ci parla attraverso le cose più semplici. Sono impronte della realtà angelica che ti lasciano dentro una grande pace, così come quando ho fatto un altro sogno molto particolare che desidero raccontarvi.

Dio, nel mio caso, ha quasi sempre usato la dimensione onirica per trasmettermi i suoi segni. In quel sogno ho vissuto una vera e propria ascensione spirituale. Ho sentito cioè il mio corpo leggerissimo salire in alto fino a sprofondare nella volta celeste, dove ho visualizzato tanti punti luminosi bellissimi che mi sembravano stelle. Mi sono fermato, regnava un silenzio mai percepito sulla terra, perché trasmetteva una pace indescrivibile. Quei punti luminosi hanno cominciato ad intonare un canto bellissimo, pronunciavano parole di lode che non riuscivo a codificare secondo il nostro linguaggio ma intuivo mentalmente. Avveniva infatti una comunicazione non verbale, ma mentale ed io mi univo a quell’incredibile melodia, era come se la conoscessi da sempre. Sentivo una musica che prima di allora mai avevo colto sulla terra, di una bellezza indescrivibile. Mi sono poi svegliato di colpo ed ho sentito tutto il mio essere come se fosse stato rigenerato da quell’incontro. Uso la parola “incontro” perché ho avuto la netta sensazione che quello fosse stato un coro angelico. Tanti pittori, per esempio Melozzo da Forlì, ce li raffigurano musicanti. Ho riflettuto molto su come il sogno sia stato, per me, il canale privilegiato di questa comunicazione celeste e mi sono venuti in mente alcuni episodi della Bibbia. Per esempio, nel Libro della Genesi, il racconto del sogno bellissimo di Giacobbe che vede una scala su cui salgono e scendono gli Angeli.

Non solo la mia vita è cambiata radicalmente, ma anche quella di chi mi stava intorno. I miei genitori non sono stati solo spettatori della mia conversione, ma anche protagonisti della loro conversione, straordinaria. Prima con la Comunione e la Cresima e poi con il Matrimonio in Chiesa. Si erano infatti sposati solo con il rito civile e il 10 agosto del 2008 hanno pronunciato il loro “sì” davanti al Signore, nel Santuario mariano di Montenero, a Livorno, dove fra l’altro io ho ricevuto la mia prima Comunione a 25 anni e dove ho battezzato mia figlia che si chiama, e non poteva essere altrimenti, Angelica. Mia moglie Valeria ed io abbiamo fatto da Testimoni alle loro Nozze ed è stato tanto emozionante.

Il mio Angelo Custode ha fatto dunque da detonatore a tutta una serie di conversioni. Anche i miei zii, con i miei genitori, hanno deciso di ricevere Cristo nell’Ostia. Il miracolo più grande, secondo me, è stato proprio questo. C’è stato un risveglio spirituale generale che ha coinvolto molte persone a me vicine ed è cambiato dunque il modo di vivere e leggere la realtà.

Ho ripensato ad un episodio che mi raccontò proprio mio padre e che risale a quando ancora lavorava al porto come elettrotecnico. Lui, tanti anni fa, è stato salvato da un intervento angelico: ma solo dopo la nostra conversione abbiamo letto quel fatto con occhi più consapevoli, quelli della fede. Babbo doveva allentare un cavo d’acciaio sul ponte di una nave, dall’altra parte un collega doveva assicurarsi che l’operazione venisse compiuta con attenzione. In quel momento sentì una voce dentro di lui, imperiosa, forte che non lasciava spazio a repliche: “Fuggi vai via!”, ripeteva insistente quella voce. Mio padre lasciò immediatamente il cavo, e meno male, perché proprio in quell’istante questi si sganciò, portandosi dietro un grosso pezzo di ferro che lo avrebbe praticamente diviso in due.  

Questo è un esempio di come i nostri Angeli Custodi agiscano sui nostri sensi interiori, spronandoci, senza mai però imporsi, perché comunque l’uomo è sempre lasciato libero di agire.

Voglio allora ringraziare Don Marcello Stanzione per l’opera bellissima che svolge con la Milizia di San Michele Arcangelo e per avermi invitato a raccontarvi la mia testimonianza”.

Federico Pini

 
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